martedì 1 novembre 2016

Recensione Il Ronin e la Volpe di Cornelia Grey


Titolo: Il Ronin e la Volpe
Titolo originale: The Ronin and The Fox
Autrice: Cornelia Grey
Editore: Self Publishing
Genere: Storico/Fantasy/ MM
Data di uscita: 26 Ottobre 2016
Punto di vista: Terza persona
Livello di sensualità: alto

Trama: Nel Giappone feudale, Kaede Hajime vive da ronin vagabondo, un samurai senza un signore. Quando passa la notte in una locanda, il proprietario lo implora di aiutarlo a fermare una pericolosa kitsune, uno spirito volpe, che tormenta il villaggio. Ma, quando cattura lo spirito, che ha la forma di un bellissimo ragazzo, Hajime scopre che anche la kitsune ha dei problemi. La perla che contiene l’anima dello spirito è stata rubata, rendendolo schiavo del suo nuovo padrone, che lo obbliga ad attaccare il villaggio.
Hajime accetta di aiutare la volpe a recuperare il gioiello, ma vivere con uno spirito volpe non è facile, e la fiducia che sta nascendo fra loro è continuamente messa alla prova. Le kitsune sono prima di tutto imbroglione, e Hajime deve capire quanto di ciò che la volpe gli dice sia la verità. A peggiorare le cose, un vecchio compagno di Hajime è in città, portando con sé gli amari ricordi dei suoi giorni da samurai. Hajime deve trovare un modo per recuperare il gioiello prima che il ladro scateni contro di lui i notevoli poteri della kitsune… e cercare di non rimetterci il cuore.

Recensione di Alexandria: 
Un bel giorno di fine ottobre, gironzolavo per la rete alla ricerca di qualcosa di nuovo da leggere. Non che non avessi libri su libri in arretrato, ma venivo dalla lettura di un libro molto importante per me (La Spia del Mare di Virginia de Winter) e avevo voglia di qualcosa di nuovo per ricaricare le batterie, consapevole che dopo una lettura del genere qualunque altro libro avrebbe avuto per me un gusto troppo scialbo.

Così mi sono imbattuta in questa novella dal titolo altamente evocativo.
Tutti sanno, infatti, che io ho una passione sfrenata per manga e anime, quindi la parola “Ronin” del titolo mi ha messo subito in allarme. Il Ronin nella storia feudale giapponese è, infatti, un samurai decaduto, rimasto senza padrone o per la morte di quest'ultimo o per averne perso la fiducia.

Avendo capito che l’ambientazione era giapponese, non c’è voluto molto ad associare alla parola volpe il significato più diffuso nella cultura mitologica del Giappone, ovvero “spirito”, in questo caso particolare, trattandosi appunto di una volpe, una kitsune, cioè uno spirito ingannatore capace di assumere splendide fattezze umane per meglio giocare brutti tiri al genere umano.

In pratica, avevo scovato una novella che aveva come protagonisti un samurai decaduto e una volpe yokai.

Ho fatto un salto sulla sedia e nella mia mente sono subito apparse le immagini di Tomoe di Kamisama Hajimemashita, un manga shoujo di Julietta Suzuki da cui è stato anche tratto un anime e il cui protagonista è appunto una kitsune, e Toshizo di Hakuouki, un anime tratto dalla visual novel omonima e ambientato nel Giappone dei samurai. Un click e la novella era nel mio Kindle.

Mi sono letteralmente sfregata le mani e ho iniziato la lettura, curiosissima.

Ebbene, dopo poche pagine ho fatto un altro salto sulla sedia scoprendo che la novella era anche MM, ovvero il nostro samurai e la nostra volpe ci stavano dando dentro subito e di gran carriera.

HENTAI! Mi sono detta, mentre saltellavo felice per il fatto che non solo stavo leggendo una novella con siffatti protagonisti, ma era pure uno yaoi, e lo sanno anche i muri che io sono una fujoshi acclarata (sì, leggo manga yaoi in quantità industriale!).

Fatte tutte queste premesse, importanti per capire il mio stato di disagio mentre affrontavo la lettura del libro, passo a parlarvi della storia e dei protagonisti.

Come già accennato, Hajime è un samurai decaduto, un Ronin, un girovago che ha come unico scopo quello di difendere i deboli dai soprusi.

Nel suo girovagare, Hajime finisce in un villaggio dove sembrano accadere strani fenomeni tutti imputati alle azioni malvagie di uno spirito volpe: i campi sono stati resi aridi, donne e uomini sono stati posseduti e resi pazzi di desiderio per un essere dotato di grande fascino, o resi furiosi tanto da delirare per giorni.

Nemmeno lo Yamabushi (monaco giapponese eremita capace di combattere gli spiriti malvagi) chiamato a esorcizzare lo spirito era riuscito nell’intento, tanto potente era questa kitsune.

