giovedì 27 ottobre 2016

Recensione Misteriosi Lasciti e Oscuri Doni
di Giulia Anna Gallo (Serie Arest #1.5)


Titolo: Misteriosi Lasciti e Oscuri Doni
Autore: Giulia Anna Gallo
Serie: Arest #1.5
Editore: Dunwitch Edizioni
Genere: Urban Fantasy
Pagine: 141
Data di uscita: 27 settembre 2016
Punto di vista: prima persona
Livello di sensualità: basso

Trama: Tahar Mehenni, orfano fin dall'infanzia e principe degli stregoni, non è più lo stesso dalla morte della sorella Zora. Gli ultimi dodici anni per lui sono stati una vera e propria agonia, e non solo a causa dell'inevitabile dolore dovuto alla perdita di tutti i suoi cari, ma anche per via del vuoto senza nome che percepisce nel profondo e di cui non riesce a liberarsi. Nonostante il tempo lo abbia aiutato a elaborare il lutto, avverte l'inspiegabile mancanza di qualcosa di indefinito. Quando il re suo zio lo incarica di indagare sulla natura di un sortilegio scagliato ai danni di una piccola cittadina del Nord Italia, Tahar accetta quasi per inerzia. Ancora non sa che tra le vette innevate di quelle montagne si celano segreti di vecchia data e, ad attenderlo lì, c'è il destino a cui finora si è sottratto senza saperlo, più complesso e pericoloso di quanto avrebbe mai potuto immaginare.

Recensione di Alice:

Ho già avuto modo di affezionarmi alla penna di Giulia Anna Gallo grazie a L'Ombra della Cometa, il primo romanzo della serie Arest (qui la recensione) e a Rosa meccanica, il terzo volume del progetto Once Upon a Steam (qui la recensione), pubblicati entrambi con Dunwitch. Ad ogni uscita ho notato come il suo stile si sta raffinando e perfezionando. Se L'Ombra della Cometa aveva una leggerezza e un'immediatezza molto piacevoli, in Rosa meccanica ho notato una ricerca di vocaboli più attenta ed elaborata, una costruzione più articolata dei periodi. In Misteriosi Lasciti e Oscuri Doni ho trovato un'ulteriore evoluzione, che ha reso la lettura un viaggio nel mondo fantastico ideato dall'autrice.

Le vicende ci vengono narrate da Tahar, un uomo di trentasei anni spezzato nell'animo, in bilico sul baratro della follia a causa di un passato che reprime dentro di sé con tutte le sue forze, qualcosa accaduto dodici anni prima e che non vuole ricordare. Tahar è affascinante, dai tratti magrebini e la pelle scura, eredità del padre. Gli occhi azzurri invece sono come quelli della madre e dell'amata sorella morta. Da quando ha perso tutta la sua famiglia ospite dello zio, niente meno che alla corte del re degli stregoni. Ma le sue notti non hanno pace, così come la sua anima inquieta.
"Mi sento un ospite nella mia stessa pelle così come lo sono in questa casa."
Tahar si sente andare alla deriva ogni giorno di più ed è per mero senso del dovere che accetta l'incarico che lo zio gli affida: indagare su un potente incantesimo lanciato in una zona in cui non dovrebbero esserci stregoni. Ma quello che sembra un banale viaggio, si rivelerà presto molto di più. Una guida che non si sarebbe mai aspettato di incontrare lo accompagnerà verso il suo destino, scoperchiando il proverbiale vaso di Pandora. Scoprirà che i segreti che sono stati seppelliti in profondità nella sua mente e sarà costretto a lottare per salvare se stesso e coloro che ama.

Il colpo di scena che l'autrice ci riserva probabilmente è abbastanza intuibile, ma è stato così ben costruito da avere lo stesso un notevole impatto emotivo. 

Ammetto di aver avuto qualche difficoltà a seguire la linea temporale degli avvenimenti passati e presenti, alcuni punti sono piuttosto nebulosi, non saprei dire se volutamente o meno, ma l'atmosfera da fiaba ne ha guadagnato. I personaggi principali sono pochi ma ben delineati, nonostante la brevità del narrato.

Ho adorato come questa storia si sia intrecciata alla perfezione con la trama del primo volume della serie. Si sono aperti scenari davvero interessanti e non vedo l'ora di scoprire dove questa avventura ci porterà...

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