venerdì 11 novembre 2016

SPECIALE La Spia del Mare:
I protagonisti maschili


Eccoci finalmente arrivati alla sesta tappa del Blog Tour dedicato a La spia del Mare.

Non vedevo l’ora che fosse il nostro turno perché il piacere di leggere questo libro è stato immenso e la possibilità di parlare dei personaggi maschili mi ha intrigato fin da subito.

Devo fare una doverosa premessa prima di andare avanti.
Salinger ha scritto “Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira.”

Ecco, la fortuna di cui parla Salinger io l’ho avuta e ho avuto la possibilità di parlare spesso con Virginia de Winter del libro e dei suoi personaggi. Così per me sono diventati molto familiari, come se li conoscessi davvero e non solo tramite le pagine di un libro.

Ho pensato molto a come presentarli e mentre rileggevo il libro ho capito che dovevo far parlare Virginia stessa e mostrarvi i suoi personaggi così come li vede lei.

Ecco perché ho chiamato la tappa I Quattro Re.
Sono certa che avete subito pensato alla nostra Cordelia con in mano un mazzo di carte.

Ebbene sì, I Quattro Re di cui parleremo oggi sono proprio Cassian, Alain, Giacomo, Manuel e guest star James.
Era Kitty, la cameriera che aveva ereditato il giorno che sua madre era uscita per una missione senza fare più ritorno.
«James è tornato per un resoconto» disse. «Il signor D’Armer si trova al Ridotto di San Moisè.»
Cordelia annuì attenta, mentre con un gesto automatico scopriva sul tavolo una carta: il Re di Picche.
«Lo ha visto conversare con diverse persone tra cui un giovane francese che visita spesso San Geremia.»
L’ambasciata francese si trovava in Contrada San Geremia, a Cannaregio. Cordelia si domandò chi potesse essere quel giovane.
Dal mazzo trasse una seconda carta, il Re di Fiori.
«Di che cosa hanno parlato?»
Kitty scosse il capo. «Di sciocchezze, Milady. L’informatore di James li ha sentiti conversare dell’Abate Casanova che in quel momento era presente.»
Il Re di Cuori si aggiunse alle altre figure sopra il tavolo. «C’è ancora qualcosa, Milady» disse Kitty dopo una lieve esitazione. «Uno degli informatori di James riferisce che al Caffè Regina di Francia ha sentito due uomini mascherati darsi appuntamento a San Moisè. Parlavano del rapimento di qualcuno da poco tornato dalle Indie.»
«Una cosa comune, a Venezia.»
«Hanno fatto cenno a dei servitori Mori, Milady.»
Il mazzo sfuggì dalle mani di Cordelia cadendo sul pavimento. Sopra le altre carte spiccava il Re di Quadri. Lei lo raccolse con dita tremanti e lo dispose accanto agli altri.
In questo brano troviamo tutti e cinque i personaggi maschili principali de La spia del Mare: James Covington, spia per metà inglese compagno di Cordelia,
Cassian D’Armer, affascinante nobile veneziano reduce dell’invasione di Delhi, Alain de Mortemart, un aristocratico francese fuggito dalla corte di Versailles, il giovane abate Giacomo Casanova, libertino impenitente, e un nobile spagnolo in esilio volontario, Don Manuel Pérez de Guzmàn y Benavides. Esaminiamoli uno a uno.

CASSIAN D’ARMER, il Re di Picche.

