sabato 25 febbraio 2017

Recensione Your name di Makoto Shinkai


Titolo: Your Name
Titolo originale: Kimi no na wa
Autore: Makoto Shinkai
Serie: Volume unico
Editore: J-POP
Data di pubblicazione: 18 gennaio 2017
Narrazione: prima persona alternato
Pagine: 192
Genere: Sentimentale
Livello di sensualità: basso

Trama: Mitsuha, una liceale che vive in una città di montagna, si ritrova, in sogno, nei panni di un ragazzo. Una stanza mai vista prima, amici che non conosce e Tokyo che si estende davanti a lei. Nel frattempo, Taki, un liceale che abita proprio a Tokyo, vive la stessa esperienza, ritrovandosi, in sogno, nel corpo di una ragazza, in una città sperduta fra le montagne. Presto si accorgeranno dello "scambio" onirico, e lasciandosi dei messaggi per il "risveglio", inizieranno a comunicare e a conoscersi, cercando di capire la loro strana relazione.
Il legame che li unisce si rafforza notte dopo notte, sogno dopo sogno, mentre incombe il passaggio di una misteriosa cometa...
Una storia per tutti a cui è impossibile rimanere indifferenti, capace su carta come sullo schermo di danzare sul filo del reale, del sogno e del soprannaturale e di farci entrare nelle vite dei suoi protagonisti. 

Recensione di Alexandria:
Parlare di questo romanzo per me sarà una piccola impresa, perché Your Name non è un semplice libro, ma la rappresentazione scritta di un’esperienza visiva e sensoriale rappresentata dal movie Kimi no na wa.
Chi frequenta il mondo dei manga e dell’animazione giapponese, conosce per forza di cose Makoto Shinkai, autore di storie portate sullo schermo e pubblicate come manga quali Cinque centimetri al secondo e Il giardino delle parole. L’ultima fatica di Shinkai come regista è stata, appunto, Your Name, Kimi no na wa in giapponese, uscito in Giappone il 26 agosto 2016, in Italia proiettato nelle sale in tre date (23-25 gennaio 2017, incrementate poi ulteriormente per l’inaspettata forte affluenza degli spettatori).


Da amante del genere, cercherò di non soffermarmi sul fatto che in Italia gli anime sono ancora visti come qualcosa di adatto solo ai bambini, classificando l’animazione giapponese con la dicitura “cartoni animati”, invece voglio mettere in evidenza come il fenomeno Your Name con le sale piene di gente che si spostava anche di chilometri per andare a vedere il movie (dato che la proiezione dipendeva dall’adesione dei cinema al progetto che Dynit e Nexto Digital hanno fortemente voluto per portare Your Name nelle sale italiane), abbia rotto tutti gli schemi, avvicinando a Kimi no na wa anche molte persone che non masticano il genere e interessando anche una fascia di lettori che non ha dimestichezza coi manga.


Kimi no na wa racconta la storia di due ragazzi giapponesi di diciassette anni,
Taki e Mitsuha.
Taki vive a Tokyo con il padre, è affascinante ma assolutamente imbranato con le ragazze.
Ha due migliori amici, Tsukasa e Takagi, che condividono con lui la passione per l’architettura, lavora part time in un ristorante italiano, Il giardino delle parole (riferimento a un’altra opera di Shinkai), e ha una cotta per una senpai (una ragazza più grande di lui), Okudera. La sua vita è piena e felice.

Mitsuha vive, invece, in un villaggio sperduto di montagna, Itomori (nome di fantasia), con la sorellina Yotsuha, e l’anziana nonna Hitoha, che è anche la sacerdotessa del tempio. 
Mitsuha è una miko (giovane donna, tradizionalmente vergine, che presta servizio presso un tempio shintoista), fin da piccola ascolta i racconti della nonna sulla storia del tempio, sul Musubi e sull’arte di intrecciare il filo, il kumihimo.
Ha due amici molto stretti, Teshigawara (Tesshy) e Sayaka (Saya-chin), con cui si lamenta spesso della noia di vivere in un posto come Itomori che non ha niente, nemmeno una caffetteria, e sogna di essere un ragazzo di Tokyo.
Un giorno incredibilmente il suo desiderio si avvera e Mitsuha si risveglia nel corpo di un ragazzo di Tokyo di nome Taki, anche se lei crede di vivere questa esperienza in uno yume, un sogno.

