giovedì 26 gennaio 2017

Recensione Volevo solo tenerti vicino di Nyrae Dawn (Serie Games #1)

Titolo: Volevo solo tenerti vicino
Titolo originale: Charade
Autore: Nyrae Draw
Serie: Games #1
Editore: Fabbri
Data di pubblicazione: 8 ottobre 2015
Pagine: 211
Narrazione: prima persona, pov alternato
Livello di sensualità: medio

Trama: Per quanto si sforzi di apparire una ragazza spensierata come tutte le altre, Cheyenne non ha avuto una vita facile: non ha mai conosciuto suo padre, e un giorno anche la madre è sparita nel nulla. Mille domande senza risposta tormentano la sua esistenza e i fantasmi del passato, difficili da sconfiggere, sembrano accompagnarla in ogni decisione, ogni luogo, ogni pensiero. Quando scopre che Gregory, il suo fidanzato, l’ha tradita con una compagna di college, comincia l’ennesima sfida: ripartire da capo, all’università, senza di lui e senza i vecchi amici, le poche certezze che le erano rimaste. Ma forse esiste una via d’uscita dagli incubi che la tormentano. Il suo nome è Colton, uno studente del terzo anno con gli occhi azzurri luminosi e sinceri e una diffidenza innata nei confronti del mondo. Anche se in apparenza lui e Cheyenne sono poli opposti, in realtà hanno parecchie cose in comune: un passato difficile alle spalle e un futuro incerto di fronte. La loro storia comincia con una scommessa: lui accetta di recitare la parte del fidanzato per far ingelosire Gregory e lei, in cambio, gli offre del denaro per aiutare la madre malata. Il loro rapporto, però, diventa presto ben più di un gioco. Cheyenne comincia suo malgrado ad affidarsi a Colt, che dietro l’aspetto da bad boy nasconde un cuore gentile e premuroso, e lui le permette di entrare a far parte della sua vita e di scoprire il suo lato più nascosto. Ma abbassare le difese e aprire il proprio cuore può essere molto rischioso… 

Recensione di Nena:
Ci sono volte in cui si ha bisogno di un libro leggero, per smettere di pensare un po’ e perdersi tra le righe di una bella storia. E ci sono volte in cui si sceglie un libro, davvero convinti che sia quello perfetto. Be, la verità è che in questo caso non dovete lasciarvi ingannare dalla trama.

Parliamo di Cheyenne, la nostra protagonista. All’apparenza è la solita ragazzetta viziata, arrivata al college convinta di avere il mondo in pugno: vita perfetta, ragazzo perfetto. E allora perché non è felice? Il libro ci butta direttamente nel bel mezzo della storia, ci dice subito che la sua vita non è così perfetta, perché Gregory, il suo ragazzo dai tempi del liceo, la sta tradendo. E ha pure la faccia tosta di dire che “non è come sembra”. Il problema è che lei ha la forza di sbattergli la porta in faccia, ma adesso è sola. Gli unici amici che ha conosciuto sono gli amici di Gregory, e nessuno di loro starà dalla sua parte. È così che, rifugiatasi in un bar, vede Colton, il bad boy della nostra storia. Quando lei in strada lo ferma per chiedergli di fingersi il suo fidanzato lui rifiuta (ovviamente), anche se lei gli promette di pagarlo (e a lui quei soldi servono per pagare le cure a sua madre). Insomma direte, niente di più ovvio: due ragazzi abbastanza cliché, una storia prevedibile e via così.

E invece no. Il vero problema è che raccontarvi anche solo qualcosa in più dei personaggi significherebbe rovinarvi un pezzo di storia.  Il vero problema, è che questo libro insegna che fermarsi alle apparenze sarebbe l’errore più grande del mondo. Dopo le prime 20 pagine la tentazione più grande era quella di chiudere il libro e dimenticarmi di averlo mai iniziato, mi sembrava solo uno spreco di tempo. Grazie a Dio invece il brutto vizio di portare a termine tutto quello che inizio, anche se non mi piace, e stavolta è stata davvero una fortuna. Pagina per pagina entrambi i protagonisti si aprono un po’ di più. Si mostrano l’uno all’altra per come vorrebbero essere entrambi, ma poi inevitabilmente iniziano a conoscersi davvero. Così, grazie ad uno stupidissimo patto, i due si trovano davvero legati.

È grazie a Cheyenne, la sua “piccola ballerina”, che Colton accetta quello che gli succede e che impara a dare di nuovo un valore a se stesso e alla propria vita. E lui? Il più duro dei bad boy sarà quello che insegnerà a Cheyenne che piangere non è sbagliato, che essere fragili non significa essere deboli, ma preziosi.

E insomma, cosa dire? Una storia d’amore in cui non ci si può non sentire coinvolti, la prova che partire da un cliché non significa rovina sicura. Quella che sembra una storia leggera è invece la storia che vi farà innamorare di ogni singola parola.

Il vero valore della Dawn è quello di farci empatizzare con i suoi protagonisti. L’antipatia verso la facciata di Cheyenne sparisce nel momento in cui si capisce che lei in realtà è molto di più e che quella corazza è solo una triste difesa verso il mondo che si è dimostrato così insensibile nei suoi confronti. L’indifferenza verso Colton si dissolve completamente non appena lo si vede con la madre, come un bambino che senza di lei non può sopravvivere, perché lei è l’ultimo stralcio d’amore che lui lascia (o vorrebbe lasciare) entrare nel suo cuore.

Non posso dirvi di più, potete solo leggerlo. E, credetemi, è il libro perfetto se avete bisogno di quell’accenno melodrammatico che rende ogni storia un po’ più emotiva, se avete voglia di lasciarvi prendere da un libro che sappia darvi quel qualcosa in più. Soprattutto, se avete voglia di lottare con i protagonisti e non solo leggere della loro vita.

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