sabato 2 maggio 2015

Recensione Jaguarà di Margaret Gaiottina



Titolo: Jaguarà
Autrice: Margaret Gaiottina
Editore: Mamma Editori
Data di pubblicazione: novembre 2013
Ambientazione: Sussex - Stati Uniti d'America
Personaggi: Orlando Saxton e Mary O'Byrne 
Pov: terza persona 
Livello di sensualità: molto alto



Trama: Orlando Saxton ancora non sa che il padre ha assunto per lui un’assistente cieca. Seducente e arrogante chirurgo plastico, l’ultimo rampollo dei Saxton è tanto abituato all’effetto che provoca nelle femmine del suo genere da aver bisogno di diversivi sempre più eccitanti per soddisfarsi. Del resto le donne dissolute che frequenta sono ben liete di offrirgliene. Maya O’Byrne, dal canto suo, abituata a cavarsela mescolando fiducia nel prossimo e istinto per il pericolo, resta spiazzata dal profumo insolito che circonda costantemente il suo nuovo principale: un odore oscuro, di selvaggio e di foresta tropicale. 
Ma l’immaginazione tanto sviluppata in persone come lei, basterà per preparare Maya alla verità? E sopratutto saprà il cuore di Orlando resistere a un candore tanto impavido e letale?



Discussione su Forumfree

Commento: 

Questo è il classico libro che mi getta nell'indecisione: non lo consiglierei, ma non posso dire che non mi sia piaciuto. E' la storia di Maya, una ragazza cieca dall'età di quindici anni, e Orlando, che ci viene presentato come il classico bello, bastardo e dannato.

Personaggi molto ben delineati nelle solo peculiarità: la routine di Maya con il suo handicap, tanto che mi sembrava di brancolare nel buio e orientarmi tramite gli odori, mentre Orlando lo conosciamo per la prima volta in piena azione. E' bello, emana un odore selvaggio, è un depravato e un affermato chirurgo estetico, ricercato da chiunque e che si può permettere di scegliere gli interventi più complicati. Peccato che abbia ventisei anni... 

Lo stile è semplice e scorrevole, ma ho trovato imprecisioni e un uso superficiale della punteggiatura che non mi hanno fatto apprezzare del tutto la lettura, unitamente ad alcune scelte narrative che ho faticato a capire. 

Orlando è vittima di una maledizione, se prova forti emozioni (rabbia e amore, per esempio) e il battito cardiaco aumenta, subisce una trasformazione. All'inizio l'autrice ci dice che Orlando usa il sesso estremo per tenere sotto controllo la metamorfosi e sappiamo che il padre e i fratelli di lui non voglio assolutamente far sapere, com'è ovvio, questa particolarità, anche in maniera abbastanza incongrua ne è al corrente tutto il sex club che frequenta, tanto che si possono trovare commenti su internet.... ma a che serve il sesso se tanto si trasforma comunque? 

E poi ci sono svariati momenti in cui lui soccombe alla maledizione, anche fuori dal contesto sessuale, basta che provi rabbia o una qualunque emozione forte. La storia di Orlando richiama in qualche modo quella del Confratello del Pugnale Nero Rhage, ma resta appunto solo un richiamo, per cui credo proprio che la parte paranormale, a mio avviso, non è stata gestita bene. 

Anche le azioni degli altri personaggi, il padre di Orlando prima di tutti, sono senza fondamento: perché far assumere Maya come segretaria di suo figlio? Se la sua paura è che la ragazza sappia qualcosa del segreto (?) di Orlando, per quale motivo non arriva a usare estremi rimedi? 

Stessa negligenza è stata usata per descrivere il rapporto tra Orlando e Thiago, il fratello minore vittima di un'altra maledizione. E' vero che è uscito in questi giorni il libro a lui dedicato, ma Jaguarà è stato pubblicato nel 2013, e per quanto Thiago fosse già nei pensieri dell'Autrice, in questo romanzo meritava un approfondimento maggiore. 

Il rapporto tra i due protagonisti nasce sotto il segno dell'umiliazione da parte di Orlando, che ha paura di ferire una creatura pura come Maya e di conseguenza scatena tutta la sua cattiveria per allontanarla da sé, salvo poi capitolare... Il loro primo rapporto è, non saprei, affrettato? Deludente? Privo di sensualità? E poi perché vestire abiti settecenteschi? Ho trovato questo passaggio molto raffazzonato, e dire che l'Autrice è stata davvero brava nel descrivere le abitudini sessuali di Orlando... 

La mia opinione è che ci sono buoni spunti per una bella storia, ma ho avuto l'impressione che l'autrice non abbia saputo gestire due generi fusi insieme, l'erotico e il fantasy, e che non sia riusicta ad approfondire alcuni aspetti che invece sarebbero stati importanti. 

Certo con duecento pagine è difficile, non tutti hanno il dono della sintesi, e non so se la lunghezza del libro sia da imputare ad una scelta editoriale, piuttosto che all'autrice. Ma secondo me con una lettura esterna accurata si poteva limare parecchio.

Non ci resta che leggere la storia sul Golden Boy di Sussex, Thiago...


Il mio giudizio è

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