"Dove sono?"
Non appena lo mormoro, noto uno strano peso sulla gola. Vi porto la mano di riflesso. Le mie dita toccano una parte di collo dura e appuntita.
"Mmh?"
La voce che tiro fuori è nuovamente molto bassa. Provo ad abbassare lo sguardo sul mio corpo.
... non ci sono.
E al centro della parte inferiore del corpo, che ora vedo comodamente, c'è qualcosa.
Fa sentire la propria presenza in modo così intenso da far decadere la strana sensazione dovuta all'assenza di tette.
... questo... cos'è?
Provo a tendere lentamente la mano verso quel punto. Mi sento tutta la pelle e il sangue che ho in corpo tirati verso quel punto.
... questo... questo... vista la posizione, potrebbe essere...

Così Mitsuha si ritrova a Tokyo dentro a un corpo maschile, con due migliori amici e un lavoro part time in un ristorante. Ammira la bellezza di Tokyo, mangia dolci a più non posso in una caffetteria (spendendo molti soldi, ma tanto sono di Taki!) e facendo colpo sulla senpai Okudera come il vero Taki non era riuscito a fare.

Allo stesso modo, il povero Taki si risveglia nel corpo di una ragazza e si scopre, molto felicemente, ad avere le “oppai”, vale a dire il seno, una sorellina che lo crede strana (e ci credo, lo trova ogni mattina a palparsi le tette!), un padre sindaco che non sopporta, compagni che lo credono una perdente per via del suo essere una miko, una nonna che gli insegna le tradizioni del tempio.

Unire i fili è Musubi, unire le persone è Musubi, lo scorrere del tempo è Musubi...
I fili si congiungono e prendono forma, si torcono e si intrecciano; a volte si sciolgono, si spezzano e si uniscono di nuovo.
Questo è il kumihimo. Questo è il tempo. Questo è... Musubi. 

Taki e Mitsuha si rendono conto che i loro scambi onirici hanno delle conseguenze nelle loro vite reali, perché gli altri si accorgono del loro cambiamento, così iniziano a lasciarsi messaggi, raccontando che cosa hanno fatto mentre erano l’uno nel corpo dell’altra.

(Per Taki - Divieti parte 1)
Divieto assoluto di farti il bagno
Non guardarmi né toccarmi il corpo 
Quando ti siedi non aprire le gambe 
Non legare più del dovuto con Tesshy. Lui dovrebbe mettersi con Saya-chin 
Non toccare gli altri ragazzi
E non toccare nemmeno le ragazze.

(Per Mitsuha – Divieti: Vers. 5)
Ti ho già detto di non sprecare i miei soldi 
Non fare tardi a scuola e al lavoro, deciditi a imparare la strada 
Non parlare con un accento strano
Non è che ti sei fatta il bagno di nascosto? sento un certo profumo di shampoo…
Non stare troppo appiccicata a Tsukasa, ché poi fraintende, scema
Non socializzare troppo con la senpai, ti prego

A un certo punto, i due ragazzi sentono per motivi diversi di dover mettersi in contatto l’uno con l’altra, ma Taki non riesce a chiamare Mitshua al cellulare e Mitsuha, che va a fino a Tokyo per incontrarlo, lo trova ma lui non la riconosce. Così Mitsuha resta per Taki solo la ragazza di un sogno.

All'improvviso, il treno si ferma e si aprono le porte. Giusto, sono su un treno. Quando me ne accorgo, mi ritrovo in piedi su un mezzo strapieno. Dinanzi a me vi sono occhi spalancati. La ragazza mi fissa... e poi la sua figura in uniforme scolastica si allontana da me, spinta dai passeggeri che devono scendere. 
"Il mio nome è Mitsuha!" urla la ragazza, per poi sciogliere un cordoncino con cui teneva legati i capelli e passarmelo. Tendo istintivamente la mano. Un vivido colore arancione, simile a un sottile raggio di sole al tramonto, penetra nel treno in penombra. Mi butto nella calca per afferrare con forza quel colore.
Ed ecco che mi risveglio. 

Però qualcosa non quadra. Taki sente che Mitsuha è reale, che lei esiste davvero. Che non è stato solo un sogno. Sente il vuoto di una presenza, la mancanza di una forza che non è la sua. 

