mercoledì 4 marzo 2015

Recensione doppia Alakim. Luce dalle Tenebre di Anna Chillon

Titolo: Alakim. Luce dalle Tenebre
Autrice: Anna Chillon
Serie: Alakim #1
Ambientazione: Marsiglia
Editore: Loquendo 
Pagine: 412
Data di uscita: 2013
Genere: Paranormal Romance
Livello di sensualità: Hot
Punto di vista: Terza persona

TramaAlakim è un permanente divorato da una fame crudele. Reietto in cielo e braccato in terra da una schiera di guerrieri immortali, condivide il suo rifugio sotterraneo con due Nephilim, abili combattenti e fedeli compagni nella sorte. 
Di giorno è costretto all’oscurità, mentre la notte si aggira per le vie di una Marsiglia trasgressiva, in cerca di un modo per assolvere al patto stretto con Lucifero. È proprio durante questa ricerca che un prete dalle eccezionali capacità sensitive gli suggerisce un antico testo custode di segreti proibiti, portandolo così a imbattersi in Nicole, una giovane libraia animalista.
La ragazza ingaggia una lotta impari per non venire travolta dall’indole tenebrosa di Alakim e dal suo spiccato gusto per la malvagità, ma l’ardore che scocca tra loro rapisce corpo e mente, lasciandola senza via di fuga, sopraffatta dall’impetuosità dell’immortale e dalla scoperta di una realtà troppo grande da accettare: una realtà per la quale occorre avere fede. 
Così, in un susseguirsi di eventi inaspettati, mettendo a rischio la propria esistenza, i suoi amici e Nicole stessa, Alakim fa di tutto per dare a Lucifero ciò che gli spetta, lottando, tracciando la sua strada nel sangue e spingendosi oltre i limiti. 
Perché avere una possibilità di scelta è l’unica cosa cui non è disposto a rinunciare, anche se quello da pagare è un inimmaginabile prezzo.


Recensione doppia di Claire e Alice

 

AMBIENTAZIONE
Claire: Prendete una Marsiglia tetra e oscura, fatta di luridi vicoli sui quali si affacciano insegne al neon di locali ambigui, popolati da loschi individui che si muovono furtivi come ratti. Raffiguratela piovosa, umida e sporca. Poi immaginate una Marsiglia baciata dal sole, le cui stradine ben tenute odorano di storie antiche, del mare che si infrange su bianchi scogli con il richiamo dei gabbiani in sottofondo. Popolatela di personaggi controversi e malvagi, ma anche di giovani mossi da nobili ideali, di preti dediti al bene e di poliziotti che vogliono far vincere la giustizia ad ogni costo. Alakim è questo, le due facce di una stessa medaglia che si fondono, sfumando il bianco e il nero in un declinare  di grigi capaci di scardinare ogni preconcetto e ogni certezza, in un’atmosfera pre-apocalittica da vecchio testamento.

Alice: Mi è piaciuta moltissimo l’ambientazione, così originale. Non i soliti Stati Uniti o Londra, ma la Francia, di preciso Marsiglia. Perché questa scelta? Non ne ho la più pallida idea, ma poco importa. Per non parlare poi del negozio di libri antichi, un colpo al mio romantico cuore. Zafón insegna. Peccato di non averla vissuta di più, solo qualche vicolo buio e un night-club. Di sicuro questa antica città dà un’impressione di vissuto, di vetusto e di arcano a tutta la storia. Visti i personaggi, niente di più azzeccato!

PERSONAGGI PRINCIPALI
Claire: Alakim, un uomo nel cui (magnifico) corpo alberga il bene supremo e il male più degradante, la luce e il buio, la salvezza e la condanna, l’agonia e la delizia. Un tempo angelo, ora si ritrova nel corpo di un umano e a causa di uno scellerato quanto necessario patto con il diavolo, vaga in cerca dell’unica possibilità di salvezza, mentre una fame divorante, fame di dolore e malvagità, lo fa oscillare perennemente tra la natura angelica e quella demoniaca.

Alice: Alakim è due entità apparentemente opposte in un corpo solo. Possono convivere natura angelica e demoniaca in un semplice essere umano, fatto di carne e sangue? O la lotta lo distruggerà, lo dilanierà completamente? Pensavo fosse questo il perno della storia, invece questa autrice è riuscita a stupirmi ancora con la sua originalità. Perché nella sua interpretazione, angeli e demoni non sono poi così diversi e il male non è più giusto del bene. Quindi il conflitto interiore che mi aspettavo da Alakim è quasi del tutto assente.

