sabato 21 marzo 2015

Intervista a Sylvia Kant




E' reduce da uno strepitoso successo di Self Publishing. Le atmosfere cupe, i personaggi torbidi e una sessualità letale sono gli ingredienti che hanno fatto di questo romanzo un autentico caso editoriale di cui tutti parlano, nel bene e nel male. Diamo il benvenuto a Sylvia Kant, l'autrice del controverso e chiacchieratissimo Antony.

La Pagina Facebook di Sylvia Kant



Claire: Come è nata l’idea di scrivere “Antony”?

Sylvia : Avevo sedici anni quando scrissi la prima versione di Antony. Oggi, ahimè, ne ho cinquanta suonati. Fu una persona reale a inspirarmi il suo personaggio. All'epoca, il mio migliore amico, e compagno di scuola, era fidanzato con una bella figliola, fiore dell'estrema periferia romana. La fanciulla veniva spesso a prenderlo a scuola, accompagnata da un piacevole trentenne munito dell'ultimo modello di Jaguar. Il tipo frequentava le periferie romane per rifornirsi di coca e "arruolare" ragazze e ragazzi per le feste dei ricchi, attirandoli con la speranza di agganciare qualche pezzo grosso. Di lui mi colpirono subito la freddezza e la completa amoralità, dato che non faceva assolutamente mistero del proprio mestiere, confidandoci che partecipava lui stesso alle orge, senza troppo sottilizzare se, sotto le sue grinfie, gli finissero maschi, femmine o transessuali. Ne rimasi talmente affascinata che, fin da quel primo incontro, iniziai a tratteggiare il personaggio dell'ambiguo gigolò.

Claire: Dove ti sei documentata per le numerose, eterogenee e dettagliate scene di sesso?

Sylvia: Ho frequentato, e frequento, persone che hanno i più variegati gusti sessuali. Persone splendide, che non hanno paura di esternare e condividere le loro molteplici esperienze ed emozioni. Per quanto riguarda le mie esperienze, ovviamente, no comment ;)

Claire: I cattivi del romanzo sono davvero da brividi. Cosa o chi ti ha ispirato per la loro creazione?

Sylvia: Molti tratti dei "cattivi" del romanzo, le loro ossessioni, le loro psicosi, la loro amoralità, la loro assenza di empatia, sono frutto di esperienze maturate in ambito psichiatrico, psicologico, sociologico e di devianza sociale. Esperienze mie e anche di altre persone. E, comunque, nessuno di loro è, in realtà, totalmente buono o totalmente cattivo. Così come nella vita reale.

Claire: Antony è un personaggio complesso e controverso, trascende in un certo senso dal classico eroe romance. Non temi di deludere le appassionate di questo genere di romanzi?

Sylvia: Non temo di deluderle, in quanto "Antony" non è un romance, bensì un romanzo erotico (erotic-suspance è stato definito, anche se la suspance, per me, è già insita nell'erotico stesso). Chi legge questo romanzo, è consapevole (dopo tutte le mie infinite e noiosissime avvertenze) di non finire tra le pagine di "Cenerentola", semmai tra quelle di "La bella e la bestia" o, meglio ancora, "Dracula". Citando Tiffany Reizs: "Si tende a credere che la narrativa erotica sia un romanzo rosa con scene di sesso più esplicito. Ma non è così. Se è un sottogenere di qualcosa, è all'horror che bisogna far riferimento… Il romanzo rosa è sesso più amore. Il romanzo erotico è sesso più paura".

Claire: Angela. Come sai, è il personaggio che, a mio avviso, è riuscito meno. Molte delle sue scelte sono incoerenti, se rapportate al modo in cui viene descritta. Ho come l’impressione che sia stata creata per essere un faro nella nebbia, invece alla fine anche lei è stata risucchiata dal buio. Non credi che in questo modo si crei uno squilibrio nella storia? Chi salva chi, alla fine?