"Cassian piegò un angolo delle labbra verso l’alto. Il sorriso di un assassino, pensò lei. Cassian D’Armer era pericoloso, si disse. Lo era ancora di più quando, a tratti, era il suo fidanzato."
Cassian D’Armer, a volte fidanzato della nostra protagonista, è il tipico personaggio per cui è impossibile non perdere la testa. Bello e tenebroso, è il desiderio nascosto di ogni dama veneziana. La sua avvenenza è resa ancora più affascinante dall’aura di cattivo che lo circonda. Cassian, infatti, non passa inosservato nel Ridotto di San Moisè dove si ritrova più spesso a fare a pugni che a giocare d’azzardo.
Cassian era in piedi davanti al camino, il braccio appoggiato con noncuranza alla mensola, il profilo perfetto ritratto nelle profondità di uno specchio dalla cornice dorata, i capelli lisci e ribelli scompigliati dal vento del mare. La sua eleganza indifferente, il modo in cui abbassò lo sguardo per osservare delle rose bianche che sfiorivano in un vaso, il gesto disattento con cui ne toccò i petali con le dita lunghe, tutto dilatò il tempo e non le permise di distogliere gli occhi dalla grata.
Elegante e indifferente. Un sorriso da assassino. Affascinante e pericoloso. Bello da star male, distante da piangere.

Direi che non provare qualcosa per Cassian significherebbe appartenere alla categoria ghiacciolo al Polo Nord. Ma non è oro tutto ciò che luccica.
«A volte ho l’impressione che il buio che porto con me possa far scendere la notte anche su chi mi sta accanto.»«Le ore successive al tramonto sono incantevoli, mio signore. In effetti, sembra che per i veneziani il giorno sia quasi del tutto superfluo. Esiste forse qualcosa di più dolce della mezzanotte?»Lui non rispose subito ma parve soppesare le sue parole, sebbene frivole. «La mezzanotte è meno scura di quanto si dica, Madame. Mi riferisco piuttosto alle ore precedenti all’alba, quelle in cui sembra che la luce non arriverà mai. I guerrieri di Nadir–Shah usavano attaccare in quel momento, quando eravamo stremati per l’insonnia e la paura.»
Ci sono tormenti che possono essere sconfitti solo da tormenti maggiori, come l’amore.
E forse l’amore per l’irraggiungibile Cordelia è l’unica cura alla malattia che affligge il nostro tenebroso gentiluomo veneziano, le cui notti sono popolate da incubi e orrori indicibili che solo il ricordo di un volto può lenire.
Ogni volta che ho rischiato la vita, ogni volta che ho attraversato una frontiera con una pattuglia a dieci passi e una pistola puntata alla testa, voi eravate con me. Siete stata il mio demone custode.

ALAIN de MORTEMART, il Re di Fiori.
Alain de Mortemart si stagliava contro lo sfondo di una vetrata che rimandava la pallida, luminosa copia dell’interno e il suo doppio. Il suo profilo era affilato, zigomi alti e prominenti, occhi azzurri dagli angoli assottigliati. Era un volto fatto di spigoli armonici, di una bellezza singolare, i capelli sotto lo strato di cipria che li tingeva d’argento si intuivano scuri, con una lieve attaccatura a punta che gli conferiva un’aria diabolica.
Allontanato dalla Francia a causa della pessima fama della sua famiglia d’origine, legata a Madame de Montespan e sospettata di stregoneria, Monsieur è un personaggio che fin da subito suscita curiosità.

Intorno alla sua figura aleggia un che di diabolico, come se Alain non appartenesse solo a questo mondo. Lo vediamo proteggere i suoi segreti e difendere le persone a cui tiene con grande veemenza, non lesinando metodi per nulla ortodossi.
Si voltò quando lei era a pochi passi, una delle lanterne sulla facciata del palazzo illuminò i tratti affilati di Alain de Mortemart. «Ho il ragionevole sospetto» esordì il giovane «che siate voi ad avermi messo alle costole una vostra spia, Madame. Siccome però io non ho idea di chi siate, né credo di avere conti in sospeso con voi, vi prego di desistere all’istante. Voi lasciatemi in pace e io vi userò lo stesso riguardo.» Il tono pacato con cui pronunciò quelle parole, la lentezza carica di sottintesi esprimevano con chiarezza che, qualsiasi fosse la natura di ciò che le era capitato, lui ne era responsabile. Era anche evidente che Monsieur de Mortemart non riteneva necessaria una risposta, infatti si voltò con calma e scomparve dietro l’angolo.

