giovedì 12 maggio 2016

Game of Thrones Recensione 6x03 Oathbreaker



Ogni volta che l’opening di GoT, con le sue note epiche, sta per finire e anche gli ultimi tadan- tatatadan-tadan che lo spettatore canta a squarciagola con la mano sul cuore si placano, c’è quell’attimo di attesa spasmodica in cui tutto tace, e l’unica cosa che si sente è il battito del cuore in attesa fremente della prima immagine del nuovo episodio.

Ma niente, NIENTE, può prepararti alla visione di Jon Snow ansimante e nudo. Oh, quanto ho invidiato il buon ser Davos che aveva libero accesso a quella visione! Devo dire che ser Davos mi è sempre piaciuto, ma in questa Sesta stagione il suo personaggio sta assumendo un ruolo sempre più importante.
Ricordiamo che è lui che ha insistito con la Dama Rossa affinché tentasse di riportare Jon in vita, è lui che ha gestito ser Alliser e la banda dei congiuranti, è lui che ha spinto Tollett a cercare l’aiuto di Tormund e dei Bruti.

E ora è qui a incoraggiare Jon Snow, nudo e tremante, il quale non si smentisce mai, confermando la sua filosofia e il suo credo di non sapere assolutamente un piffero.
Infatti, se avevamo dubbi sul fatto che fosse tornato quello di una volta, dalle sue risposte alla Dama Rossa possiamo essere certi che la sua natura non è cambiata di una molecola, perché, ahimè, continua a non sapere proprio nulla!

L’incontro di Jon con Tormund e Tollett è una vera chicca. L’ironia dilaga e le battute si sprecano.
Tormund tranquillizza Jon sul fatto che, pur essendo risorto, non deve ritenersi un dio: ha l’arnese troppo piccolo per esserlo (purtroppo, non c’è Ygritte a confutare la tesi, quindi restiamo nel dubbio che tale affermazione corrisponda a verità).
Tollett, dal canto suo, mostra bonariamente le sue perplessità. Ed è qui che dovrebbe davvero temere che Jon non sia davvero Jon, perché quel bontempone si mette a scherzare sul fatto di non bruciare ancora il suo corpo. INCREDIBILE! HA FATTO LA BATTUTA! Non può essere Jon e la faccia stranita di Tollett lo dimostra.

Su una nave in preda alle onde e ai beccheggi, Sam e Gilly sono in viaggio quasi di nozze come un’allegra famigliola felice.
Ignoriamo il fatto che Sam vomiti anche l’anima e che Gilly constati l’ovvio quando è scosso dai conati, ma soffermiamoci sul fatto che la meta del viaggio non è la Cittadella o Vecchia Città, come credeva Gilly, bensì Collina del Corno, la casa natale di Sam. Prevedo momenti  poco felici per Gilly: i suoceri possono essere peggiori degli Estranei.

Il viaggetto mentale di Bran oggi lo porta ai fatti immediatamente successivi alla Battaglia del Tridente.
Il giovane Ned Stark alla ricerca di Lyanna, accompagnato da Howland Reed, padre di Meera, incontra ser Arthur Dayne, la Spada dell’Alba.
La storia su di lui che Bran ha sentito raccontare decine di volte, diceva che il padre aveva sconfitto l’uomo che era considerato un dio nell’arte della spada.
In realtà, a uccidere ser Dayne era stato un colpo a tradimento di Reed, anche se a finire ser Dayne alla fine è proprio Ned.
Questo tuffo nel passato del padre di Bran ha una duplice funzione:
  • Farci sentire le grida disperate provenienti dalla Torre del Castello in cui è rinchiusa Lyanna e verso cui si catapulta Ned.
  • Renderci partecipi della passione di Bran per le torri verso cui pare davvero avere una sorta di fissazione.
Si vede che quella da cui è precipitato non gli è bastata.

Daenerys, spinta dai modi gentili dei suoi amici Dothraki  e dalle loro dolci parole di incoraggiamento, del tipo “Grande Klaleesi, muovi il culo”, viene portata nel luogo designato ad alloggiare tutte le vedove dei Khal dei Dothraki.
Immemore del fatto che a nessuno frega di come si chiami, Deny si ostina a ripetere l’intera tiritera stile elenco del telefono, ma ormai tutti si sono attrezzati di tappi per l’orecchie e nemmeno ci fanno più caso. Io nel mentre, sono andata a Tokyo e sono tornata con un Funko Pop nuovo di Kirito (amo SAO, non badateci!)

