mercoledì 22 febbraio 2017

Cinema: Cinquanta Sfumature di Nero, il film


Non me ne vogliate, ma a me Cinquanta sfumature di nero non è proprio piaciuto. Non parlo di fotografia, regia, musiche perché, a differenza di tanta gente che ha valutato anche questi aspetti, io non ne capisco un tubo. Ho notato solo che la maniglia della stanza rossa è stata cambiata, ma quello succede, anche mia madre ogni tanto rinnova l'arredamento. Pertanto tengo a precisare che il mio è un giudizio dettato dalla pancia e vi prego di perdonare sin da ora la totale assenza di competenze cinematografiche.

Che fine ha fatto Christian Grey? Me lo chiedo da quanto, nel 2015, sono andata al cinema per vedere il primo film tratto dalla trilogia della James. Lo so, ognuna di noi si è immaginata a modo suo questo dominatore dall’anima oscura; però l’autrice non è stata parca di dettagli, senza contare che ha sempre ammesso di essersi ispirata a quel bel tenebroso di Robert Pattinson. 
Tuttavia, mi domando perché non cercare di mantenere alcune caratteristiche di Grey, a partire dalla chioma leonina con riflessi ramati, o i profondi occhi grigi. Sentito mai parlare di parrucche e lenti a contatto? Suvvia, al giorno d’oggi invecchiamo gli attori, cosa sarà mai cambiare il colore dell’iride. Certo, l’altezza difficilmente si può camuffare e Jamie Doronan, che è bellissimo-fichissimo-stupenderrimo-superpalestrato sovrasta di pochi centimetri Ana. Insomma, non mi dà proprio l’idea di un dominatore.

Purtroppo non mi hanno persuaso neppure i frequenti sorrisini storti, o la sua famosa (e unica) espressione che in The Fall gli ha permesso di indossare alla perfezione la maschera del serial killer; né ahimè ci sono riuscite le pacche patacche sul sedere di Dakota. Chi di noi non ha mai preso uno schiaffo sulle natiche? Anche il Grey letterario ci tiene a precisare che è una pratica diffusa tra chi fa sesso vaniglia, per dire che chiunque si è accorto che quelle sberle sono più false dei soldi del monopoli.  Tutti quei frustini, gatti a nove code e bastoni vari non ce la fanno proprio a evocare l’atmosfera kinky. Sarà che amo la Reisz e la Aicher, ma la barra divaricatrice usata per girare Ana neppure fosse una frittata mi ha provocato gli stessi brividi di una giornata estiva stesa sulla sabbia bollente; di roba strana c'era solo il cunnigulis, se è vero che in un bel po' di stati americani è illegale.

Ana era, ed è, un inutile ammennicolo, con la soglia dell’attenzione di una bella addormentata e la forza di volontà pari a quella di una sguattera durante l’era vittoriana. Capitola nel giro di un attimo alle richieste del bel dominatore e pensa di farci fessi con un “ok, ho fame”. Le leggi sulla privacy sono andate a farsi benedire, ma alla nostra ragazza non gliene importa nulla. Chi se ne frega se hanno utilizzato in modo improprio le sue foto o se Grey è penetrato nel suo conto corrente o se, peggio ancora, lui possiede un dossier su chiunque gli graviti intorno. Ma questi dettagli mi avevano infastidito anche nel libro e la recitazione di Dakota non ha fatto altro che enfatizzare la poca spina dorsale di Ana, che resta in ogni caso l’unico master della storia: Baciami, andiamo nella stanza rossa, sculacciami. E a mr. Grey non resta altro che adeguarsi.

Questo personaggio femminile è così anestetizzato che non si accorge dell'unico maschio del film, Jack.
Parliamone. Alto, molto alto, sguardo penetrante, maschio senza bisogno di togliersi la camicia e arrampicarsi su una cavallina. E quando la blocca contro la parete, fremevo per assistere a un bacio alla francese ed ero talmente presa da questa scena che quasi riuscivo a sentire l’… la passione di Jack per Ana. Jack sarebbe stato un ottimo dominatore.

Mrs. Robinson fa poche apparizioni, il minimo sindacale per mostrarci quanto è fica la Basinger e che ottimo lavoro ha fatto il suo chirurgo plastico! Ecco, non sono un regista ma qualche flash back sul passato di Grey con la milfettona sopracitata lo avrei inserito, tanto per dare un tono BDSM al film.

Termino questa riflessione sconclusionata con una critica al messaggio sbagliato che il film vuole passare: il sadismo è una malattia. Mi chiedo come non sia insorto il mondo sadomaso. Nel libro era presente la figura dell’analista, che segue Grey per aiutarlo a superare i traumi del passato e, grazie al buon dottore, veniamo a sapere che le pratiche sessuali estreme non sono ritenute malattie salvo che non diventino patologiche. (Qui il link del workshop, reale, che tratta l’argomento).

In conclusione, ho trovato questo film affrettato, superficiale e irrispettoso. Il buono che ero riuscita a isolare nella trilogia qui si è dissolto in dialoghi sterili e scene approssimative. Ho capito che il libro è sempre migliore della trasposizione cinematografica, ma qui abbiamo davvero toccato il fondo.

Estelle Hunt

6 commenti:

  1. Ti dirò che ho riletto da poco il libro e non ho alcuna intenzione di vedere, a breve, il film. Concordo con te su tutta la linea per quanto riguarda il fatto che Dornan non è Grey. Okay, ognuno se lo immagina a modo suo, ma, come dici tu, le descrizioni nel libro ci sono e sfruttarle non sarebbe stato un peccato. Detto questo, il secondo libro è quello che dei tre io ho apprezzato di più (sorvolando sulle situazioni assurde tipo "precipito con l'elicottero e non vado in ospedale", ma vabbè) e da come ne parli tu, ma anche da come me ne hanno parlato altre, nel film non c'è nemmeno un decimo dell'analisi psicologica del personaggio che almeno in questo secondo volume è l'unica cosa a tenere in piedi il tutto.
    Diffido a priori di chi ha amato il film indiscriminatamente perché la maggior parte (almeno delle persone che conosco io) sono andate al cinema solo per Dornan.

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  2. Bel commento Estelle, mi hai fatto sorridere nonostante si capisca che questo film non ti abbia dato nulla, se non qualche risata involontaria, un po' di noia e anche una dose di irritazione. XD

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  3. Trovo che questa recensione rispetta in pieno il mio giudizio su questo film. Sono perfettamente d'accordo su ogni punto

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  4. Brava! Sono perfettamente d'accordo con te su tutto. Molte scene sono così innaturali che ti viene da ridere. Inoltre, spesso non c'è un collegamento logico tra una scena e l'altra. Bah, non mi è proprio piaciuto, come non mi era piaciuto il primo film.

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  5. Ma a me il primo aveva fatto dormire *_*
    L'ho visto (anzi ho provato a vederlo...) due volte e per due volte BUONANOTTE!!!
    Mi tengo il secondo per i periodi di insonnia ^_^

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  6. Concordo con Silvia e Elisa! Un'ottimo antidepressivo naturale e contro l'insonnia!

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