Ma ciò che più colpisce di Alain è, senza dubbio, l’enorme fascino a cui nessuno riesce a resistere, uomini o donne che siano. E’ come una calamita alla cui forza di attrazione è impossibile sottrarsi. Tra i caduti nella rete tessuta dall’aristocratico francese spiccano nomi di grande levatura, insospettabili e altrettanto dotati di grande charme, come il giovane Giacomo Casanova.
L’altro lo guardò con una strana espressione, i pugni serrati lungo i fianchi. «Amo la tua compassione» disse. Poi senza alcun preavviso lo afferrò per le spalle, piegò la testa sulla sua, gli depose un bacio brevissimo sulle labbra ancora dischiuse in una protesta, e lo spinse via. «Vattene, prima che mi ricordi quanto esattamente mi piaci.»Giacomo indietreggiò di un passo. «Va bene» rispose. «Ma non finisce qui.»
Se gli ha ceduto lui, come possiamo sperare di non farlo noi, povere fangirl indifese?


GIACOMO CASANOVA, il Re di Cuori.
In apparenza ignaro di essere oggetto di tanto sdegno, il ragazzo biondo continuava a sgranare facezie. Era a volto scoperto, la maschera sorretta da un bastone nella destra, l’elegante completo nero indicava la sua appartenenza ai ranghi minori del clero. Mostrava all’incirca quindici anni e sembrava consapevole solo in parte della seduzione che irradiava. Eppure il modo in cui occhi maschili e femminili lo seguivano cercando di intercettare il suo sguardo, la posa assorta, quasi sognante che assumeva chi lo ascoltava – quasi la sua voce fosse la musica di un violino – rivelavano un potere di attrazione più simile al sortilegio che a un comune fascino.
Parli del diavolo e compare colui il quale il diavolo lo avrebbe portato a passeggio all’Erberia, intrattenendolo con discorsi frivoli e pieni di spirito, invitandolo poi a bere cioccolata calda al Florian, sotto i portici delle Procuratie Vecchie.

Giacomo Casanova è lo spirito di Venezia; è il padrone di casa che invita il lettore ad accomodarsi in Piazza San Marco per godere ogni singola parola del romanzo.

E', secondo me, il personaggio più difficile e allo stesso tempo quello riuscito meglio, perché in sé coniuga sapientemente realtà e finzione.
«Se mai Varutti dovesse mantenere la sua promessa e riuscire a rinchiudermi, riterrei mio dovere morale fuggire» commentò con una scherzosa pomposità che la fece ridere. «E sapete che cosa farei per prima cosa, dopo aver contemplato la mia Venezia da lassù? Andrei a prendermi una cioccolata al Caffè Florian.»
Nel luglio del 1755, Giacomo Casanova fu rinchiuso veramente nella prigione dei Piombi, accusato di blasfemia, detenzione di libri proibiti e circonvenzione di alcuni nobili, tutte accuse che probabilmente ne celavano altre ben tenute nascoste, come l’essere membro della Massoneria. Appena ripresosi dall'arresto, Casanova cominciò ad organizzare la fuga, come lui stesso racconta in un romanzo avventuroso intitolato Storia della mia fuga dai piombi.

L’ingegnoso Casanova, passando dalla cella alle soffitte attraverso un foro praticato da un compagno di reclusione, il frate somasco Marino Balbi, uscì sul tetto e successivamente si calò di nuovo all'interno del Palazzo Ducale di Venezia da un abbaino. Ma rendendosi conto che era impossibile abbattere dall’interno il portone monumentale, decise molto audacemente di affacciarsi ad una finestra.