Mitsuha è una ragazza realmente esistente. Sono sicuro di avere sentito la sua temperatura corporea e i suoi battiti, il suo respiro e la sua voce, il rosso acceso che attraversa le sue palpebre e le vivaci lunghezze d'onda che raggiungevano i suoi timpani. Se non è viva nonostante tutto ciò, allora nulla è vivo. La sua è una vita vera, tanto da farmi pensare questo. Mitsuha è reale. 

E allora non può fare altro che tenersi stretti i suoi ricordi, di lei, dei suoi capelli, del suo corpo minuto, della sua voce, del suo villaggio, dei suoi amici, di sua nonna, di Yotsuha, del suo nome ripetuto all’infinito, Mitsuha, Mitsuha, Mitsuha, e andarla a cercare.
Ma Taki non trova Mitsuha. Trova Itomori, o meglio ciò che ne rimane.

D'un tratto ricordo.
La cometa che ho visto tre anni fa nel cielo di Tokyo. Le innumerevoli meteore che cadevano nel cielo a ovest. Quel momento di eccitazione in cui ho pensato che quello che vedevo era bello come una visione dentro a un sogno.
In quel momento lei è... 

Ho letto Your Name dopo aver visto il movie e posso dire che ogni singola parola mi ha emozionato come quando ho visto le immagini del film.
Lo stile di Shinkai è diretto e molto visivo, come se stesse descrivendo ciò che succede nel movie.
I passaggi dal pov di Taki a quello di Mitsuha e viceversa sono repentini, ma chi ha visto il film non ha modo di confondersi.
I sentimenti che la lettura suscita non sono da meno di quelli che si provano guardando il film e il libro ha il vantaggio di spiegare alcuni punti che possono risultare oscuri nel movie, come il significato del rito di Mitsuha e Yotsuha e la storia della Cometa Tiamat.
Ho riso con Taki che si palpava le tette, con Mitsuha che mangiava dolci e si confondeva nell’uso del pronome personale (in giapponese il pronome femminile soggetto è watashi, quello maschile è boku o ore a seconda di chi lo pronuncia), ma quello che dal film non sono riuscita a provare l’ho sentito chiaro e forte leggendo il libro: lo strazio vero di Taki quando ha capito cosa era successo a Mitshua e la sua disperazione nel gridare il suo nome, la sua solitudine quando quel nome è scomparso dalla sua memoria e la speranza di Mitsuha quando quelle lettere scritte sul palmo della sua mano non erano il nome di Taki, ma erano qualcosa di più.


Nella postfazione del romanzo, Makoto Shinkai stesso dice che Your Name, scritto in contemporanea con la lavorazione del movie ma uscito in Giappone prima del film, altro non è che la versione letteraria del film, senza grosse differenze di trama ma diversità per quanto riguarda la narrazione.
Nel romanzo la storia è raccontata in prima persona da Taki e Mitsuha, cioè viene narrata secondo il loro pov, quindi il libro non può riportare i passaggi in cui loro non sono presenti. 

Il film, invece, riporta i fatti in terza persona, attraverso l’occhio della telecamera, ma ovviamente può solo mostrare le immagini e far percepire le emozioni dei protagonisti, che invece traspaiono vivide e reali nei pov del libro.
In definitiva, il libro completa il movie e viceversa, ma entrambe le versioni della storia di Mitsuha e Taki possono essere apprezzate anche singolarmente.

Io consiglio di vedere prima il movie perché, anche se Shinkai descrive nel libro le immagini di Tokyo e Itomori magistralmente, visivamente rimangono impresse in modo indelebile quasi come se si vivesse in quei posti da sempre.

E poi le musiche, la OST meravigliosa dei Radwimps che ha un ruolo importantissimo nel film, ha influenzato parecchio anche la stesura del libro, in particolare la canzone Zenzenzense (“Vita prepreprecedente”) che racconta di come in questo mondo pieno di incroci è difficile incontrare la persona del proprio destino. E, anche se ciò avviene, chi garantisce che sia davvero quella giusta? Ma quel cercare non si fermerà mai, finché il destino non si compirà.


