giovedì 12 maggio 2016

Recensione Città di Ossa di Cassandra Clare
(Serie The Mortal Instruments #1)


Titolo: Città di Ossa
Titolo originale: City of Bones
Autrice: Cassandra Clare
Serie: The Mortal Instruments  #1
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 22 giugno 2010
Pagine: 532
Punto di vista: terza persona
Livello sensualità: Basso

Trama: La sera in cui la quindicenne Clary e il suo migliore amico Simon decidono di andare al Pandemonium, il locale più trasgressivo di New York, sanno che passeranno una nottata particolare ma certo non fino a questo punto. I due assistono a un efferato assassinio a opera di un gruppo di ragazzi completamente tatuati e armati fino ai denti. Quella sera Clary, senza saperlo, ha visto per la prima volta gli Shadowhunters, guerrieri, invisibili ai più, che combattono per liberare la Terra dai demoni. In meno di ventiquattro ore da quell'incontro la sua vita cambia radicalmente. Sua madre scompare nel nulla, lei viene attaccata da un demone e il suo destino sembra fatalmente intrecciato a quello dei giovani guerrieri. Per Clary inizia un'affannosa ricerca, un'avventura dalle tinte dark che la costringerà a mettere in discussione la sua grande amicizia con Simon, ma che le farà conoscere l'amore.

Recensione di Simy:
Recensire i romanzi costitutivi la saga degli Shadowhunters, di Cassandra Clare, per me non è mai stato semplice, dal momento che i personaggi di quest'autrice, le loro vicessitudini, il suo stile, mi sono entrati dentro così in profondità, sin dal mio primo avvicinamento alla serie nel lontano 2008, da farmi dubitare di poter essere obiettiva nell'esprimere un giudizio in merito. 
La scelta convinta di poterlo fare adesso è frutto di un re-reading consapevolmente intrapreso da Città di Ossa a Città degli Angeli Caduti, per prepararmi bene alla lettura de Le Cronache dell'Accademia prima, e di Signora della Mezzanotte poi, e che mi ha messa in condizione di guardare alla serie degli Strumenti Mortali, libro per libro, in maniera nuova, più matura, e per certi versi completamente cambiata.
A questo primo volume della saga ho deciso di dare quattro stelline. Pur non mancando di nulla, non mi sentirei infatti di consegnare a Città di Ossa lo scettro come punta di diamante della sestilogia di cui ha aperto le danze. 
Il libro crea innegabilmente un varco di accesso (o forse potrei dire Portale) di grande impatto al mondo dei Nephilim e dei Nascosti (definito nel complesso dalla Clare come Mondo Invisibile); la trama, inoltre, ha il vantaggio di potersi dire originale, e presenta parecchi punti di forza. 
Vediamoli.

La Trama.
Al Pandemonium Club di New York si fanno strani incontri. Seguendo un'affascinante ragazzo dai capelli blu nel magazzino del locale, Clary vede tre guerrieri coperti di rune tatuate circondarlo e trafiggerlo con una spada di cristallo. Vorrebbe chiamare aiuto, ma non rimane nessun cadavere, nessuna goccia del sangue nero esploso sull'elsa e soprattutto nessuno da accusare, perché in guerrieri sono Shadowhunters, cacciatori di demoni, e nessun altro, tranne Clary, può vederli.
Da quella notte il suo destino si lega sempre di più a quello dei giovani Cacciatori, soprattutto a quello del magnetico Jace: poteri che non aveva mai avuto e ricordi sepolti nella sua memoria cominciano a riaffiorare come se qualcuno avesse voluto tenerglieli nascosti fino ad allora. Clary desidera solo ritrovare la madre misteriosamente scomparsa, ma sarà coinvolta in una feroce lotta per la conquista della Coppa Mortale, una lotta che la riguarda molto più di quanto creda...

Nessun attore comprimario.
La storia viene raccontata in terza persona con gli occhi di Clary, che in questo primo libro alterna il proprio POV solo due volte, una con Luke e una, brevissima, con Jace. Ciononostante, tutti gli attori del romanzo, dai protagonisti più evidenti come Clary o Jace, a quelli ancora un po' più in ombra come Magnus o Simon, sono delineati con precisione di particolari, fisici e psicologici. Non saprei davvero nominare qualcuno che nella trama abbia un ruolo di minor rilievo; dai buoni ai meno buoni, impariamo poco a poco a conoscerli meglio tutti, e a capire nel bene o nel male le ragioni che li spingono ad agire in un determinato modo. 

