venerdì 29 aprile 2016

Recensione Il dominio del fuoco di Sabaa Tahir
(Serie An Ember in the Ashes #1)


Titolo: Il dominio del fuoco
Titolo originale: An Ember in the Ashes
Autore: Sabaa Tahir
Serie: An Ember in the Ashes #1
Editore: Nord
Data di pubblicazione: 8 ottobre 2015
Pagine: 414
Punto di vista: doppio alternato
Livello sensualità: basso

Trama: C'è stato un tempo in cui la sua terra era ricca di arte e di cultura. Laia non può ricordarsene, eppure ha sentito spesso i racconti su come fosse la vita prima che l'Impero trasformasse il mondo in un luogo grigio e dominato dalla tirannia, dove la scrittura è proibita e in cui una parola di troppo può significare la morte. Laia lo sa fin troppo bene, perché i suoi genitori sono caduti vittima di quel regime oppressivo. Da allora, lei ha imparato a tenere segreto l’amore per i libri, a non protestare, a non lamentarsi. Ma la sua esistenza cambia quando suo fratello Darin viene arrestato con l’accusa di tradimento. Per lui, Laia è disposta a tutto, anche a chiedere aiuto ai ribelli, che le propongono un accordo molto pericoloso: libereranno Darin, se lei diventerà una spia infiltrata nell'Accademia, la scuola in cui vengono formati i guerrieri dell'Impero…
Da quattordici anni, Elias non conosce una realtà diversa da quella dell'Accademia. Quattordici anni di addestramento durissimo, durante i quali si è distinto per forza, coraggio e abilità. Elias è la promessa su cui l'Impero ripone le proprie speranze. Tuttavia, più aumenta la fiducia degli ufficiali nei suoi confronti, più lui vacilla, divorato dai dubbi. Vuole davvero diventare l'ingranaggio di un meccanismo spietato e senza scrupoli? Il giorno in cui conoscerà Laila, Elias troverà la risposta. E il suo destino sarà segnato.

Recensione di Alexandria:
C'era una volta un impero la cui popolazione era dedita alla conoscenza. I Dotti, erano chiamati. La loro sete di conoscenza, però, ben presto si trasformò in brama di potere. Si allearono con esseri della natura e con forze soprannaturali, ghu, spettri, ifrit, per carpire i segreti dei ginn, le più antiche creature sulla terra. Riuscirono nell'impresa, imprigionando i ginn, ma non il loro re che da allora si fece chiamare il Signore della Notte e che giurò vendetta.

I ginn tennero stretti i loro segreti e i Dotti non riuscirono a intaccarli. Allora il Signore della Notte si alleò coi più antichi nemici dei Dotti, i marziali, un popolo crudele esiliato nelle distese settentrionali del continente. Svelò loro i segreti sull’arte di governare e di lavorare l’acciaio. Insegnò loro a elevarsi dalle rozze origini e attese... Attese che i Dotti fossero sottomessi dai marziali, privati di libertà e conoscenza, resi schiavi e meno di niente.
Questo raccontano i tribali, i popoli del deserto della terra di Serra. 
Questo è il mondo in cui vivono Elias e Laia.

Elias è una Maschera, è un soldato scelto, uno che ha passato la vita a sfuggire alla morte, temprando il corpo e lo spirito nell'arte della guerra. Abbandonato dalla madre che è costretto a vedere ogni giorno, rivedendosi negli occhi grigi di lei, i suoi stessi occhi, occhi che incutono terrore, occhi assassini, odia se stesso e il mondo in cui è costretto a vivere. È un marziale, destinato a dominare.

Laia è una Dotta. La conoscenza le è stata negata, sebbene l'abbia coltivata di nascosto. La sua vita è stata segnata dalla lotta al regime dei marziali. Sua madre e suo padre erano i leaders della Resistenza e sono morti, uccisi, traditi e sacrificati alla causa, come pure il suo unico fratello Darin, imprigionato per tradimento. Laia è una schiava. Elias e Laia sono la brace sotto la cenere, “An ember in the ashes”. 

Questo libro è disarmante. Ogni scelta dell'autrice me lo ha fatto amare. Innanzitutto, il richiamo al mondo greco e latino. L'Accademia di Rupenera e l'addestramento delle Maschere mi hanno ricordato Sparta e la concezione di virtù e valore tipiche di quella società marziale. Le cariche e i nomi dei marziali sono attinti a piene mani dal mondo latino, così come le abitazioni e il sistema di schiavi e mercanti. 

Lo stesso dicasi per le figure di potere, come l'imperatore o gli Auguri, che qui, oltre all'ovvio potere di divinazione, hanno anche capacità psichiche, essendo in grado di leggere nel pensiero e di parlare nelle menti degli altri. Somigliano vagamente ai Fratelli Silenti degli Shadowhunters e, come loro, sono immortali.
Le Selezioni, il modo in cui si svolgono e la crudeltà che le contraddistingue mi hanno fatto pensare a Endgame di James Frey. C'è molta violenza in questo libro, una cosa assolutamente in linea con l'argomento trattato, quindi è normale la presenza di scene splatter.