Makoto Shinkai racconta anche che all’inizio non aveva intenzione di scrivere il libro ma che alla fine ha capito che doveva farlo per tutti i Taki e Mitsuha che ci sono nel mondo, persone che hanno vissuto esperienze simili alle loro e hanno provato i loro stessi sentimenti, persone che hanno perso figure o luoghi importanti ma che hanno deciso di non arrendersi e di lottare, tendendo ancora la mano verso qualcosa che sapevano di dover raggiungere. E forse un giorno la raggiungeranno, così come Taki è riuscito a raggiungere Mitsuha, così come Mitsuha è riuscita a trovare Taki.

"Ovunque tu possa essere nel mondo, verrò di nuovo a trovarti. Ci puoi contare." 

Cinque stelle

10 commenti:

  1. Oddio l'ho letta tutta!! Hai scritto tanto e hai scritto cose che approvo al 100%, come sai sto leggendo il libro e il fatto di aver già visto il film aiuta e completa la lettura. È fantastico, i personaggi, la storia, i video e le foto che hai messo! E grazie per avermi fatto incappare in questa Storia, come oramai sai senza di te sarei persa!!! :-*

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    1. Eh, Fede! Mi sento tanto la tua sensei dei disagi XD
      Ho scritto tanto perché avevo tanto da dire e da mostrare. Mi sono innamorata di Shinkai per la prima volta con Cinque centimetri al secondo (l'ho pure maledetto dopo il movie, ma si è fatto perdonare con il manga), ma credo che Kimi no na wa sia il suo capolavoro. E ho amato tantissimo il libro. Amo il suo stile, lo sento molto vicino. Lo leggerei all'infinito. Sono contenta che tu abbia conosciuto Your Name e che sia stata io a fartelo conoscere <3

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  2. Fantastica! Sei stata perfetta ed esaustiva nel descrivere con cura sia il movie, che il libro. Trovo quest'ultima opera di Makoto eccezionale, sotto ogni aspetto. Felicissima anche del libro che tu descrivi alla perfezione. Sono d'accordo bisogna vedere prima il film e poi leggere il libro altrimenti non si riesce a penetrare l'intimo e l'anima di Makoto. Bravissima è vero che leggere te è come vedere il film. ��

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    1. Ahahahah, Raffi tu sei di parte su di me, ma non pretendo di essere Shinkai, lui non lo batte nessuno. Quando mi dicono che il mio modo di scrivere è visivo e che sembra di vedere un anime io mi stupisco del complimento, perché per me lo è. E forse la mia vicinanza con il modo di scrivere di Shinkai mi ha portato ad amarlo così tanto.
      Il movie è meraviglioso e il libro è come l'altra faccia della stessa moneta chiamata Kimi no na va. Grazie di aver letto tutto d'un fiato <3

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  3. Io posso solo dirti che, come ben sai, ho amato questo libro e questo film alla follia, cosa che mai avrei creduto possibile *^*
    Pensa che, ogni volta che mi metto a ricordare la storia, ho sempre i lucciconi! *^* E' più forte di me! *^*
    Ero più che sicura che ti sarebbe piaciuto ;).
    A presto cara, un bacione! <3

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    1. Letizia, concordo sui lucciconi. Ho visto il movie tre volte, la prima quando è uscito, la seconda prima di leggere il libro, la terza dopo averlo letto e ogni volta è stata come la prima. Ma la sensazione di tristezza e disperazione che ho provato leggendo il pov di Taki il film me l'ha fatta solo sfiorare. Così come il senso di speranza che mi ha dato leggere il pov di Mitsuha, nel momento esatto in cui si è guardata la mano. Film e libro vanno a braccetto. Ci vediamo al prossimo disagio ;)

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  4. cosa dire se non che sono felice di averlo comprato, spero mi arrivi presto! Non sono ferrata su questo genere ma molto molto curiosa

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  5. Concordo con tutto quello che hai scritto. Bellissima recensione XD!
    Pensi di fare una recensione di altri film e libri di Shinkai?
    Un bacione ;-)

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    1. Ho appena scoperto che verranno pubblicate in Italia le Light Novel di Cinque centimetri al secondo e Il giardino delle parole, quindi sì. Appena avrò quei libri in mano li recensirò.
      Non ti nascondo che vorrei anche fare qualcosa su No.6 della Asano, ma è un progetto più difficile, visto che la Light Novel di No.6 si trova solo in inglese e anche il manga in Italia non è edito. Ma chissà, magari sull'onda si Shinkai in Italia arriveranno altre Light Novel. Lo spero.

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    2. Perfetto! Speriamo che arrivino presto!

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