E adesso vediamoli uno ad uno:

Jace. Lo metto al primo posto, senza dubbio. Recentemente ho notato che sulle copertine di quasi tutte le edizioni americane di City of Bones è rappresentato lui e non Clary, e a ragione, perché, POV a parte, Jace è l'assoluto protagonista di questo primo romanzo della saga: la personalità più complessa è la sua; è lui il personaggio in qualche modo già più maturo; le battute migliori, la gran parte decisamente meravigliose, sono affidate a lui. E anche la trama, in qualche modo, gira attorno a lui tanto quanto giri intorno a Clary, forse anche un pizzico in più (non posso aggiungere altro per evitare spoilers ma...spe-t-ta-co-la-re. Vedrete.). E niente...insomma c'è che lo amo e lo amerò sempre incondizionatamente: il biondo più sexy della letteratura YA, non c'è storia.

Clary. Onestamente devo dire che il mio è un "ni". Alla prima lettura mi era piaciuta molto, l'avevo trovata forte e coraggiosa. Adesso...per i 3/4 del romanzo è un'adolescente in piena crisi pre-mestruale, con tanto di insicurezze ai limiti del paranoico e permalosità che a tratti sa di mania di persecuzione. Va bene che ha 16 anni, va bene che le hanno rapito la madre e cancellato i ricordi, e va pure bene che sia confusa e spaventata...ma il suo modo di rapportarsi a tutto quello che le succede, e soprattutto il suo modo di rapportarsi a Jace (insensibile a dir poco), l'ho trovato in più passaggi così infantile ed egocentrico da essere davvero irritante. Però, manteniamo la calma: più avanti migliora. 

Simon. Senza dubbio per me la grande sorpresa di questa rilettura, è il personaggio che ho amato di più dopo Jace. Certo, qui è ancora in embrione, e non ha molto della versione nettamente sexy-potenziata che vedremo in avanti, ma gli slanci di valore ed altruismo, gli "attributi" (passatemi il francesismo), che ogni tanto si affacciano oltre la maschera da nerd senza speranza con cui la Clare ce lo presenta, la dicono già lunga su quello che da lui ci si può aspettare. Ed è parecchio. Senza contare che ha tutta la mia stima per il modo in cui ha sopportato Clary "miss egocentrismo esasperante" dalle elementari in su: certe ragazze hanno tutte le fortune

Isabelle, Alec, Magnus e Luke. Personaggi che acquisteranno importanza nel corso della saga, ma la sensualità concreta di Izzie, la dolcezza e la dedizione di Alec verso la sorella e verso il suo parabatai, e l'eccentricità e le battute divertenti di Magnus già ora fanno la differenza. Luke non lo amo particolarmente, ma il suo racconto sul passato del Circolo costituisce uno snodo essenziale della trama verso il finale. In ogni caso è un personaggio che mi sento di salvare perché mi ricorda il Luke Danes delle Gilmore Girls, e lui mi stava molto simpatico. 

Valentine. Il cattivo dei cattivi, per quanto una si impegni a trovargli degli alibi, proprio non ne ha. E' un uomo che ha scelto la sua strada parecchio tempo addietro, sposando pienamente la machiavellica massima "il fine giustifica i mezzi". Non è il classico antagonista che stia lì solo a rompere le scatole: ha una forte personalità e il lettore si sente curioso di saperne di più sul suo conto e sulle ragioni che lo hanno spinto a compiere determinate scelte. Dopo averle conosciute però, almeno parzialmente, il giudizio resta uguale: totalmente fuori di testa. Sadico. Maledetto. Ma ci piace anche per questo.

Capacità descrittiva.
La Clare, con una scrittura fluida e lineare, è bravissima a descrivere situazioni, luoghi e persone in modo davvero vivido, capace di sollecitare l'immaginazione del lettore e tirarlo nel suo mondo. Descrivere rune, assolutamente inedite prima del film e della serie tv tratti dalla saga, ma anche armi, demoni, personaggi particolari come i Fratelli Silenti, in modo da renderli "veri" agli occhi del lettore, secondo me era una bella sfida e l'autrice l'ha vinta.

La Costruzione Tripartita.
Tra le cose che mi sono molto piaciute. Non perché sia una novità che un romanzo venga suddiviso in diverse parti, quanto per il modo in cui lo fa la Clare: il numero tre, simbolico, significativo, viene richiamato con evidente consapevolezza dalla scrittrice: a parte il fatto che la stessa The Mortal Instruments originariamente era stata concepita come una trilogia, l'autrice non solo ha diviso ciascun libro in tre parti, dando un tema dominante a ciascuno di essi (in Città di Ossa ad esempio è la Discesa all'Inferno), ma ha impresso all'intera prima trilogia un progetto d'insieme preciso, che vede la sequenza Discesa all'Inferno - Permanenza all'Inferno - Ascesa inquadrare la successione degli eventi in ciascun volume e regolare l'andamento complessivo della narrazione.

