giovedì 18 febbraio 2016

Recensione Prima che faccia buio di Laura Pellegrini


Titolo: Prima che faccia buio
Autore: Laura Pellegrini
Self Publiching
Genere: Ct
Data di pubblicazione: 13 febbraio 2016
POV: prima persona alternata
Sensualità: media

Trama: Cos’è la normalità se non un qualcosa di arbitrario e opinabile. Si determina un preciso stato mentale e fisico come qualcosa di comune e riscontrabile nelle vite altrui, identificandolo come normale; mi chiedo però se non sia invece ciò che scalda il cuore nel profondo a fare di un momento la quotidianità vera, l’essenza della vita. Sullo sfondo di una guerra dove i sentimenti sembra non possano avere spazio, nel deserto di una terra lontana, tra albe e tramonti, le vite di un uomo e una donna si incontrano. Due mondi opposti, due missioni differenti, ma un unico desiderio: viversi. Una storia d’amore e di vita, di passione e desideri, alla ricerca continua dell’equilibrio tra i sentimenti e i doveri e di quell’angolo perfetto di normalità per viversi, amarsi, volersi. Gianluca e Manaar. Un soldato e un medico volontario. Ordine e istinto. Guerra e pace.

Commento di Estelle:

Ho sentito la polvere negli occhi e nella gola, ho udito la desolazione del silenzio, ho visto il nulla estendersi nel deserto arido e brullo.

Laura Pellegrini mi ha fatto vivere il suo libro, e non è stato solo grazie all'utilizzo della prima persona, ma anche al sapiente dosaggio di dialoghi mai sopra le righe e di descrizioni essenziali ed efficaci, o come direbbero quelli che ci capiscono, show don't tell.

Gianluca, detto Skyfall, è una testa di cuoio, un uomo duro, freddo, un militare per scelta e per retaggio.
Le missioni in zone di guerra sono il suo pane quotidiano e la sua ragione di vita. Non desidera altro che questo, un'esistenza fatta di sacrificio, abnegazione e, talvolta, di scelte così difficili da lasciare una cicatrice nell'anima che non andrà più via. Guida un gruppo di uomini votati alla stessa causa, ognuno con i suoi difetti e con i suoi sogni, tutti accumunati da un cameratismo che sfocia in battute grossolane, pacche sulle spalle e scazzottate che lasciano il sorriso.
Gianluca non ha dubbi, non ha tentennamenti, è concentrato e freddo, fino a che non conosce Manaar. 
Manaar è bella, solare e ha una parola buona per tutti.
E’ un medico che opera in zona di guerra, è una donna che non sa cosa significa avere una famiglia, un pasto caldo, un letto comodo. Spartisce la sua vita tra rischi e sacrifici, ma non saprebbe fare altro, perché il suo è un mestiere che nasce dal cuore. Non ha remore a curare chiunque, a percorrere chilometri in un deserto infido che nasconde ogni tipo di minaccia, se deve salvare un gruppo di profughi in difficoltà.

Gianluca e Manaar. Il militare e il medico. Un uomo e una donna che operano su fronti opposti, l’uno usando la violenza, l’altra salvando vite.

Eppure questi punti distanti e diversi si attraggono. La tensione sessuale si irradia per buona parte della storia. I ripensamenti di Gianluca, le sue paure, il dovere che ha di proteggere Manaar e tutte le persone che vivono nel centro di accoglienza fanno da sfondo alla voglia di possedere lei, di marchiarla e farla sua. Manaar ha meno reticenze: lei è calda, ama la vita, vede il buono in ogni uomo, riesce a scandagliare l’animo di Gianluca, a trovare quello che neppure lui sa di possedere.

Senso del dovere e responsabilità impediranno a Gianluca di lasciarsi andare e sarà un evento tragico a scuoterlo e a fargli capire che due realtà possono coesistere, se c’è l’amore a fare da collante. 

La guardo come fosse l’ultima volta che mi venga concesso. Bevo ogni cosa di lei, mi nutro dello scintillio delle sue iridi, del suo corpo attaccato al mio, del suo tocco leggero e poi la bacio. Lo faccio sotto il getto di quest’acqua che ci appanna la vista, che fonde le nostre emozioni in una, che rende liquidi i nostri desideri. La bacio ancora e ancora e non mi fermo, perché di lei voglio tutto. Voglio il suo respiro nel mio, il suo cuore dentro il mio, il suo domani ancorato al mio futuro. Voglio essere in lei tanto quanto lei è in me.

Romanzo attuale, con un’ambientazione accurata che non descrive ma mostra, con dialoghi che sono dialoghi veri e non una serie di frasi inverosimili, con personaggi talmente reali che sembra di conoscerli veramente.
La guerra che dilania e distrugge è l’unico antagonista di questa storia ricca di personaggi positivi, anche dove la speranza sembra non voler attecchire.

L’autrice non prende posizione: non dice se sia giusto o meno intervenire militarmente in zone di guerra, né si sbilancia sulla necessità di mandare personale medico in paesi ad alto rischio.
Il messaggio però arriva forte e chiaro: le vittime di guerra non hanno colore, né paese di appartenenza, sono tutte vittime e come tali vanno trattate.
  
4 stelline



1 commento:

  1. Ah però... tosta la faccenda. Grazie Estelle, per colpa tua la lista si allunga ancora. Ormai non ne vedo più la fine.

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