A Meereen, 007 Varys ci fornisce un’alta prova della sua capacità di agente speciale specializzato negli interrogatori.
Tale Vala, complice dei Figli dell’Arpia negli assassinii di Immacolati e Secondi Figli, viene convinta a collaborare, fornendo i nomi dei mandanti e ottenendo in cambio salva la vita.
In fremente attesa degli sviluppi, Tyrion si intrattiene con Verme Grigio e Misandei, i quali eccellono nell’arte oratoria.
In particolare, Verme Grigio è provvisto di una parlantina davvero invidiabile. Il suo argomento di conversazione migliore è il pattugliamento. Immaginate la felicità di Tyrion. Menomale che aveva un calice di vino in mano e un litro di liquido nello stomaco.

A Vecchia Città, viene messo in scena il siparietto del Concilio Ristretto.
Cersei e Jamie cercano di comandare, Olenna chiarisce a Cersei che di regina ce n’è una e NON è lei, lo zietto Kevan Lannister, in qualità di Lord Reggente, toglie le tende e lascia Cersei e Jamie con un palmo di naso.
Parenti serpenti.

La piccola Arya, cecata e ancora in possesso di un nome, cerca ancora di diventare nessuno.
Dopo essere stata presa a bastonate, lasciata a mendicare per strada, maltrattata e picchiata, alla fine riesce nel suo intento.
Arya Stark aveva una famiglia, un padre, una madre, una sorella, tre fratelli e un fratellastro.
Arya Stark aveva una lista di persone da ammazzare, i suoi Nomi dell’Odio: Cercei Lannister, Gregor Clegane, Walder Frey.
Una lista corta, ma che una ragazza senza nome può sempre allungare.

L’episodio scorre talmente liscio che, ormai quasi alla fine, il povero spettatore è quasi certo che le sue coronarie stavolta siano state risparmiate.
Finchè non appare quel gran simpaticone di Ramsey e, si sa, dove c’è lui c’è gioia. Sempre.
Al nuovo Lord di Grande Inverno, da poco a capo della Casa dei Bolton, arriva un regalo inaspettato, una bruta tutta scompigliata che tutti riconosciamo come Osha.
Il povero spettatore comincia a tremare e a fare calcoli matematici a livelli tali che manco Will Hunting ne sarebbe capace. E poi, alla vista di un giovane ragazzo dall’aria truce, il povero spettatore inizia a imprecare contro Chi l’ha visto, maledicendo l’incapacità del programma di ritrovare prima quel giovanotto.
Rickon Stark is back.

Il nostro episodio si chiude così come si era aperto, a Black Castle.
Il quartetto dei traditori, provvisto di un elegante collare di corda, si trova graziosamente posizionato su un patibolo coi piedi delicatamente appoggiati su dei barili.
Ascoltate le ultime parole famose dei quattro (in realtà solo tre parlano, perché il dolce Olly si limita a lanciare occhiate infuocate a Jon, forse sperando di poterlo uccidere con un fantomatico raggio laser), Jon sembra sul punto di rinunciare a portare a termine l’esecuzione.
Ma mentre da casa il grido di “Kill the boy” squarciava lo schermo, oltrepassandolo, e raggiungeva le orecchie di Jon, ecco il taglio fatale della fune che fa rotolare via i barili e penzolare allegramente i traditori sulle forche.
I diti medi alzati si sono sprecati assieme alle grida di giubilo.

E dato che siamo tutti grandi fan della serie, sono certa che ricorderete le parole del Giuramento dei Guardiani della notte
"Cala la notte, e la mia guardia ha inizio. Non si concluderà fino alla mia morte. Io non avrò moglie, non possiederò terra, non sarò padre di figli. Non porterò corona e non vorrò gloria. Io vivrò al mio posto, e al mio posto morirò. Io sono la spada delle tenebre. Io sono la sentinella che veglia sul muro. Io sono il fuoco che arde contro il freddo, la luce che porta l'alba, il corno che risveglia i dormienti, lo scudo che veglia sui domini degli uomini. Io consacro la mia vita e il mio onore ai Guardiani della Notte. Per questa notte e per tutte le notti a venire.”
Bene, a quanto pare Jon è morto e quindi la sua guardia è finita.
Era ora.


Alla prossima!
Alexandria


3 commenti:

  1. Oh Alice ma commenti anche questo? Io non l'avevo visto!
    Bhe qui però mi trovi in svantaggio, non ho ancora visto la sesta stagione infatti non ho letto niente per evitare di scoprire cose in anticipo. Ma appena lo vedo, sta sicura che leggerò i tuoi commenti con piacere.

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    1. Eh no, questa bella recensione non è merito mio ma di Alexandria, una nostra nuova bravissima collaboratrice. Quando avrai visto la serie torna a leggere i suoi commenti perché sono spassosissimi. XD

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  2. Ok daccordo lo farò di certo :-)

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