Certo, il tutto è molto "Dante-style", ma proprio per questo caratteristico.

Le Citazioni.
All'inizio di ogni parte, e più generale un po' in tutto il libro, le citazioni dai grandi autori della letteratura mondiale abbondano: da Lost Paradise di Milton alla Commedia di Dante, si fa spesso riferimento ai versi o alle parole di questi spiriti illuminati, e chiunque sia un appassionato lettore a mio dire non può che apprezzare. 

Nessuna presa di posizione sotto il profilo religioso.
Il mondo descritto della Clare è un contenitore di ingredienti tratti da diverse culture e credenze, popolari e religiose: ci troviamo i Nephilim, frutto di una mescolanza tra il sangue degli angeli e il sangue degli uomini; le Fate e gli Stregoni, direttamente dal folklore celtico; i Licantropi e i Vampiri che tutti conosciamo grazie alla superstizione popolare, ma che l'autrice tratteggia con sfumature originali. Ci troviamo anche angeli, rune e demoni, in continuo rimando alla lotta tra il bene e il male. Insomma la Clare non si fa mancare niente, e gestisce il materiale a sua disposizione con grande capacità. Lo fa senza perdersi in inutili prediche: gli Shadowhunters, per intenderci, non sono un gruppo di cattolici praticanti; non sono un gruppo di guerrieri del Dio cristiano. L'Angelo Raziel li ha creati per difendere il mondo e i Mondani (come i comuni mortali vengono definiti) dai demoni e dalla distruzione che essi portano con sé, e loro svolgono il proprio compito non tanto mossi da una fede cieca verso qualsiasi religione, ma dalla convinzione di essere nati, di esistere, solo per diventare guerrieri, senza filosofia o pesante moralismo. Jace stesso lo spiega a Clary, prima dell'avventura all'Hotel Dumort: che Dio esista o no, comunque dobbiamo cavarcela da soli.

Il romanzo non mostra grandi punti deboli. Qualcosa però mi è parsa meno convincente: alcuni passaggi, soprattutto all'inizio, forse sono un po' lunghi e rallentano l'andamento della trama; per entrare nel vivo della storia ci vogliono diversi capitoli, e anche quando lo si fa, ci si trova davanti ad alcune scene che forse andavano accorciate (per citarne una, quella dentro l'Hotel Dumort, che pure ho apprezzato molto, ma a mio dire è stata tirata un tantino per le lunghe). Non mi ha convinta completamente nemmeno com'è stato impostato il racconto di Luke relativo al passato, alla Rivolta e al Circolo, perché in qualche modo è come se interrompesse la continuità dell'azione e, quindi, anche la concentrazione del lettore su quanto sta accadendo risulta spiazzante. Ma, ripeto, sono piccole cose in un complesso veramente buono, avvincente, originale. 
Se leggerete questo libro vi troverete in mezzo a un tornado di emozioni: avventura, battaglie tra le strade di New York, rovine che dietro a un incantesimo celano Istituti e fortezze, amicizia, batticuori, scene esilaranti, vecchi hotel pieni di vampiri, moto che volano di notte, colpi di scena e un grande amore in procinto di sbocciare. 
Consigliato senza riserve!
Quattro stelle

3 commenti:

  1. purtroppo io non ne sono rimasta coinvolta..ma vado avanti e spero di avere un colpo di fulmine postumo!

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  2. @Saya
    Fidati, il primo è il peggiore di tutti, il che è tutto dire. Ma il resto è meraviglioso.

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  3. @Saya
    Concordo con @Miraphora: come ho anche scritto in recensione, uno dei punti deboli, soprattutto nel primo libro, è che può sembrare la storia fatichi ad ingranare, anche perché la Clare fornisce informazioni su informazioni che inizialmente ti servono ad entrare nel vivo del suo mondo, ma una volta che ci sei dentro, ti concentri solo emotivamente sulla trama e lì inizia tutto il divertimento! Secondo me già Città di Cenere è uno scarto in avanti rispetto a Città di Ossa, quindi prova a tenere duro! Poi, si capisce, ognuno ha la sua "chimica" coi romanzi...però penso che Shadowhunters meriti uno sforzo di pazienza. :)

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