Notato da un guardiano che pensava di trovarsi di fronte ad un magistrato rimasto chiuso dentro il palazzo, venne liberato dallo stesso custode il quale gli aprì premurosamente il portone, riconsegnandolo libero a Venezia.
«Mia cara» disse, rammaricato, «è terribile quello che avete dovuto sopportare. Io avevo ideato un ottimo piano per la vostra evasione dai Piombi.»«Ti abbiamo ripetuto mille volte che era rinchiusa nei Pozzi» intervenne Manuel.«Era un piano geniale» disse Casanova, quasi commosso dal proprio ingegno. «Lo terrò a mente, sia mai che possa tornarmi utile.»
Probabilmente era proprio a questo piano che la nostra Virginia si riferiva.


MANUEL PéREZ de GUZMàN y BENAVIDES, 
il Re di Quadri.

Di Don Manuel Pérez de Guzmán y Benavides si sapeva che era uno dei nipoti del Duca di Medina Sidonia, Grande di Spagna e vicino al re. Le sue fortune provenivano dalle colonie del Nuovo Mondo sotto forma di oro, pietre preziose, spezie. La sua prodigalità e la sua generosità erano diventate in breve famose in tutta Venezia, ma soltanto in pochi sapevano delle misteriose circostanze del suo allontanamento dalla corte di Spagna.

Il mistero che avvolge la figura di don Manuel è protetto da uno stuolo di Mori che lo seguono ovunque, livrea e turbante muniti, armati di vassoi d’argento e bricchi di cioccolata e tazze di caffè fumante. Perchè anche in un cimitero dove i morti non sono morti non si può rinunciare a certe comodità.

Ma questo mistero ha un volto e un nome: Jimena.
Bruno, bello, con profondi occhi scuri e labbra piene e ben disegnate; ed emanava un’energia che sembrava animare tutto quanto si trovava nelle sue immediate vicinanze.«Manuel Alfonso Pérez de Guzmán y Benavides» si presentò, sciorinando uno degli interminabili nomi dei Grandi di Spagna. «Vi devo la salvezza del mio bene più prezioso, signore. Il mio debito è eterno.»Indicò la giovane dama al suo fianco che si inchinò. «La mia Jimena si trovava nella gondola assalita da quei malviventi e non riesco nemmeno a pensare a ciò che sarebbe potuto accaderle.»
Una donna, dunque. Ma non può sicuramente trattarsi di una donna qualsiasi, vista la cura e la devozione che don Manuel le dimostra.
Certo, Jimena è davvero una donna speciale per Manuel, trattandosi appunto della sua adorata sorella minore.
Don Manuel aveva avvicinato a sé la sua dama in una figura del fandango, con una forza deliberata e satura di sottintesi, arrestandola a un passo dal suo corpo, attirandola senza tuttavia arrivare a toccarla. Il modo in cui la guardava, il sorriso che lei gli rivolgeva persa nel suo volto e nel contatto delle loro mani, valevano a tacitare ogni respiro nello spazio di cento passi. Intorno a loro si era fatto il silenzio, nulla turbava le note di chitarra, lo scoppiettare delle lucerne e il battere cadenzato dei tacchi dei ballerini che si giravano intorno senza smettere il contatto visivo, come due fiere nella più antica metafora del corteggiamento.
Una scena meravigliosa, piena di passione. Un ballo mozzafiato che fa sentire il sangue ribollire nelle vene solo a guardare questi due ballerini che danzano, cercandosi con gli occhi e allontanandosi coi passi di danza per poi riprendersi e sciogliersi nelle note della chitarra. Due ballerini davvero talentuosi, dobbiamo dedurre. O solo convinti di poter mascherare i propri sentimenti camuffandoli nelle movenze passionali di una danza proibita tra lucerne e stelle?


JAMES COVINGTON, il Joker.
James Covington, Carlo Caracciolo come si faceva chiamare al momento, era come lei per metà inglese e per metà italiano, pronto a impersonare a seconda dei casi uno studente di Napoli, un gondoliere veneziano, un gentiluomo inglese impegnato nel Grand Tour. Aveva poco più di ventiquattro anni, capelli biondi e un bel volto con la singolarità di sfuggire dalla memoria di chiunque un attimo dopo il commiato.
Ne La spia del Mare, James è un personaggio d’azione più che di parole. Lo conosciamo più che altro tramite Cordelia e riusciamo a cogliere poche cose sulla sua personalità.