Sylvia: Per quale motivo qualcuno deve essere per forza salvato? Nella vita reale nessuno salva nessuno. O molto raramente. E, quelle rare volte che accade, non è detto che sia in modo permanente. Angela è incoerente perché le persone reali, il più delle volte, lo sono. Non è la classica eroina vergine che si mantiene tale per essere deflorata dall'uomo ideale. Non è Biancaneve che aspetta a oltranza il bacio del principe azzurro. Nel mondo che frequento, non conosco donne del genere. Conosco donne innamorate da secoli di uomini che non le guardano neppure e che si accontentano di altre persone. Nel mio mondo le donne tradiscono anche chi si suppone amino. Nel mio mondo le donne, per amore, spesso si fanno calpestare o accettano i più assurdi compromessi. Angela è una donna reale, ispirata a donne reali e, come tale, ha i suoi spazi luminosi e i suoi angoli tenebrosi, i suoi dubbi, le sue paure e le sue contraddizioni, la voglia di amare, di essere amata e la paura di non esserne degna. Il personaggio di Angela è uno spartiacque: scatena profonda antipatia in chi crede che, per amore, una donna debba sacrificare la propria sessualità, rincorrendo amori impossibili a costo della vita, allo stesso modo, scatena la medesima antipatia in chi ritiene che le donne debbano essere emancipate e con le "palle" e lo capisco, dato che anche io mi ritengo una donna emancipata e con le "palle". Però, se Angela fosse stata una donna emancipata e con le "palle", Antony non si sarebbe mai interessato a lei, dato che, tutti i giorni, viene pagato per fare sesso proprio da donne emancipate e con le "palle". E non l'avrebbe notata neppure se fosse stata una delle tante ragazzine romantiche che gli sbavano dietro. La personalità di Angela è nel mezzo e per questo lo intriga. Nel sequel, ovviamente, Angela cambierà, pur restando sempre fedele a se stessa. Ma non posso rivelare come o perché. ;) 

Claire: Perché non ambientare il libro in Italia? Lo chiedo perché molte tue colleghe nei romanzi latitano il proprio paese e sembra che tutti ormai seguano questa moda. Sei mai stata personalmente a New York? O ti sei documentata on line?

SylviaNon ambiento i romanzi erotici e d'evasione in Italia, perché in Italia ambiento già i romanzi di tematica sociale. I libri d'evasione mi servono, per l'appunto, per evadere, specie quando sono presa a scrivere libri "impegnati", quindi, nonostante sia figlia di un operatore turistico (mio padre, seppur in pensione, organizza ancora viaggi) amo sbizzarrire la fantasia ambientandoli in posti esotici (esotico nel senso di straniero), attingendo a esperienze mie o di persone vicine a me. E, comunque, anche quando, nei miei libri chiamiamoli "impegnati", parlo di città italiane, preferisco utilizzare nomi di fantasia. In entrambi i generi di romanzi (erotico o sociale) non mi dilungo mai in descrizioni paesaggistiche o ambientali, dato che, come lettrice, mi tediano a morte, perciò, chi ama descrizioni dettagliate di ambienti e/o panorami, è bene non legga i miei libri, perché non ne troverà. Quando leggo un romanzo, cerco e pretendo la storia che ti strappa l'anima, i personaggi che balzano fuori dalle pagine del libro. Personalmente, se ho voglia di panorami o faccio un viaggio o leggo "Dove". ;) 

Claire: C’è un personaggio del libro a cui sei più affezionata?

Sylvia: Lo so che molte persone mi odieranno per questo, ma ho un debole per la cattivissima Rachel. Sarei quasi tentata di scrivere un romanzo solo sulla sua storia… Ma non credo che qualcuno lo vorrebbe leggere… :D :D :D

Claire: Col senno di poi, cambieresti qualcosa?

Sylvia: Sì. La mia età con la tua, probabilmente. ;)

Claire: Nella ri-edizione, dobbiamo aspettarci molti cambiamenti, anche a livello di trama, o più o meno è rimasto fedele all'originale?

