giovedì 3 settembre 2015

Intervista ad Angela C. Ryan



Vi capita mai immaginare che persona sia quella che ha scritto il libro che avete tra le mani? Io lo faccio spesso, sono curiosa di natura e quindi avere la possibilità, grazie al blog, di intervistare gli autori, mi rende felice quanto una bambina la mattina di Natale.
Questa volta è stato particolarmente soddisfacente perché la gentilissima Angela C. Ryan, con le sue risposte, ha dimostrato di essere non solo un'autrice di talento ma anche una bella persona. 
Pronti? Let's go! 


Alice: Il primo tuo libro che ho letto è stato  Hunted, il primo capito della serie fantascientifica in salsa aliena Star Heroes Chronicles. Venivo dritta dritta dalla lettura della serie Lux di Jennifer Armentrout, e pur essendo storie molto diverse tra loro, il confronto con la tua collega d’oltreoceano è stato inevitabile. E complimenti! Ve la siete giocata ad armi pari. Da dove ti è venuta l’idea? Film? Tv? Libri?
Angela: Essermela giocata ad armi pari con la Armentrout è già un grande successo per me. Ma meglio che lei non lo sappia! L’idea è venuta dalla mia passione per i supereroi, Superman in particolare. Nello specifico, la serie di Smallville, di cui sia io che Abby, la protagonista del romanzo, siamo fans sfegatate.

Alice: Nel tuoi romanzi ci sono moltissimi riferimenti alla cultura pop. Serie tv, film, musica… E’ voluto o ti viene naturale inserire tutti questi dettagli? Non temi che con il passare degli anni possano risultare “datati” e che i riferimenti non vengano più capiti?
Angela: Se con il passare degli anni ci sarà ancora qualcuno che leggerà i miei libri, l’ultima cosa di cui mi preoccuperò è che i riferimenti alla cultura pop odierna non vengano capiti. Alcuni degli inserimenti che ho fatto nel romanzo hanno origine dalle mie passioni. Molti di questi, a parer mio, sono dei sempre verdi. In ogni caso, se non dovessero essere compresi, Google search sistemerà ogni cosa.

Alice: Le tue cover sono bellissime, cosa rara nel self. Quanto contano secondo te? Sei un’esteta?
Angela: Hai centrato il punto. Sono “terribilmente” un’esteta. La cover è l’impatto. Il primo contatto con la mente del lettore. Può essere uno scontro oppure un incontro. E soprattutto deve dire qualcosa del libro, deve essere quasi una sinossi visiva. È come un piatto di buon cibo. La prima cosa che si nota è la presentazione, la quantità, i colori, dopodiché si passa al gusto. Sta poi alla bravura del cuoco saper accompagnare un’ottima presentazione a un gusto all’altezza.

Alice: Una delle caratteristiche che apprezzo di più nei tuoi libri è la spiccata ironia. Scrivi scene davvero comiche, che mi fanno ridere di gusto. Le tue protagoniste non si prendono troppo sul serio e meno male, visto che tu non ti fai problemi a fargli fare delle figuracce da manuale! Quanto è importante per te l’ironia, in generale, nella vita? E nella scrittura?
Angela: Da uno a dieci direi almeno nove. Per quanto mi riguarda è importantissima. E nella vita e nella scrittura, dato che con essa descrivo proprio la vita, nonostante le ambientazioni a volte fantasiose. Senza ironia, sarebbe una noia mortale. Non amo particolarmente le persone che si prendono troppo sul serio, soprattutto in questo tipo di mestiere. Scrivere è un modo per raccontare emozioni, evadere, creare mondi, non per complicarsi la vita più di quanto questa non faccia già da sé.

Alice: Ti avviso che ho una passione folle per Dakota e Jay. Abbiamo qualche possibilità di leggere ancora di loro o ci dobbiamo rassegnare?
Angela: Altroché se leggerete ancora di loro. Ho già i miei appunti a riguardo. Jay e Dakota torneranno e, famiglia e impegni permettendo, spero di riuscire a scriverli presto.

Alice: Avevo già notato una certa atmosfera fantastica nella serie “aliena”, ma con Le Cronache di Edenir ho avuto la conferma. Sei una sognatrice. I tuoi personaggi sono incredibilmente, adorabilmente buoni. In un momento in cui va di moda sconvolgere il lettore, la trasgressione e il prototipo del bad boy, vai decisamente controcorrente. Perché hai fatto questa scelta?
Angela: Ti adoro perché ti sei sorbita tutti i miei romanzi! Fatta questa piccola premessa, posso dire che, nella maggior parte dei casi, Jay a parte, che è una gran testa di cavolo, mi vengono fuori così. Ciò che conta per me in un personaggio, maschile soprattutto, non è tanto che sia bello e dannato, ma che sia umano. Credibile. Non è una scelta voluta, è la mia penna che li crea così. Magari in futuro saranno diversi, chissà.

Alice: So che hai un bimbo piccolo. Quanto ha influito questo sulla tua scrittura? Non solo nei tempi e nei modi, ma anche nei contenuti?
Angela: Nei tempi e nei modi tantissimo. L’intera giornata è dedicata a lui. Alla scrittura posso dedicare minuti rubati qua e là e qualche ora prima di dormire o al mattino intorno alle cinque, prima che si svegli. Per quanto riguarda i contenuti, forse ora sono più maturi, come sono maturata io. L’unica cosa che non cambia mai è che erano tutto amore prima, e sono tutto amore ora. Sono una ragazza tutto amore!