Questa in breve la sua storia.
«Cosa c’è tra voi e James Covington?»Lei sostenne il suo sguardo, un principio d’ira le indurì il volto. «Un’amicizia lunga e forte. Sua madre era una nobile napoletana che, poco più che ragazzina, conobbe suo padre in viaggio per il Grand Tour. Quando la donna morì, i suoi zii portarono James in Inghilterra per affidarlo a suo padre, un duca che pensò bene, piuttosto, di abbandonarlo per le strade di Londra. Mia madre lo ha raccolto e adottato, gli ha insegnato come ha fatto con me. Siamo cresciuti insieme, è il migliore amico che ho al mondo e da sempre il mio compagno d’armi.»

Dalle parole di Cordelia percepiamo l’affetto che lega i due e, ovviamente, anche la gelosia del povero Cassian che sa di non poter competere con James per confidenza e sintonia con la sua collega e amica. (Consolati, Cassian... hai un altro tipo di confidenza con Cordelia, non lamentarti!)

Eppure non riusciamo a cogliere molto sul suo carattere. Che tipo è James Covington?
La capacità di James di imitare accenti era prodigiosa, il suo potere di mimetizzarsi assoluto. A differenza delle creature presenti in natura, non mutava semplicemente colore ma forma e sostanza, divenendo un tutt’uno con l’ambiente.
Un uomo camaleontico, una spia fatta e finita. Sono certa che questo personaggio, in un futuro spero non troppo lontano, potrebbe riservarci grandi sorprese e darci grandi soddisfazioni.


INTERVISTA ALL'AUTRICE

Chiudiamo il nostro Speciale con una sorpresa per voi, qualcosa che io ho avuto il piacere di chiedere a Virginia de Winter e che lei è stata felice di esaudire.
Del resto, io amo chiederle dei suoi personaggi e lei ama parlarne con me, così ho pensato che questo privilegio dovesse toccare anche ai lettori di questo libro meraviglioso.
Allora ecco a voi cinque domande, cinque curiosità, sui personaggi maschili de La spia del mare e le cinque splendide risposte della loro Lady Creatrice.

Che tipo di rapporto intercorre tra Manuel e Jimena? È davvero semplice affetto fraterno quello che lo lega a lei? E, soprattutto, è da intendersi a senso unico?
Non ho mai indagato a fondo e sapete quanto Don Manuel sia bravo a tenere i suoi segreti, ma posso fare delle supposizioni. Il loro rapporto è profondo ed esclusivo, vivono letteralmente l'uno per l'altra. Fino a quando, suo malgrado, Jimena non è stata costretta dalla famiglia a sposarsi, nulla li aveva mai separati e quando è accaduto per entrambi è stato terribile, soprattutto quando il marito di Jimena si è rivelato un bruto senza cuore e un violento dedito alle peggiori nefandezze. In quel periodo, se non ricordo male, Manuel era scomparso dalla Spagna e navigava con i Bucanieri (vai a capirli, questi ragazzi ricchi bisognosi di distrarsi) poi andò in visita dalla sorella e fu in quei giorni che avvenne l'incidente in cui rimase vittima il cognato. Non in molti sono a conoscenza di quanto accadde, come voi io ho sentito soltanto delle voci, penso tuttavia che quella circostanza abbia fatto prendere consapevolezza ai due di quanto forte fosse il loro legame. Sono letteralmente disposti a uccidere l'una per l'altro, anche perché non dubitate del fatto che quell'angelo biondo di Jimena sia qualcosa meno di una donna d'acciaio. Se ricordi c'è un commento di Manuel su Cordelia riguardo il fatto che non avrebbe mai detto di una donna che fosse altrettanto brava con la spada quanto la sua Jimena. Abbiamo a che fare con due anime molto affini che condividono non solo il sangue ma l'indole, forza e la completa lealtà.

