lunedì 9 novembre 2015

Ritratto di una lettrice di romance


Tutto ha avuto inizio nel lontano 1983, anno più anno meno. Prima di andare a dormire mia nonna leggeva, sicuro come la messa. Erano libricini sottili e sulla copertina c'erano sempre un uomo e una donna che si baciavano, tanto che la cara nonna mi vietava persino di guardarli da lontano. Pessima idea quella di vietare qualcosa a una bambina curiosa.

Anche mia madre leggeva romance, ma i suoi erano più spessi, le copertine erano sfoderabili, ma ritraevano sempre un uomo e una donna. Qui però il viso della lei di turno sembrava trasfigurato dallo stesso orgasmico miracolo capitato a Santa Teresa (ma questa considerazione l'ho fatta a posteriori, dato che all'epoca avevo più o meno sette anni e l'unico miracolo che conoscevo era quello della moltiplicazione dei pani e dei pesci).
Da queste due figure femminili è nato il mio amore/ossessione/dipendenza per il romance. 

Bisogna ammettere che noi lettrici di romance abbiamo avuto vita dura prima dell'avvento del reader. Non c'era modo di nascondere la copertina dei nostri libri, a meno di togliere quelle removibili, o foderare le altre, il che poteva solo peggiorare la situazione, scatenando la curiosità dei più ficcanaso. E come gliela spiegavi quella copertura fatta con la carta regalo? Le cose sono un po' cambiate grazie alla James che ha sdoganato il genere romantico-erotico o alla Premoli che si è aggiudicata il prestigioso Premio Bancarella.

Nonostante ciò le estimatrici del romance sono ancora considerate lettrici di serie B. L'amore, si sa, è un sentimento sciocco, tranne quando a trattarlo sono uomini. Allora lì viene accompagnato da una serietà che fa ridere o sconcertare. Quel buontempone di Sparks fa morire qualcuno due volte su tre. Nabokov si affida ai più bassi istinti. Dumas li ammanta di fatale drammaticità. 

A noi donzelle piace sognare! Immaginare l'amore travolgente, passionale, ma anche tenero e leggero, divertente e drammatico che sono la fertile mente di una donna può partorire.

E allora, ecco un accenno alle autrici che tutte noi amiamo, passate e presenti.

1972
Kathleen Woodiwiss. La divina, ha il merito di aver unito la storia d'amore alle scene di sesso più o meno esplicite, che a leggerle ora fa quasi tenerezza ma all'epoca fu una folgorazione per tutte le donne. Il Fiore e la Fiamma l'ha resa famosa e catapultata nell'olimpo delle scrittrici rosa. Fu apripista e ben presto venne seguita da dozzine di autrici. Il risultato fu strepitoso: centinaia di libri invasero il mercato e divennero sempre più espliciti con il passare degli anni.
1974


Rosemary Rogers. O la si ama o la si odia. I suoi uomini sono dei bastardi dal cuore duro, ma con un ripieno di morbido cioccolato fondente. Trattano male le protagoniste, le umiliano e magari le fanno anche stuprare dal gruppo (no, non è dark romance, per quello ci mancano ancora una trentina di anni). Le sue eroine sono tutte bellissime e riescono ad emergere da brutture e vessazioni senza l'aiuto dello psichiatra. Ah, scordavo. L'ambientazione è spesso precedente a Freud.

1992

Nicole Jordan. Lei sì che sa parlare di sesso e amore, ma è più recente rispetto alle precedenti colleghe, e ormai il più era stato fatto. Con il Guerriero ci ha fatto amare il medioevo anche se gli errori storici non si contavano, ma chi se ne frega, se abbiamo un pezzo d'uomo che invece di violentare la donzella spaventata se la lavora a colpi di....

1978

Bertrice Small. Adoro questa donna. Fino alla fine non si capisce chi è il protagonista maschile, le eroine sono delle verginelle assatanate e il sonoro delle sue storie riesce a uscire dalle pagine del libro. Provare per credere: i vari ahhhhh, mhhhhhhh, arghhhhhh, sono entrati nella storia della letteratura rosa.

Ma avviciniamoci ai nostri giorni, altrimenti facciamo notte.

2007
Lisa Kleypas. Ovazione, ola da stadio, perché la Lisa non è solo bella (ex reginetta), ma è pure brava. I suoi storici sono un passo avanti alla semplice storia in costume. Inserisce sempre poche informazioni per farci immergere nel passato, ma senza esagerare. I suo eroi sono stati inseriti nell'Enciclopedia Treccani sotto il nome di eroi kleypassiani. Derek è l'esemplare più amato.Nei contemporanei Sugar Daddy ci ha commosso e fatte innamorare di Liberty, tanto che il romanzo potrebbe essere considerato più un women fiction che un romance vero e proprio. Alle puriste l'ardua sentenza.

1994
Susan Elizabeth Phillips (SEP).Sfido chiunque a trovare un'altra autrice che usa solo cinque ingredienti e sforna dozzine di libri dal successo assicurato. Le sue eroine sono in ordine: bellissime, traumatizzate, hanno litigato con il padre, hanno una madre ricca e pazza. I suoi eroi sono tutti trogloditi, ma l'amore li farà evolvere. Ci volesse davvero così poco...

La lista è infinita. Dovrei metterne tante altre e comunque non riuscirei a farvi tutte felici. Ward, Gabaldon, Armentrout, Adrian. Camoiardi, Albanese, Pennacchi. Già vi sento che mi accusate di non aver messo questa o quella. Lo so, le nostre beniamine sono tantissime, e per fortuna direi, almeno non ci manca il divertimento.

Per concludere, vorrei raccontarvi un piccolo aneddoto per rendere l'idea del mio amore verso il romance (se vi siete stufate passate oltre. Sì lo so, lo scrisse anche Manzoni a proposito di Frate Cristofaro). Avevo partorito da poco tempo il mio secondogenito, che come tutti gli uomini rompono già dalla culla e la sua voracità si misurava in tempi molto, molto stretti. Faccio una piccola digressione, ma è necessaria per tutte coloro che non hanno vissuto la maternità. Non credete alle immagini delle pubblicità!Le madri dei neonati non sono così: hanno le occhiaie, il nervoso da sindrome premestruale, e le tette non sono più strumenti di seduzione, ma contenitori per il latte, tanto che puzziamo di ricotta neppure fossimo appena uscite da un ovile. Ogni due ore i poppanti pretendono di mangiare, anche di notte  e com'è logico la mente va a frasi benedire. Per tornare a me, dato che dormivo poco, macinavo storici su storici. Nobildonne bellissime e felici che non dovevano alzare una piuma, perché erano circondate da un'efficiente servitù. Una notte, forse alla terza poppata, la furia si sveglia e grida come un pazzo perchè la fame lo stava uccidendo.

Ho aperto un occhio e ho sorriso beata girandomi dall'altra parte. Ero tranquilla, tanto sarebbe arrivata la balia per allettarlo...

1 commento:

  1. Meno male che le cover hanno subito un netto cambiamento in meglio. Quelle degli anni '80 sono in-guar-da-bi-li... Hahahaha!

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