Il doppio PoV, che io apprezzo particolarmente, mi ricorda Legend di Marie Lu e anche il ruolo dei protagonisti a parti invertite: Day-Laia June-Elias. 
La presenza di ben due triangoli intrecciati l'uno all'altro in un esagramma perfetto in cui i protagonisti sono al centro (Elias-Laia-Keenan e Laia-Elias- Helene) mi ha fatto morire d'ansia per tutto il libro.
L'autrice porta la narrazione al limite della resistenza umana che una lettrice innamorata dei personaggi possa sopportare, spingendo i protagonisti verso l'uno o l'altro lato del triangolo, arrivando sempre vicino al punto di non ritorno, ma senza mai superarlo. Tranne in un punto che ha meritato una standing ovation correlata di applausi e gridolini di felicità. (Elias e Laia tutta la vita!)

I protagonisti sono descritti in maniera magistrale. I loro pensieri, i loro stati d'animo, le loro angosce, le loro sofferenze sono così vividi da sembrare tangibili.

Helene è da sempre con Elias. È la sua migliore amica. Lei ha sempre avuto fede nell'impero. Ha sempre ritenuto giusta la superiorità dei marziali. Non capisce perché Elias si faccia scrupoli, perché non accetti il suo destino ed Elias non capisce perché lei sia così diversa da lui. Helene è innamorata di Elias.
«Pensi che io sia stupida? O cieca? Ho visto come la guardavi quel giorno, quando ci ha accompagnato a casa della Comandante prima della Prova di Coraggio. Come se lei fosse acqua e tu stessi morendo di sete.» 
«Amarti è la cosa peggiore che mi sia mai capitata: peggiore delle frustate della Comandante, peggiore delle Prove. È una tortura.»
«Questa è la libertà, Elias! Quando lo capirai? Siamo Maschere. Il nostro destino è fatto di potere e morte e violenza. Questo è ciò che siamo. Se non lo riconosci, come potrai mai essere libero?»
Elias non vuole amare Helene. Quell'amore avrebbe rovinato tutto e la sua vita è già complicata senza perdere l'unica persona che lo ha fatto sentire felice. E poi non è come Laia, con la quale sembra condividere lo stesso destino di schiavitù. Perché è così che Elias si sente, schiavo dell'Impero che possiede il suo corpo e la sua anima e tutto ciò a cui lui anela è la libertà.
Laia è la danza selvaggia di un falò tribale, mentre Helene è la fiamma azzurra e fredda di un alchimista. 
La vera libertà: del corpo e dell’anima. Ecco per cosa sto lottando, ricordo a me stesso. Non per la sovranità. Non per il potere. Per la libertà.
È questo ciò di cui parlava l’Augure: della libertà di andare incontro alla morte sapendo che è per una buona ragione. La libertà di dire che la mia anima mi appartiene. La libertà di salvare un briciolo di bontà rifiutando di diventare come mia madre, morendo per qualcosa per cui vale la pena morire.
E poi c'è Laia, con i suoi sentimenti contrastanti per Elias, con la sua confusione per ciò che sente per Keenan, con la sua paura di non essere come la Leonessa, incapace di salvare suo fratello da un destino già scritto.
Il suo sguardo malizioso mi fa dimenticare per un istante troppo breve che sono una schiava e che mio fratello è in prigione e che tutte le persone che amavo sono morte.
«Temi che non avrai mai il coraggio di tua madre. Temi che la tua vigliaccheria segnerà la fine di tuo fratello. Daresti qualsiasi cosa per sapere perché i tuoi genitori abbiano preferito la Resistenza ai figli. Il tuo cuore vuole Keenan, eppure il tuo corpo s’infiamma quando Elias Veturius ti è vicino.»
Ci sono momenti davvero toccanti, punti in cui il lettore si immedesima a tal punto che sente proprio il dolore fisico che stanno provando i personaggi, descritto così magistralmente che sembra spuntare fuori dalle pagine del libro per straziargli l'anima. Le parole di Elias a Helene quasi a fine libro mi hanno distrutto.
Guardami. Non lasciarmi affrontare tutto questo da solo.
E poi Helene.
Ricordatelo, Elias. Dopo, noi due saremo nemici.
Ringrazio tutti gli dei del mondo che Sabaa abbia scritto un secondo libro di questa meraviglia.

Cinque stelle

4 commenti:

  1. Ecco, lo sapevo che dopo aver letto questa tua recensione la voglia di leggerlo sarebbe aumentata. Ora? L'ebook è così veloce da avere *_*

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    1. Mi sa che ti tocca cliccare sull'irresistibile "acquista in un click"! X°°D

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    2. È impossibile resistere a quel pulsantino lì!!!!

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  2. Grande Fede! Disagiati con me! Leggi di Elias e Laia e poi fammi sapere ;)

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