giovedì 20 agosto 2015

Recensione Non aver paura di innamorarti di Renée Carlino (Serie Sweet Thing #1)






Titolo: Non aver paura di innamorarti
Titolo originale: Sweet Thing
Autore: Renée Carlino
Serie: Sweet Thing #1
Editore: Newton Compton
Data di pubblicazione: 11 giugno 2015
Pagine: 315
Punto di vista: prima persona
Livello di sensualità: caldo






Trama: Mia Kelly pensa di aver avuto tutto dalla vita. Si è laureata in uno dei college più prestigiosi d’America, sa suonare il pianoforte come una concertista classica, è l’adorata figlia di una madre affettuosa e di un padre anticonformista. Eppure ancora non sa cosa fare di preciso dopo la laurea, indecisa tra mettere a frutto il suo titolo di studio in economia o dedicarsi alla musica, la sua vera passione.

Ma quando suo padre muore improvvisamente, Mia prende in mano le redini della propria vita: si trasferisce a New York e rileva l’attività della sua famiglia, un locale che è un’istituzione del quartiere, dove si ritrovano musicisti e artisti vari e dove conosce Will, un bellissimo chitarrista che sconvolge la sua routine. Il ragazzo, infatti, fa di tutto per starle vicino fino a diventare prima suo amico e poi il suo coinquilino. Nonostante le attenzioni di Will, Mia tiene a freno i suoi sentimenti, fino a quando… 


Recensione:
Quando apro la pagina bianca e invece di buttare giù la recensione a caldo, inizio a scrivere i dati tecnici, copio la trama, giustifico il testo, inserisco la copertina, metto il grassetto, mi faccio un giretto su facebook... insomma, perdo tempo, non è mai un buon segno. Significa che il libro non mi ha colpita, che ho poco da dire, o meglio, ho poco di positivo da dire. E questa è una di quelle volte.

Ho pescato il libro della Carlino in mezzo alle decine di uscite che ho in arretrato perché mi intrigava la trama e soprattutto l'ambientazione. Un bar vecchio stile, che è stato la casa di musicisti che hanno fatto la storia, in cui si respira l'aria ribelle e geniale degli anni 70-80. Una protagonista, Mia, figlia di un artista che le ha insegnato cos'è la buona musica. Un protagonista, Will, che la buona musica la fa, con la chitarra e la sua voce. Gli elementi c'erano tutti. Avevo già l'ormone pronto a ringalluzzirsi davanti all'ennesimo maschio tatuato che suona la chitarra ad altezza pelvica e invece...

E invece se dovessi descrivere questo romanzo con una parola sarebbe immaturo. Ma per vostra sfortuna ho più di una parola a disposizione, quindi ora vi beccate il mio sproloquio. Parto dalla traduzione, che mi è piaciuta davvero poco. In alcune frasi ho trovato le scelte dei tempi verbali del tutto sbagliata. Anche la scelta di alcune parole mi è sembrata azzardata. Esiste una sola donna (over 10 anni) al mondo che chiama il proprio padre "papi"? Ed esiste una sola ragazza di 24 anni che cerca per fidanzato un medico "gagliardo"? O ancora, Will in alcuni momenti si perde in contemplazione, con lo sguardo perso nel vuoto, e la protagonista descrive questi momenti così: "Will ascoltava la voce di Dio." Truly? Are you serious? Non so, forse è un modo di dire americano, ma in italiano suona davvero male, secondo me.

Ma veniamo alla storia. E' peggio del peggior tira e molla mai scritto nella storia. Mia e Will si innamorano praticamente dal primo istante, ma, essendo Will l'incarnazione del musicista spiantato, Mia decide che non fa per lei. Lei deve sposare un uomo affidabile, con un lavoro sicuro e uno stipendio decoroso. Così, nonostante i due vivono nella stessa casa, Mia cerca di evitare Will il più possibile. Tranne... quando suonano insieme o si ubriacano. Allora succedono puntualmente avvicinamenti sensuali di cui lei si pente dopo un nano secondo. Il re, anzi, l'imperatore di questi momenti assurdi è quando lei si fa il bagno nella vasca e lui suona la chitarra seduto sulla tazza (sexy, nevvero?). E lei, strafatta di antidolorifici a causa di una frattura al piede, pensa bene di sfruttare l'occasione per godersi un attimo di autoerotismo. Con lui lì, seduto sul cesso. Non l'ha voluto avvicinare per mesi, lo schifa nemmeno avesse la peste, e poi si fa un lavoretto di mano con lui che la guarda mentre suona la chitarra? WTF!!!

E così via, in un susseguirsi di vicende assurde, incomprensioni banalissime, Mia fa un casino dopo l'altro. Tutto perché, ovviamente, la nostra cara ragazza è convinta che parlare, condividere i propri sentimenti e paure, sia un'attività sopravvalutata. L'avrei presa a mazzate una pagina sì e l'altra pure.

Peccato, perché il personaggio di Will è dolcissimo e l'ambientazione nel mondo della musica è davvero interessante e ben curata. I punti deboli, a mio parere, sono due: la trama e la traduzione.

Il mio voto è:


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