La gente del villaggio, disperata, chiede l’aiuto del grande samurai, affidandosi ciecamente al suo valore e al suo coraggio, affinché lo yokai possa essere sconfitto e il villaggio possa tornare a vivere in serenità.
Se non fosse stato per il carattere impulsivo di Hajime e per il suo istinto che lo ha portato a vedere del marcio in Nakamoto, l’eremita che vestiva più elegante del signore di un castello, probabilmente il nostro Ronin non si sarebbe tanto messo d’impegno per scovare la volpe.

Nella sua prima notte al villaggio, Hajime fa una strana conoscenza: un giovane bellissimo si è introdotto nella sua stanza alla locanda e lo seduce.
“Vi ha mandato il locandiere?” Chiese, quasi sorpreso dalla fermezza della sua voce. Lo sconosciuto sorrise nuovamente in modo misterioso, inclinando la testa da un lato.
“Non proprio. Ma spero che la mia visita sia comunque di vostro gradimento. O samurai-dono trova la mia presenza importuna?” Si sporse in avanti e la stoffa della sua manica sfiorò le dita di Hajime, poggiate sul tavolo.
“Certo che no,” replicò all’istante Hajime. Il profumo del ragazzo lo avvolgeva, dolce e inebriante, facendogli ribollire il sangue.
Delle immagini gli fluttuavano nella testa, riscaldandogli il corpo come una lenta tortura: il ragazzo, con lo yukata in disordine; le sue lunghe gambe esposte al tocco di Hajime; la sua pallida gola tesa mentre gettava la testa all’indietro, ansimando e gemendo sotto le mani di Hajime...Hajime non si rese conto di essere balzato in piedi finché non ebbe fatto tre passi indietro, incespicando sul tatami, con il cuore che batteva all’impazzata.
Ebbene, Hajime scoprirà a sue spese che questo bellissimo giovane capace di accendergli tutti i sensi, altri non è che il malvagio spirito volpe che si sta prendendo gioco di lui.
Ma sarà davvero così?
“Katsura.” La voce dello spirito era così bassa che quasi non la sentì.
“Come, scusa?” Chiese Hajime, colto alla sprovvista. La sua mano indugiò più a lungo del necessario.
La volpe aggrottò le sopracciglia.
“È il mio nome,” disse, imbronciato. “Katsura.”
La conoscenza tra Hajime e Katsura da fisica lentamente si trasforma in qualcosa di più intimo. Hajime gli rivela molto di più di quello che vorrebbe, denudando la propria anima, pur essendo consapevole che il suo agire potrebbe essere solo un effetto delle magie persuasive della volpe.
“Si dice che le volpi possano condurre un uomo alla follia. Non ci avevo mai creduto.”
Katsura continuava a sorridergli, un sorriso teso e storto. Ad Hajime parve che sembrasse stranamente addolorato, fermo in quel modo nella luce della luna.
“Non posso usare i miei incantesimi su di te,” disse, scuotendo il polso. Il nastro rosso scintillava come sangue sulla sua pelle pallida. “Questo me lo impedisce.”
Gli Yokai mentono, usano gli uomini per loro divertimento, li sfruttano per nutrirsi della loro forza e delle loro passioni. Può Hajime fidarsi di Katsura?
E può uno spirito antico e potente che ha conosciuto tutti i lati del genere umano, anche quello peggiore, quello della violenza e della crudeltà, legarsi a un uomo?

E’ questa la splendida storia tra Hajime e Katsura, un samurai dal corpo forte e muscoloso e i capelli corvini e la splendida volpe rossa dagli occhi dorati, capace di affascinare anche il più freddo degli esseri viventi.
Questo è un libro che non ti aspetti, per contenuto e per capacità narrativa dell’autrice, una giovane scrittrice italiana che pubblica in inglese.

I sentimenti dei due protagonisti sono così vividi e reali che ci si immerge completamente nelle vicende dei personaggi e ci si immedesima nelle loro emozioni in modo assoluto e simpatetico.

La sensualità di Katsura e la passione di Hajime emergono in scene di sesso assolutamente da dieci e lode.

Avrei dato il massimo a questa novella se non avessi riscontrato dei piccoli difetti nell’editing (troppe ripetizioni e quei puntini di sospensione troppo spesso usati che mi hanno dato decisamente ai nervi), ma il tutto è compensato da uno stile di scrittura fresco e capace di far non solo immaginare certe scene, ma proprio vederle come se si stesse leggendo un manga o guardando un anime. L’argomento, poi, per me è stato il massimo.

Lettura stra consigliata anche a chi non è pratico del mondo giapponese. Potrebbe essere una buona opportunità per avvicinarvisi.
Quattro stelle

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