mercoledì 20 settembre 2017

Recensione American Love Songs di Ashlyn Kane

Titolo: American Love Songs
Titolo originale: American Love Songs
Autore: Ashlyn Kane
Genere: Contemporary romance MM
Editore: Dreamspinner Press
Data uscita: 15 ottobre 2012
Narrazione: terza persona
Livello di sensualità: alto

Trama: Jake Brenner ha troppa voglia di divertirsi per potersi innamorare – o così sostiene. Del resto, è troppo impegnato con la sua band, gli Wayward Sons, per cercare una storia d’amore. La sua reticenza non ha niente a che fare con la sua imbarazzante cotta per Chris, cantante della band e suo miglior amico da tempo. Ma questo era prima che il misterioso girovago Parker McAvoy diventasse il nuovo chitarrista del gruppo.

Jake può solo negare la sua attrazione per il goffo, dolce Parker, il più a lungo possibile prima che il desiderio di fare qualcosa a riguardo diventi impossibile da ignorare. Il problema è che Parker sa tutto dei modi da dongiovanni di Jake – e oh, sì, non è gay. O questo è quello che pensa Jake, fino a quando una serie di eventi permette una nuova, incoraggiante possibilità. Riuscirà a convincere Parker a superare il suo passato movimentato e a dargli una possibilità? O questa canzone d’amore svanirà prima ancora di cominciare?

Recensione di Alexandria: 

Con American Love Songs sono finita (di nuovo!) nel mondo delle boy band. Ammetto di avere una certa simpatia per questo ambiente. Mi piace leggere dei concerti, della vita stressante in viaggio su quei bus che sembrano un albergo ambulante, delle storie dei membri dei gruppi che si intersecano tra convivenza forzata e collaborazione lavorativa. Insomma, è un mondo molto interessante e per i miei gusti lo diventa ancora di più se la storia ha risvolti MM.

American Love Songs è il titolo del primo album di un gruppo di quattro ragazzi americani, il cui talento e la personalità sfonda il muro dell’anonimato fino ad arrivare alla vetta dei Grammy. Jake, Chris, Jimmy e Parker erano semplicemente dei ventenni sfigati e sognatori, come tutti i loro coetanei che avevano un sogno da realizzare.
I primi tre si conoscevano fin dalle elementari. Erano amici inseparabili, affiatati fino all’inverosimile, tanto che le liti erano sempre tempeste passeggere (soprattutto quelle che riguardavano Jimmy e Chris).
Jake, il bassista, era considerato il mediatore tra i tre, quello capace di far tornare il sereno quando la tempesta imperversava. Jake era anche quello gay del gruppo e tutto il mondo lo sapeva. Infatti, per sua enorme fortuna, il ragazzo aveva alle spalle una famiglia che lo amava e lo supportava in tutto, anche quando aveva deciso di lasciare l’università per inseguire il suo sogno da rockstar.

L’inizio della storia si apre con la fine, se così si può dire. C’è un Blog, quello del gruppo, i Wayard Sons, e Jake scrive questo:
Ciao, ragazzi. Abbiamo avuto un sacco di richieste negli ultimi due giorni, settimane, o quel che è; e sono tutte all’incirca dello stesso tipo. Tutti vogliono sapere la storia di come siamo passati dalla negazione totale di tutto alle pubbliche dimostrazioni di affetto che vengono viste da milioni di persone. Me stesso incluso, per dirla tutta. Il fatto è che io ero l’ultima persona a sapere di essere innamorato di Parker McAvoy. Beh, no, non è del tutto vero. In realtà, penso che l’ultima persona a saperlo sia stato Parker. Ma non potevo tenergli nascosto a lungo un segreto di questo tipo. A quanto sembrava, non potevo tenerlo nascosto neanche al resto del mondo quando neppure io lo sapevo!
Da qui in poi la storia racconta di come Jake, Chris, Jimmy e Parker, finiscano per diventare i Wayard Sons e di come tutto sia cambiato dopo l’arrivo di Parker.

Questo ragazzo si era presentato a Jake in un momento cruciale della vita della band: Jimmy aveva beccato Chris scoparsi la sua ragazza, infrangendo una delle due regole della band: niente droghe e NON fare sesso con gli altri membri del gruppo. Beh, questa regola mi sa che l’avevano infranta sia Jimmy che Chris, visto che entrambi alla fine erano stati a letto con Kylie. La cosa era finita con la prematura dipartita di Kylie che aveva lasciato un posto vacante nella band. Ragion per cui i ragazzi avevano indetto dei provini.

In uno di questi, molto inconsapevolmente, forse perché quel ragazzo con una chitarra in mano aveva solo intenzione di chiedere delle indicazioni stradali, si era trovato coinvolto Parker McAvoy, che in men che non si dica, dopo una strabiliante performance nello scantinato di Chris, si era ritrovato di colpo a diventare coinquilino di Jake e quarto membro dei Wayard Sons.

