venerdì 16 settembre 2016

Recensione Il titolista di Bassano di Karen Waves
Serie La studentessa e il potatore #2

Titolo: Il titolista di Bassano
Autore: Karen Waves
Serie: La studentessa e il potatore #2
EditoreSelf Publishing
Data uscita: 12 settembre 2016
Punto di vista: terza persona
Livello sensualità: medio
Genere: contemporary romance


Trama: Valentina Bisello è una studentessa modello: si è da poco laureata in Business Management con una tesi sulle “Strategie di marketing sciistico in luogo di mare” e ora frequenta un master all’Università di Padova. Sono passati nove mesi e ancora non riesce a dimenticare il suo anno in Corea: sente ogni giorno la sua pazza ex-coinquilina Kim Yae-rim, ma le manca quel certo potatore che ha lasciato a Busan, insieme ai sensi di colpa. Kwon Won-ho non fa più parte della sua vita, ormai, e deve farsene una ragione. Non era destino e non avrebbero dovuto stare insieme fin dall’inizio. Eppure continua a pensarci, anche se ha cancellato tutte le foto e si ripete che non è niente, che sta bene da sola, che non le serve un uomo per sentirsi completa. Ma il suo stupidississimo e bellissimo potatore è partito per l’Italia e Valentina lo ritrova nel luogo più inaspettato: Bassano del Grappa, la città dove lei ha vissuto con la famiglia prima di trasferirsi. Appena si vedono, la passione esplode e resistere a ciò che lui le fa provare è molto difficile, soprattutto se le ricorda quello che sentiva nella sua camera in Corea, sulla spiaggia di Gwangalli, nell’atmosfera ovattata della biblioteca, quando si scambiavano baci e carezze (ma ben poche promesse). Ora che Won-ho l’ha ritrovata non la vuole più lasciare, mentre Valentina è divisa tra il desiderio di tenerlo, la paura per il futuro e la disapprovazione della signora madre. Riuscirà la nostra eroina a coronare il suo desiderio d’amore o anche in Italia la sua è una storia dal finale già scritto?

Recensione di Alexandria:

Ci sono libri che lasciano un segno, vuoi per il loro contenuto, vuoi per il periodo particolare in cui vengono letti, vuoi per le persone con cui si leggono.
Il titolista di Bassano, così come i libri che lo hanno preceduto (Le cesoie di Busan e Bad Girl), è stato un libro che mi ha segnato per diversi motivi.
Primo, perché ho conosciuto la serie grazie alla mia amica Virginia de Winter che mi ha regalato il primo, secondo perché nel frattempo ho potuto conoscere l’autrice del libro, Karen Waves, scrittrice di innato talento e dotata, a differenza di Valentina, la protagonista dei suoi romanzi, di un cuore (che sia anche dolce e coccoloso è un altro discorso), e terzo perché è un libro italiano e io notoriamente non ho un buon rapporto con gli scrittori italiani.

Iniziamo parlando del titolo. Dato che ho conosciuto l’autrice, le ho chiesto come mai avesse questa passione per i titoli così poco commerciali (perché, lasciatemelo dire, io un libro col titolo Il titolista di Bassano lo avrei snobbato se non avessi saputo cosa si celava dietro quel titolista!).
La risposta è stata tale che non ho potuto obbiettare nulla: il titolo è una scelta di cuore, qualcosa a cui l’autrice non ha potuto rinunciare, pur sapendo che magari c’erano scelte più congrue e ragionevoli. Rispetto l’autrice e mi faccio bastare la sua risposta, sapendo che, in fondo, seguire il cuore è più appagante che seguire il mercato.

Tanto cuore ha Karen, meno ne ha la sua creatura Valentina Bisello, ex studentessa all’Università di Busan in Corea, ora laureata e specializzanda all’Università di Padova, orfana di una madre coreana, la sua ex compagna di stanza Yae-rim, adottata da una coinquilina che studia filosofia, Adelaide, maltrattata dalla vera genitrice, la signora Madre, sopravvissuta alle labbra e alle braccia del coreano più sexy che si possa immaginare, potatore per vocazione e stilnovista per passione, Kwon Won-ho.

Abbandonate le spiagge e i frutteti di Busan, ci ritroviamo immersi nel più familiare paesaggio veneto, non più famiglie coreane rigide e conservatrici, ma famiglie italiane borghesi e tradizionaliste. In pratica, tutto il mondo è paese.
Il non-cuore di Valentina si è messo d’impegno per superare gli ultimi nove mesi passati lontana dalle mani del talentuoso Won-ho, barcamenandosi tra lezioni all’Università, conversazioni filosofiche con Adelaide, discussioni coreane via skype con Yae-rim, e relazioni con altri ragazzi praticamente nulle, se escludiamo il povero Ezechiele, sedotto e abbandonato dopo una pizza.
«Magari sto meglio per conto mio.»
«Certo. Infatti l’estate scorsa stavi benissimo.»
«Stavo scrivendo la tesi. Ero stressata.»
E aggrappata al cellulare mentre, una a una, cancellava le foto di quell’anno a Busan.
«Avevi il cuore spezzato.»...
«Non ho cuore, Yae-rim, ne abbiamo già parlato.»
L’incontro a Bassano con un’amica del liceo, Alice, risveglia in Valentina la voglia di parlare con qualcuno del posto in cui quel suo non-cuore è rimasto. Fatalità vuole che un collega del giornale in cui Alice lavora sia coreano, anzi pare sia proprio busanese. 
Che male ci sarebbe se Valentina lo incontrasse come si potrebbe fare con un parente che non si vede da tanto tempo? Così, tanto per scambiare due chiacchiere in dialetto, ricordare il paesello, il clima, l’aria del posto che si porta dentro?
Beh, niente di male se il busanese in questione non si rivelasse proprio il SUO busanese, il potatore innamorato di Dante.
Ehilà, Won-ho! Da quanto tempo! Ah, già... nove mesi. Aspetta che mi rinfresco la memoria e ti salto addosso!
Valentina, io non ti biasimo, sappilo!
Avrei fatto la stessa cosa. Perché era ovvio che la ragazza avesse lasciato Busan con il gelo nell’anima. Won-ho le aveva preso il cuore ed ecco il motivo per cui adesso ne è sfornita.