SylviaSono nel pieno dell'editing, perciò ancora non posso darti questa risposta. La casa editrice mi ha assicurato che non ha alcuna intenzione di snaturare il romanzo. Non credo neppure convenga loro, dato che “Antony” ha suscitato interesse e clamore proprio perché è stato scritto così. Se volevano un romance, avrebbero scelto un romance. E' una fatica immonda costringere un autore di erotici a scrivere un romance. E' come obbligare una spigola a essere un'orata. Meglio pescare direttamente un'orata, no?


Claire: Quali sono i tuoi progetti per il futuro, a parte il seguito di Antony?


Sylvia: Nel futuro c'è il prequel di Antony, forse un romanzo su Duncan, altre due o tre idee sempre sul genere erotico e d'evasione e un paio di romanzi più "impegnati".

Mor: Sylvia, come ben sai io non ho ancora letto il tuo romanzo però ho letto molte opinioni contrastanti. Dal tuo punto di vista, chi non ha gradito Antony, cosa non ha capito di lui?

SylviaMeglio per te, Mor! ;) Credo che chi non ha gradito Antony è perché si aspettava il classico romance con l'eroe torbido ma buono e l'eroina brava, casta e onesta… Ma giuro che l'avevo scritto a caratteri cubitali! C'è gente che ancora mi sfotte per tutte le avvertenze che ho messo! Le ho messe sulla sinossi, le ho messe all'inizio del libro. Se dimenticavi di leggerle nella sinossi, leggevi quelle nel libro e potevi restituire il romanzo ad Amazon e ti ridavano anche i soldi… Più di così… E poi in Antony ci sono scene omosex, orge, sadomaso… Insomma, per leggere questo romanzo, non bisogna avere molti preconcetti o, almeno, lasciarli in panchina per il tempo della lettura. O non leggerlo affatto. Come ho detto prima a Claire: se ti piacciono le orate, è inutile che peschi spigole e poi chiedi alla spigola per quale motivo non è un'orata. ;)

Mor: Quale dei tuoi personaggi si avvicina di più alla tua personalità?

Sylvia: Antony senz'altro: come lui camuffo le emozioni, specie quelle che non riesco a gestire. In Angela, invece, c'è la mia timidezza (arrossisco facilmente) e la tendenza a pensare di non meritare l'amore altrui. E poi Duncan: in lui c'è il mio ottimismo, l'esigenza di sdrammatizzare e l'allegria. ;) :D

Mor: Nel tuo romanzo cè un personaggio che volutamente non ti è piaciuto raccontare?

Sylvia: Amo tutti i miei personaggi, ovviamente, però ammetto che non è stato facile calarsi nelle oscure profondità di Rachel o nella violenza di Glenn.

Mor: Dimmi un aggettivo per chi non ha gradito il tuo romanzo e uno per chi invece, l’ha adorato

Sylvia: "Antony" è come il personaggio di Angela: uno spartiacque. Troppo romantico, forse, per essere un erotico e troppo erotico, sicuramente, per essere un romance. Da quello che ho potuto capire, dalle critiche che mi sono piovute addosso, direi che non lo hanno amato soprattutto i "puristi" sia dell'erotico che del romance. Come ha detto una mia amica che si occupa di letteratura, Antony, inoltre, non è piaciuto "a chi pensa che un libro debba essere "educativo", anche quando è un romanzo d'evasione, che debba essere costruttivo. Antony non è niente di tutto questo: è duro, scorretto, pur raccontando di ambienti poco familiari alla maggior parte delle lettrici poi ne narra il lato oscuro, naviga nelle fogne e nelle stelle, ma non è "rassicurante", mai". Quindi non saprei proprio darti due aggettivi per sintetizzare le tipologie di lettori che hanno odiato o amato Antony. Il panorama è davvero troppo, troppo variegato. ;)

Mor: Quando leggi le opinioni delle tue lettrici, quali dal tuo punto di vista ritieni siano obiettive e costruttive? Insomma, il tuo metro di misura…..