Giacomo si mostra innamorato della vita, sempre allegro e a suo agio in ogni circostanza, anche se, a parer mio, nasconde anche un tratto molto malinconico. L’abatino, però, sembra avere anche un lato pragmatico molto forte, per niente inficiato dall’eta inferiore rispetto a quella dei suoi compagni. Ma qual è il vero Giacomo Casanova?
Il vero Giacomo Casanova è quello raccontato dalle cronache dell'epoca. Io ne ho solo dato una mia versione e, se hai colto il suo lato malinconico, vuol dire che sono riuscita a trasmettere almeno una parte dell'aspetto che volevo dargli. Giacomo è un giovane che vive di espedienti e molto al di sopra delle sue possibilità quando ritiene che per suo diritto di nascita gli spetti un posto nel patriziato veneziano, da questo deriva la sua amarezza, quel lato di cinismo che affila il suo pragmatismo. Allo stesso tempo è fatalista, crede nella magia, è molto saggio per la sua età e di natura indulgente nei confronti del genere umano, per il quale nutre una compassione molto matura per la sua età. Ha visto sfortunati e derelitti, conosciuto gli stenti, il carcere e il lutto, Dio e il peccato. Non giudica nessuno e, come dice lui stesso, è cresciuto tra gli attori in Calle della Commedia, per lui qualsiasi aspetto della natura umana non ha misteri perché l'ha già vista rappresentata su un palcoscenico, da qualche parte.

Cassian si innamora di Cordelia credendola Cassandra. Ma è sempre stato innamorato di lei o ha subito anche il fascino della gemella?
No, assolutamente. C'è chi ha parlato di triangolo, ma io vedo solo un fesso integrale che conosce così poco la sua fidanzata da non riuscire nemmeno a capire che un'altra l'ha sostituita. È questa la chiave della situazione: Cassian non si è mai accorto davvero di Cassandra fino a che un'altra Cassandra (cioè Cordelia) non ha preso il suo posto. Credo avrebbe procrastinato le nozze all'infinito se non si fosse scoperto così intrigato da questa donna che, all'improvviso, lo stupiva ogni giorno e lo sfidava anche solo con uno sguardo, quando prima di allora era sempre stata così docile e signorile. Cordelia è un perfetto agente segreto, ma qualcosa è trapelato dalla sua maschera perché non è riuscita a controllare i suoi sentimenti e questo qualcosa ha raggiunto Cassian che si è accorto della donna che aveva al suo fianco.

Monsieur possiede un fascino oscuro capace di intrappolare uomini e donne, vivi e morti. Tutti si sentono irrimediabilmente attratti da lui, incapaci di resistergli. Ma a chi vanno davvero le sue preferenze?
Le preferenze di Alain vanno all'arte, alla bellezza, alla conoscenza quindi, al momento, a Giacomo Casanova. Non dimenticate che Alain vede delle persone ciò che noi non possiamo vedere: i fantasmi. Lui probabilmente legge nei fantasmi molte più cose di lui di quanto noi non possiamo. Sa realmente di chi è figlio, oltre di quella donna che Goldoni definì una "splendida vedova", sa che ha perso una sorella molto piccola e che lui stesso ha rischiato di morire perché debolissimo di salute; vede negli spiriti che sono attratti da lui la sua vera natura ed è certo che ciò che vede è riuscito addirittura a scalfire la patina di gelo di Monsieur.
I morti gli girano intorno perché lui riesce a comprenderli come nemmeno in vita è capitato loro, gli spiriti gli sussurrano all'orecchio i loro segreti e le loro storie cosicché in qualsiasi luogo si trovi, Alain è sempre a casa e perennemente estraneo poiché cammina sempre al confine tra due mondi.