Claire: Nicole è colei che può salvarlo, è il mezzo tramite cui Alakim può evitare l’oblio dell’anima e la perdita di volontà. Splendido personaggio femminile, bella e coraggiosa, ci viene mostrata in tutta la sua vulnerabile umanità, fatta di paure, manie e fragilità. E’ naturalmente attirata dalla luce celeste nascosta in Alakim, ma anche dalla sua malvagità, dalle promesse silenziose di piaceri inimmaginabili, e lui, con la sua aurea demoniaca, riesce ad avvilupparla nelle sue spire sensuali e a legarla a sé. E’ una capitolazione sofferta e sospirata, fatta di repulsione, terrore, piacere e dolcissimo dolore.

Alice: Nicole è un personaggio forte, con ideali profondi ma una fede vacillante, nonostante sia cresciuta in mezzo alle suore, attorniata da preghiere e libri religiosi. Il conflitto interiore, che mi aspettavo di trovare in Alakim, l’ho trovato a sorpresa in Nicole. Lei vuole credere ma allo stesso tempo l’idea di non essere all’altezza delle aspettative del Creatore, la respinge, la fa sentire inadeguata, indegna. E’ un personaggio fragile e forte allo stesso tempo.

PERSONAGGI SECONDARI
Claire: Fanno da contorno a questa coppia agli antipodi un susseguirsi di personaggi  tutti minuziosamente descritti, dai compagni animalisti, all’amica del cuore, allo zio burbero ma generoso. I due Nephilim, esseri  nati dall’unione di una donna e di un angelo, condividono il destino di Alakim e non solo….. Muriel merita un discorso a parte, è sì un personaggio secondario, ma per tanto così non ha diviso il ruolo principale con Alakim. Bello come solo un mezzosangue può essere, con il corpo di un uomo nel fiore degli anni e negli occhi la saggezza prodotta da secoli di esperienza, suscita in Nicole lo stesso turbamento provocato da Alakim, mescolando desiderio, senso di colpa e lussuria in una miscela esplosiva. Lo stesso rapporto tra Alakim e Muriel è ambiguo, l’autrice sparpaglia indizi vaghi tra le pagine come una sorta di caccia al tesoro, instillando dubbi e congetture, che, per lo meno in questo capitolo, non trovano risposte. Infine il prete, Morel, il cui ruolo all’interno del libro riveste un’importanza primaria, sia ai fini della storia, ma soprattutto per dimostrare quanto le certezze dell'uomo siano fragili di fronte alle prove che cielo e inferno decidono di imporre al nostro genere.

Alice: I personaggi secondari sono caratterizzati benissimo, soprattutto i due Nephilim che convivono con il tenebroso Alakim. L’autrice non si limita a dare una chiara immagine del loro aspetto e della loro personalità, ma ricostruisce alla perfezione la loro storia, il loro backround, rendendoli vivi e veri.  Li ho apprezzati più del protagonista stesso.

GIUDIZIO GENERALE
Claire: E sono proprio queste certezze ad avere un ruolo chiave nel romanzo. Scordatevi gli insegnamenti del catechismo,  il vangelo, il bene oblativo, dimenticate le immagini di paffuti angioletti che fanno capolino da nuvole simili a panna montata, o di un dio che somiglia in maniera imbarazzante a babbo natale. Qui gli angeli sono soldati armati di spade e della più cieca ansia di vendetta, capaci di infliggere dolore con la stessa premura di un cavaliere alle crociate. Il bene assume contorni malefici, e il diavolo non è poi così brutto come lo si dipinge.
Il tutto condito da uno stile evocativo e incalzante, pervaso da una sensualità mai fuori luogo, sottile eppure presente, che annoda lo stomaco, una sensualità fatta di piacere e dolore in ugual misura, fatta di promesse e di brame oscure.
Cinque stelline a quest’autrice talentuosa che mi ha semplicemente incantata con la sua ottima opera prima. E ora, quanto dobbiamo penare per leggere il seguito? O i seguiti?

Alice: Se il romanzo si merita voti altissimi per ambientazione e originalità della storia, ho trovato lo stile di linguaggio lievemente incongruente in certi passaggi, si passa da dialoghi moderni e taglienti a descrizioni liriche, quasi da romanzo storico. Devo inoltre ammettere che non ho apprezzato particolarmente i contenuti profondi, il messaggio che vi ho letto. Non ho apprezzato il rapporto violento tra i due protagonisti, non ho condiviso il pensiero del male e del bene come inestricabilmente legati, che non esistono l’uno senza l’altro. Non posso che citare quel geniaccio di John Green che esprime in modo semplice ma efficacie il mio pensiero a riguardo:"Senza dolore come possiamo conoscere la gioia? (E' una vecchia argomentazione nel campo della Riflessione sulla Sofferenza, e la sua stupidità o scarsa sottigliezza potrebbe essere sondata per secoli, ma basterà dire che l'esistenza dei broccoli non influisce affatto sul sapore della cioccolata.)" Serve aggiungere qualcosa?

Il voto di Claire è:
Il voto di Alice è:

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...