Sylvia: Essendo laureata in una disciplina che è l'esatto opposto di lettere, valuto sempre tutte le critiche. Soprattutto quelle negative e se capisco che sono fondate, ne faccio tesoro. Se invece le reputo al pari di sterili crociate o del tutto immotivate, mi limito semplicemente a ignorarle. Faccio un esempio: quando mi è stato detto che sbaglio i congiuntivi, ho chiesto a editor professionisti, beta-reader e insegnanti di lettere, che avevano letto il mio libro e con cui ho avuto la fortuna di fare amicizia dopo la pubblicazione dello stesso, se avessero riscontrato questo genere di errori e in quale parte del testo. Rassicurata da loro, ho capito che la critica non aveva fondamento. Ho, invece, considerato la critica sull'uso eccessivo di soprannomi nel romanzo e, infatti, l'ho modificato. Quando mi è stato detto che il libro istigava al sesso non protetto, ho riletto tutto il testo alla ricerca di quante volte era stata nominata la parola "condom". Avendola trovata, praticamente, in ogni scena di sesso (quelle in cui non c'era, veniva motivato a monte), ho comunque chiesto ad amici che lavorano in campo medico e nella prevenzione della salute e che mi hanno rassicurata. E potrei continuare con altri mille esempi. E, comunque, le segnalazioni di errori e refusi, per un autore, sono sempre molto, ma molto bene accette. Personalmente, per quanto concerne lessico, grammatica, sintassi, ecc., sono molto interessata a conoscere il punto di vista di chi ne sa più di me perché è il suo lavoro (editor, beta reader, insegnanti di italiano) o ha titolo per parlare (laureati in lettere). Troppo spesso, ahimè, mi sono ritrovata a correggere cose suggerite da chi supponeva di sapere e, invece, non sapeva affatto, per questo, per quanto concerne le correzioni d'italiano, ora, almeno come base, chiedo le referenze. Certo, anche un letterato può essere un cialtrone, ma io gioco sui grandi numeri e se un errore me lo fa notare un lettore, un beta-reader, un editor e un laureato in lettere, è probabile che l'errore sussista ;) D'altronde, se voglio conoscere la formula di un teorema di teoria dei campioni, non la chiedo certo a un esperto di numismatica. ;) Per tutto il resto (trama, personaggi, ecc.) sono interessata a tutti i punti di vista, soprattutto quello dei lettori, e li ascolto sempre, ma poi la mia scrittura è, appunto, solo mia e se ho delle cose da dire, da raccontare, lo faccio come piace a me. ;)

Mor: Mi piacerebbe conoscere i tuoi gusti letterari. Dimmi uno o più nomi di autrici Erotic Romance, straniere e italiane, che ti sono piaciute molto.

Sylvia: Tra le straniere, adoro Tiffany Reizs, impazzisco per il suo stile, le sue trame dense, ricche, i suoi personaggi così ben delineati, sfaccettati, che sembrano saltare fuori dalle pagine del libro. Quando, sugli scaffali di una libreria, individuo la copertina di un suo romanzo, i miei occhi diventano a forma di cuore, come se vedessi un innamorato. E poi adoro i fantasy di Robin Hobb, Colleen Gleason e J. R. Ward. Tra gli italiani amo gli scrittori che stimolano il mio lato oscuro con le loro storie e i loro personaggi "sui generis", quindi Naike Ror, Nina Pennacchi, Ann Owen, Anna Chillon per citarne solo alcuni. E poi c'è Daniela Volonté, che, come stile narrativo, come trame e personaggi, io reputo il mio esatto opposto (Yin e Yang). La sua misteriosa e magica capacità di scatenare sensazioni intense anche in una rospaccia come me, non ha eguali. Prima o poi le chiederò di scrivere un romanzo a due mani: lei si occuperà delle scene d'amore, io, ovviamente, di quelle di sesso, visto che almeno quelle, come ha detto Claire, mi vengono bene. :D :D :D 

Un ringraziamento speciale a nome di tutto lo Staff a Sylvia per la sua disponibilità, gentilezza e per averci rilasciato questa splendida intervista! Grazie Sylvia e a presto... non farci aspettare troppo per il prequel di Antony

Ricordo ai nostri lettori che il romanzo è stato acquistato della Newton Compton, uscirà a luglio e il titolo sarà Prova ad amarmi! 

Lo Staff

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