James incarna la perfetta figura della spia ma è, tra tutti i personaggi, quello che riusciamo a caratterizzare meno. Come lo vede la sua creatrice?
Non riuscirete mai a caratterizzare James fino a che lui stesso non deciderà di rivelarsi, è questo che fa di lui un agente segreto perfetto, quel potenziale che Charlotte Backson ha visto e ha deciso di affinare. James Covington, Carlo Caracciolo, Mr Nicholas Johnson, Frate Bernardt Dobois... lui è tutti e nessuno ed è questo il suo talento principale: riuscire a ricacciare la sua vera natura talmente a fondo dentro di sé e poi essere capace di modellarsi intorno a un personaggio. Aspetto, accento, storia personale. James unisce l'essere camaleontico con la capacità di diventare invisibile, un volto che dimentichi un momento dopo averlo visto.
Ciò significa forse che se non può avere il suo posto ogni altro gli è indifferente? Che il suo nome non ha importanza perché non gli è possibile assumere il titolo che gli spetterebbe? Congetture.
Due cose però posso dirle: ama Charlotte come una madre e Cordelia come se fosse il proprio duplicato femminile - una sorella gemella e una compagna d'arme; sa cosa significa obbedire e non abbandona mai una missione prima di averla portata a termine, costi quel che costi.


Un grazie di cuore a Virginia per l'amore e la pazienza con cui ha trattato la vostra blogger e per aver risposto in modo così esaustivo alle sue domande indiscrete.

Alexandria

GIVEAWAY - PHOTOCHALLANGE

Se avete già letto il libro o se ci avete seguiti nel corso delle varie tappe, saprete che i nostri personaggi amano andare allo storico bar Florian per sorseggiare caffè e cioccolata calda.
Per questo abbiamo pensato di regalarvi qualcosa di dolcissimo: una cioccolata calda!

Ecco le regole per partecipare al giveaway:
  1. fotografa La spia del mare con della cioccolata in qualunque forma
  2. utilizza gli hashtag #SpiaLaCioccolata e quello della tappa odierna
  3. condividi la foto sui social (Instagram e/o Facebook e/o twitter)
  4. inviaci i link della condivisione della foto a info.liberarcanus@gmail.com

Opzionale:
- cerca di utilizzare la stessa cioccolata dell'hashtag odierno nella tua foto o qualcosa (oltre a una cioccolata di qualunque tipo) che rimandi al gusto della tappa.

Vista l'intervista alla fantastica Virginia De Winter, per questa tappa abbiamo scelto un gusto tutto dedicato a lei, chi la segue sui social immaginerà il perché...

Virginia - cioccolata al rum
#VirginiaeRum

Potete partecipare con una foto per hashtag (quindi con un totale di 10 foto, equivalenti a 10 possibilità di estrazione) per vincere una deliziosa cioccolata calda fondente al 60%!

Partecipate numerosi e sommergeteci di foto!!!

Per finire questa lunga e speriamo interessante tappa, vi ricordiamo dove dovete assolutamente iscrivervi se siete fan della mitica Lady Vy:




CALENDARIO DELLO SPECIALE:


Alla prossima tappa con read along dei capitoli 31-40 su Bookish Advisor il 14 Novembre!

13 commenti:

  1. Che meraviglia! Letto tutto d'un fiato, un mazzo di carte che ogni ragazza dovrebbe possedere. Le rispsote di Virginia hanno tolto ogni dubbio sul fascino dei suoi personaggi maschili, ma per me il più intrigante resta il Re di Fiori.

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  2. "Io vedo solo un fesso integrale". Questa frase è davvero fantastica, come descrivere un personaggio con poche parole.
    Questa descrizione è meravigliosa, in quanto le informazioni in più sui personaggi sono poche e delicate come se non si volessero violare loro stessi. Per la prima volta riesco a rivalutare Don Manuel, ma Alain ha un posto speciale nel mio cuoricino (e nei sogni di qualche giorno fa).