Così, ritroviamo la coppia veneto-coreana più chiacchierata tra la Corea e l’Italia alle prese con la vita in una piccola città, lo studio all’università di Padova e il lavoro al panificio per Valentina, inframmezzato dalle sessioni filosofiche con la coinquilina Adelaide, e il lavoro come potatore (ah, le cesoie di Won-ho!) e titolista presso il Giornale del Grappa per il cinese meno cinese che Bassano abbia mai ospitato.
Valentina ha un non cuore spezzato che teme possa definitivamente rompersi. Era scappata da Busan, rivelando solo alla fine al povero Won-ho che il loro tempo insieme si era drasticamente ridotto. Era consapevole Valentina che quella era una storia destinata a finire, che lei non sarebbe mai tornata in Corea e che non avrebbe mai rivisto Won-ho.
E invece quel marpione di un coreano rompe tutti gli schemi, bruciando i ponti con la sua terra e con la sua famiglia (signor padre di Won-ho siete davvero un essere insensibile!) e sceglie di vivere nei luoghi che avevano visto i natali della sua American girl.
Ben fatto, Won-ho!
E’ solo grazie alla sua perseveranza e alla forza dei suoi sentimenti che l’acida Valentina capisce che il suo non cuore non ama Won-ho ma non può assolutamente fare a meno di lui.
«Voglio te. Mi sono detto che non era vero, ma ti ho voluta ogni momento in cui non ti ho avuta, e ora che ti ho ritrovata, Valentina, ti voglio tenere.»
Ragazza saggia Valentina, sicuramente anche in virtù  (o a dispetto) dei consigli amorosi dispensati  da Adelaide e Yae-rim e della ferma convinzione di non voler seguire gli ammaestramenti della signora Madre, che la vede sposa disperata e madre di un piccolo con occhi a mandorla.

I punti di forza del libro, oltre alla storia d’amore evidentemente particolare tra i due protagonisti, sono i personaggi secondari.
Adelaide doveva essere la Yae-rim del Titolista, ma la mia preferenza va assolutamente alla sua gemella coreana. Era un confronto arduo che Yae-rim ha vinto anche se di misura.
La signora Madre è una donna forte che vuole che la figlia non passi l’inferno che ha passato lei. 
Valentina crede che sia il fratello quello che la madre ama di più, e probabilmente è così, ma solo perché Pierpaolo è quello più debole rispetto a Valentina. L’incontro tra la genitrice e il giovane coreano avrebbe potuto appiccare un incendio nel salotto dei Rigon ma credo che sarebbe stato di gran lunga peggio se Valentina avesse incontrato il signor Kwon. Ti è andata di lusso, Valentina!

L’improbabilità dei nomi sia dei protagonisti del libro che delle materie universitarie, dei corsi di studio e dei titoli degli articoli del Mattino del Grappa, sono una fonte di grande diletto per la scrittrice e, di conseguenza, anche per i lettori. E’ una delle cose che più mi fa fatto sorridere leggendo. Nomi doppi per i personaggi e corsi universitari che se esistessero davvero farei un applauso a docenti e studenti che li frequentano. E quei titoli giornalistici erano un attentato al buon senso di ogni lettore.

Lo stile e la scrittura dell’autrice si sono mantenuti al livello della novella Bad Girl, vale a dire si sono confermati molto ben strutturati e scorrevoli, piacevoli da leggere.
E’ un romance ben scritto che merita di essere letto, pur mancando della caratteristica che mi aveva appassionato nel precedente, ovvero l’ambientazione coreana.
In attesa di leggere altro sui personaggi di Karen Waves, vado a cercare un dorama che abbia come protagonista il figone del prestavolto che qui ho usato per Won-ho. 

Anyoung haseyo!

4 commenti:

  1. Ciao cara! <3
    Anche io ho letto la serie di Karen, e sul mio canale YouTube (https://www.youtube.com/channel/UCy91q9Rj5TgYeT5hk3pNPZA) ho fatto la recensione di entrambi, per poi parlarne un pochino anche sul mio blog (http://alittlenerdsshelf.blogspot.it/).
    LI HO AMATI IMMENSAMENTE!!!!! E quanto avrei voluto che Won-ho fosse venuto a cercare me *^* (purtroppo ho la tendenza a prendermi una crush ogni volta che leggo un libro in cui il protagonista maschile cattura la mia attenzione - e gli ormoni, ammettiamo anche quello).
    Non vedo l'ora che esca l'ultimo volume *^*.
    A presto cara! <3

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  2. Ciao Letizia! Ci fa piacere che questa serie sia piaciuta anche a te. Karen ne sarà felice. :)

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  3. Ciao Alicee, non vedo l'ora di immergermi in questa storia <3

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  4. Ciao Ely! Poi verrò a curiosare la tua recensione... che sarà super come sempre! ^_^

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