mercoledì 23 settembre 2015

Recensione Nell'angolo più buio di Elizabeth Haynes


TitoloNell'angolo più buio
AutoreElizabeth Haynes
Casa Editrice: Giano
Data di pubblicazione 12 luglio 2012
Pagine: 445
Punto di vistaterza persona 
Livello di sensualità: basso

Trama: Catherine è una ragazza che ha sempre vissuto irresponsabilmente la sua giovinezza, tra party, alcol e partner occasionali, quando incontra Lee. Sguardo rude ma diretto, prestante d’aspetto e risoluto nei modi, Lee infrange subito il suo cuore. Il tempo necessario per un romantico corteggiamento e Catherine accetta, senza alcuna esitazione, di andare a vivere con lui. La scelta si rivela impeccabile nei primi mesi di convivenza: Lee è affettuoso, pieno di premure e attenzioni. Appare stranamente sfuggente soltanto quando viene interrogato sul suo lavoro, ma Catherine, innamorata com’è, non fa attenzione a questa trascurabile reticenza. Poi, gradualmente, attraverso segni appena percettibili, piccole scenate di gelosia, critiche per un’acconciatura o per un abito troppo eccentrico, il clima muta. Lee diventa ombroso, cupo, si assenta misteriosamente per giorni e, infine, in un’escalation drammatica, svela il suo vero volto. Schiaffi, torture psicologiche, botte, insopportabili umiliazioni fisiche, Catherine viene violata nell’intimo, rinchiusa a chiave in una stanza, ridotta a vittima inerme di un carnefice senza pietà. Probabilmente morirebbe se, in circostanze accidentali, non fosse scoperta nella sua agonia da una vicina di casa, che denuncia Lee e ne determina l’arresto, il processo e la condanna. La violenza psichica è penetrata, però, a fondo nella mente e nell’anima di Catherine. La ragazza cambia ogni giorno strada per tornare a casa, azzera le sue relazioni col mondo esterno, ispeziona ogni ora meticolosamente la sua abitazione, assume comportamenti compulsivi estremi dettati dal fantasma incancellabile del suo carnefice. Un fantasma che diventa di carne e ossa il giorno in cui una telefonata annuncia che Lee è uscito di galera

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Commento:
E' molto difficile per me recensire questo libro, per due motivi: narra una storia terribilmente attuale e fornisce molti spunti per delle riflessioni importanti.

Il libro si apre con il botta e risposta tra un avvocato, un giudice e un imputato, per poi spostarsi su un avvenimento antecedente a questo processo. Da lì in poi la storia si alterna tra passato e presente. Così assistiamo alla metamorfosi, direi agghiacciante, della protagonista, Catherine. Conosciamo una ragazza giovane, libera e libertina, che ama divertirsi, andare per i locali, ubriacarsi e fare sesso promiscuo, ed è appena ventenne. E accanto a questa figura che sprizza gioia di vivere troviamo una Catherine piena di manie ossessivo-compulsive, abbruttita, che vive nella costante paura di imbattersi nel suo aguzzino, nonostante lui si trovi in carcere.

Nella vita di questa ragazza entra un uomo, Stuart, un dottore che va a vivere nell'appartamento sopra il suo e che con gentile risolutezza si insinua nella sua quotidianità. E' un uomo normale, dai chiari occhi gentili, che capisce il problema di Catherine e che se ne innamora nonostante le immense problematiche che lei si porta dietro come un fardello ingombrante.

Questa storia d'amore sarà lo scoglio a cui la protagonista si appiglierà quando Lee, il suo aguzzino, uscirà dal carcere. Lei sa che tornerà a reclamarla, a finire ciò che aveva iniziato anni prima, ma l'amore e il sostegno di Stuart l'hanno trasformata in una persona più forte, che affronterà la nuova minaccia, uscendone vincitrice.

Ciò che mi ha colpita maggiormente di questo libro è il lento declino di Catherine, il laborioso e cervellotico lavoro che Lee fa su di lei, plagiandola, spaventandola, usando il suo lavoro (è un poliziotto) per i propri scopi. Da ragazza solare ed estroversa si trasforma nell'ombra impaurita di se stessa e quando trova il coraggio per scappare, la vendetta di Lee si abbatte su di lei come l'ascia del boia.  E mi ha fatto pensare. Moltissimo.

Quando per la prima volta Lee fa sesso violento con lei (in questa circostante si riduce ad una rude tirata di capelli) lei domanda il perché di quel gesto e lui risponde, con orribile semplicità, che alle donne queste cose piacciono. Così il mio pensiero è andato ai dark romance che stanno spopolando in questo momento e nonostante a me il dark romance piaccia molto, ho delle riserve. Perché se apprezzo alcuni aspetti di questo genere, ne denigro altri, uno su tutti il voler giustificare a tutti i costi gli atti vili che il protagonista commette verso la lei di turno.

In questo libro accadono più o meno le stesse cose che troviamo in un dark, con la differenza che la Haynes racconta i fatti in modo reale: Catherine è stata brutalizzata e non si innamora del suo aguzzino, non lo giustifica, piuttosto rimane traumatizzata per molti anni. 

Sono assolutamente favorevole alla libertà di stampa, per cui non mi sognerei mai di eliminare il genere dark romance. Nonostante ciò mi chiedo quanto questi libri, e soprattutto l'enorme consenso generale con tanto di giubilo osannante nei confronti degli aguzzini, portino alcuni soggetti a credere che tutte le donne amino davvero il sesso violento. 

Il mio è giusto un pensiero, continuerò a leggere dark romance sperando sempre, però, che la protagonista, e l'autrice, abbiano il coraggio di prendere scelte coerenti.
Come in questo romanzo.

Il mio giudizio è

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