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  3. Hanna, Stefano, concordo con voi. Il mio personaggio preferito è decisamente Monsieur e lo shippo con Giacomo in modo quasi criminale. (Sì, ammetto che quando un personaggio mi piace lo amo violentemente!)
    Ma posso dire che dalle risposte di Virginia ho rivalutato il personaggio di Manuel e la sua storia con Jimena mi intriga ancora di più: cosa nascondono?
    Però sono sedotta anche dalle mille facce di James.
    Insomma, è un grosso problema scegliere. Me li tengo tutti ù.ù

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  4. Eccomi! Letto tutto. Bravissime entrambe, complimenti! Mi sono divertita a leggere le domande, tutte molto interessanti e le risposte, tutte ben articolate ma con quel tocco di ironia, come a non prendersi mai sul serio: " come voi io ho sentito soltanto delle voci Cit. ". Geniale.

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  5. Sono tutti personaggi di rilievo, difficile non amarli. Cassian resta il mio preferito. Sono sempre stata attratta dai belli e tenebrosi, con un passato difficile, ma che poi si dimostrano più onorevoli, più fedeli di molti altri. Devi dire però, che a me, è sempre piaciuto anche Manuel, mi ha sempre intrigato, questo giovanotto che comanda le navi con nessun altro. Monsieur è il personaggio che più mi affascina per via dei suoi segreti. Mi piace molto lui e sono sicura avrà molto da dire d da raccontare. Scippo anch'io lui e Giacomo, come potrebbe non essere altrimenti? Ma ho apprezzato molto, il fatto che non sia per nulla geloso del suo amante, ma ben conscio di chi sia Casanova. Veniamo a Giacomo, con lui sono partita un po' prevenuta, perché non ho mai apprezzato il suo personaggio storico, ma qui, mi sono ricreduta. Alla fine, non puoi non amarlo, lui con la sua leggerezza, la sua allegria, il suo garbo e la intelligenza e sensibilità. A quest'uomo, una donna non può tenere dei segreti, lui è capace di leggerle dentro come nessun altro. E infine James, oh lui è stata una scoperta, entrato in sordina, mi è rimasto poi particolarmente a cuore. Personaggio molto bello, sono curiosa di conoscerlo di più, se piace a Cordelia, non può non piacere a me. E sono sicura si farà amare anche da Cassandra, d'altronde, anche la loro madre l'ha sempre reputato più il tipo di Cassandra che di Cordelia. Sono molto contenta per questo spiraglio di speranza, perché, ahimè, avevo dato la povera Cassandra per defunta all'inizio del libro. Ora non vedo l'ora che la storia continui 💗 Io sono qui.

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  6. @Patrizia: concordo con te su tutto! Anch'io ho un debole per Manuel... James secondo me ha tantissimo da dire, non ha avuto lo stesso spazio che hanno avuto gli altri personaggi maschili, in questo primo libro (perché io VOGLIO credere che sia solo il primo di una serie). Al contrario di te però ho amato Giacomo fin dalla sia prima comparsa. Sono proprio come una di quelle sciocche nobili, mi ha rubato il cuore con un sorriso! XD
    Facciamoci compagnia nell'attesa di un tanto desiderato seguito. ^_^

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  7. Scusate, ho riletto adesso il mio discorso e ci sono errori 😱 Non ho avuto tempo di rileggerlo, avevo fretta di commentare.
    Alice concordo, facciamoci compagnia, è bello sclerare tutte insieme! 😄

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  8. @Patrizia, era tutta foga e amore per i fig...ehm, per i personaggi, dillo!
    Ahahah! Tranquilla, abbiamo capito e approvato ogni singola parola :*

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  9. Eh certo! Mi son fatta trasportare dalla frenesia di scrivere ! 😆

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  10. "ma io vedo solo un fesso integrale che conosce così poco la sua fidanzata da non riuscire nemmeno a capire che un'altra l'ha sostituita." Come descrivere Cassian con una frase. XD
    Comunque bellissima tappa!

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  11. Fesso è fesso. Bello, tenebroso, affascinante quanto volete, ma se pure la sua mamma lo chiama fesso, state sicuri che lo è. Però è un fesso davvero tanto figo *.*

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  12. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  13. È un fesso integrale serio XD

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