Alice: Domanda d’obbligo. Ormai sei una veterana del self-publishing. Se all’inizio poteva essere una scelta obbligata, ormai penso sia una scelta volontaria. Ci vuoi spiegare perché?
Angela: Al momento è una scelta volontaria, almeno fino a che non mi passeranno alcune paure che ho riguardo l’editoria classica. Temo gli incastri e le imposizioni contrattuali. Ho un unico obiettivo nella vita ed è scrivere finché avrò energia e fantasia da spendere. Tutto il resto è un di più. La mia non è mancanza di ambizione, anzi, sono sempre stata una combattente, ma ho altre priorità al momento. Questo non significa che non proverò a contattare delle CE se e quando sarà il momento giusto. Se mai qualcuno rischierà il tutto per tutto pubblicando Angela C. Ryan con una delle sue storielle, lo saprete.

Alice: Hai scritto The Shadows Saga, una serie paranormal romance, insieme ad una tua amica e collega, Patrisha Mar con lo pseudonimo di Katherine Keller. Com’è scrivere in tandem? Sono molto curiosa di sapere come si sviluppa un’intera storia con due menti al “volante”. E’ complicato? Ci sono discussioni? Raccontaci!
Angela: È divertente e complicato allo stesso tempo. Bisogna coniugare due stili differenti e idee diverse, e amalgamarle in modo che risultino fluide, scorrevoli e senza troppe differenze stilistiche. Buttiamo giù le idee base e su quelle costruiamo l’intera storia, ognuna con un proprio personaggio da scrivere. Solitamente siamo d’accordo su tutto. Alla fine i personaggi si evolvono da soli.

Alice: Sei molto presente sui social. E’ una cosa che ti piace o è più che altro “lavoro”? Ti pesa mai il contatto con i tuoi lettori o ti dà soddisfazione? Riesci a ritagliarti i tuoi spazi e staccare completamente la spina?
Angela: Sono presente sui social proprio per i miei lettori, alcuni dei quali sono diventati miei grandi amici. Senza di loro, non saprei cosa farmene del social. La promozione mi interessa fino a un certo punto. Quello che conta è conoscere le impressioni di chi mi legge, siano esse buone o brutte. Chiacchierare, interagire. Regalare loro qualche emozione, se ci riesco e lasciare che loro la regalino a me.

Alice: C’è qualcosa in particolare che vuoi dire ai tuoi lettori?
Angela: Vi voglio bene. Perché esistete. Perché non vi siete ancora stancati di me.

Grazie Angela della tua infinita disponibilità, nonostante il periodo di ferie! Per quanto mi riguarda, non ci stancheremo mai di leggere i tuoi libri. Ora attendo con trepidazione il tuo prossimo romanzo, che avrà il titolo "Tutta la pioggia del cielo" di cui hai svelato la trama in questi giorni, sulla tua pagina Facebook. E la cover? Sono proprio curiosa di vedere cosa ti sei inventata questa volta! (Edit: è stata resa nota la cover! Non è bellissima? *_*)

Trama di "Tutta la pioggia del cielo":
Victoria Stevenson e Nath Owens sono agli antipodi. Notte e giorno. Luna e sole. Lei vive a Chicago, è una scrittrice di successo e vanta pubblicazioni in diversi paesi. Educata, precisa, con qualche mania di troppo, a un certo punto della sua carriera, non ha la più pallida idea di come scrivere il suo prossimo romanzo. Lui è un contadino e possiede una fattoria che cade a pezzi, in Vermont. È pieno di debiti, ama i suoi animali più delle persone, soprattutto il suo papero Charlie, ed è vegano. È piuttosto arrogante e un po’ burbero.
Per una curiosa idea dell’agente di lei, Trevor, e della sorella di lui, Susan, certi che il Vermont con la sua natura selvaggia e romantica sia il posto giusto per far rinascere l’ispirazione di Victoria, la donna si ritrova a dividere la sua vita con Nath che, a sua volta, si vede costretto a ospitarla contro la sua volontà. È il prezzo da pagare se vuole salvare la fattoria dalla rovina. Infatti, in cambio dell’ospitalità, Victoria dovrà versare sul conto di lui un quarto dei profitti ricavati dalle vendite del suo libro. È la condizione posta dal grillo parlante Susan, convinta che questo sia il solo modo per rimettere in piedi il fratello.
Non potrebbero esserci due individui più diversi fra loro, ma se un paesaggio da cartolina e delle graziose lentiggini ci mettono lo zampino, forse anche il più orgoglioso degli uomini e la più testarda delle donne possono piegarsi all’amore. Oppure no? Tutto da vedere, perché fattori esterni non rendono affatto facile la vita a nessuno dei due.

4 commenti:

  1. Bella intervista! Grazie Angela per essere stata nostra ospite! :-)

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  2. grazie a voi per avermi ospitata ed avermi fatto sentire come a casa ^_^

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  3. Io godo al pensiero che rileggerò di Jay e Dakota. Angela, hai fatto di me una donna felice. *_* Grazie!

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  4. Bellissima intervista ad una grande scrittrice che non smette mai di stupirci.

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