Il talento e la bravura di Parker furono subito evidenti. Il ragazzo era molto ferrato, del resto aveva anche una laurea in musica, e il suo apporto alla band aveva portato a fare emergere anche il talento degli altri. Fino a firmare un contratto con un’etichetta prestigiosa.
Ed eccoli, finalmente, partire insieme per il loro primo tour.
Ma chi sono i Wayard Sons? Eccoli secondo l’occhio di uno che li conosce perfettamente, Jake, il PoV del quale è anche quello che il libro segue.
Chris era un coglione, e si presentava in un modo che non faceva niente per nasconderlo.Aveva i tipici capelli da rockstar, tinti di nero, e aveva passato l’intero viaggio fino al locale dove dovevano suonare quella sera, nel furgoncino a sistemarseli e a impiastricciare di gel il pettine di Jake. Era vanitoso e gli piaceva indossare delle magliette troppo strette per mettere in mostra i bicipiti. Non che anche Jake non fosse un po’ vanitoso – voleva diventare una rock star, del resto. Solo che Chris passava fin troppo tempo a mettersi a posto i capelli per essere un ragazzo etero, ecco tutto.

Poi c’era Jimmy con i suoi rasta scompigliati che nascondevano i profondi occhi blu. Era sincero e mancava così completamente di concentrazione su se stesso che a volte si dimenticava di farsi la doccia, anche se Chris glielo ricordava sempre ogni volta che l’odore si faceva sentire. Così come non era capace di scrivere correttamente la parola ‘sotterfugi’, Jimmy non era capace di pensarne.

Parker era timido – si nascondeva dietro gli occhiali. Per quel che ne sapeva Jake, non aveva mai passato più di dieci minuti sotto la doccia. Brillava sul palco non perché gli piacesse sentirsi addosso gli sguardi del pubblico, ma semplicemente perché amava suonare, e a parte quando era sul palco, evitava di attirare l’attenzione come si evita la peste. Era così terribilmente timido che Jake si chiedeva perché diavolo avesse voluto entrare a far parte di una band.
E infine c’era Jake. Ecco cosa dice di sé in un’intervista.

Parker è il mio migliore amico, e gli voglio bene. Se potessi farlo venire a letto con me, sarei un completo idiota a farmi beccare con qualcun altro. Voglio dire, avete visto Parker? Datemi un po’ di credito. Non sono così stupido! [...] Sono troppo giovane per innamorarmi. Sono troppo impegnato a godermi la promiscuità! Forse un giorno sarò pronto a sistemarmi e iniziare a scrivere canzoni d’amore, ma non avverrà presto.
Jake si era innamorato di Chris al liceo e ci aveva messo un po’ di tempo a farsela passare, tempo che aveva usato per capire che lui non era fatto per le relazioni, ma era il tipo di una botta e via, niente di serio e niente di duraturo.
Obbiettivamente, Jake è anche un ragazzo estremamente tonto, perché tutto di Parker gridava al fatto che il ragazzo avesse un segreto che non voleva condividere, soprattutto con lui.
Jake è in grado di vedere tutti gli indizi di questo segreto: Parker non parla mai della sua famiglia, Parker non fa mai sesso con nessuno, Parker resta alzato ad aspettarlo quando lui è fuori e presumibilmente passa la serata con qualcuno.
Jake è altresì tonto perché non si è reso conto lui stesso di quello che provasse per Parker, finché la verità non gli cade addosso come un macigno e non deve farci i conti, sia da solo che con Parker stesso.

La storia di Jake e dei Wayard Sons è davvero molto dolce. Lo stile del libro è reso particolare dall’introduzione costante nella narrazione degli articoli per il blog che Jake scrive sulla band.
Come ho detto, siccome il libro inizia dalla fine, questo racconto non è altro che il ripercorrere di tutti gli eventi che hanno reso i quattro protagonisti i membri di una boyband di successo, senza risparmiare i sentimenti che hanno accompagnato questo viaggio verso l’ascesa. Ecco perché a volte gli articoli del blog di Jake vengono persino commentati dai protagonisti col senno di poi.

Lo stile del libro è spesso arguto, intriso di umorismo all’inglese, molto sottile e improntato al sarcasmo.
Qualche neo, però, l’ho riscontrato mio malgrado, ma tale che non ha pregiudicato la valutazione finale del libro.

Qualche questione sulle posizioni, ad esempio. Beh, sì... leggo manga yaoi, decisamente uno dei miei divertimenti maggiori è cercare di capire a inizio storia chi sia il seme e chi sia l’uke (chi sta sopra e chi sotto, per intenderci) ma qui ho avuto qualche difficoltà a capire il modo in cui sono stati stabiliti i ruoli della coppia. Questo l’ho disapprovato.

Altro punto in discussione è stato il fatto che questo comportamento di Jake e questa sofferenza di Parker nel vederlo agire in un certo modo siano stati poco messi in evidenza, e siano venuti fuori solo alla fine.

Per il resto, è un libro estremamente romantico e dolce. Consigliato.

2 commenti:

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