venerdì 8 settembre 2017

Cinema e TV: L'Ospite

Allora, se non lo sapete io sono una di quelle che guarda pochissimi film. Ma pochi pochi e solo di un certo tipo. Rifuggo urlante le commedie - di tutti i tipi - gli horror e i film contemporanei impegnati. Guardo solo film d'azione, fantastici, fantasy (ma per carità diddio non i polpettoni Marvel) e qualche altra roba mista non classificabile.

Insomma sono schizzinosa.
Eppure ogni tanto mi sparo quei film improponibili tratti dai libri e a volte ne sono persino contenta.

Come in questo caso.

Era il lontano 2013 e un po' per caso ho guardato L'Ospite, tratto dal romanzo omonimo di Stephenie Meyer. Non avevo letto il romanzo, non conoscevo la storia ma il film mi era piaciuto.
Lasciamo stare per un secondo che ho visto Max Irons e non ho capito più niente, il film mi era sembrato lineare, interessante e ben fatto.

Arriviamo al 2017, quando ho letto L'Ospite e ne sono rimasta folgorata. L'ho amato. AMATO. E' un libro bellissimo, drammatico, intenso, con un storia meravigliosa e una protagonista che mi ha fatta piangere come una fontana. QUI la recensione.
Chiaramente dovevo rivedere il film.

Quindi eccomi qui, a sbrodolare ancora un po' anche se con una certa compostezza.

Prima di tutto la fatidica domanda: è meglio il libro, o è meglio il film.
Il libro, mille milioni di miliardi di volte. Per le ragioni già esposte.

Wanda/Melanie
Questo però non significa che il film sia brutto, o fatto male, o che abbia stravolto la storia. E' ovvio che oltre 600 pagine di romanzo non possono starci in 125 minuti di film, e che per forza di cose molto è stato tagliato.
Per esempio tutto il periodo di prigionia di Wanda è ridotto ai minimi termini, l'inserimento di Wanda nella comunità non c'è, non c'è nemmeno la parte iniziale dove Wanda capisce che Melanie è forte è viva e dove mette in discussione la sua intera esistenza per seguire il piano di Melanie.

Ci sono, però, le scene più importanti della storia collegate tra loro in modo discreto: ad esempio l'ossessione della Cercatrice, la fuga di Wanda e i ricordi di Melanie, l'insediamento degli umani, Jared e la sua distanza iniziale, Kyle che tenta di uccidere Melanie, Jamie che si ammala, e persino la scena finale di Wanda che viene impiantata in un altro corpo.

Insomma, l'essenziale c'è, ma essendo così frammentato e riassunto ha perso tutta la drammaticità del romanzo, la forza delle emozioni si perde un po' per strada e le scene di sbaciucchiamenti sono troppo smielate per i miei gusti.

Ian
C'è da dire, però, che il cast è stato scelto bene:

Saoirse Ronan: Melanie Stryder/Viandante/Wanda
Jake Abel: Ian O'Shea
Max Irons: Jared Howe
Diane Kruger: Terra, la cercatrice
Chandler Canterbury: Jamie Stryder
Boyd Holbrook: Kyle O'Shea
Frances Fisher: Maggie Stryder
Marcus Lyle Brown: guaritore Fords
Scott Lawrence: Doc
Lee Hardee: Aaron
Mustafa Harris: Brandt
William Hurt: Jeb Stryder
Stephen Rider: cercatore Reed
Emily Browning: viandante/Wanda

William Hurt è il Jeb che mi ero immaginata durante la lettura, ed è estremamente fedele al personaggio del romanzo. Jamie, il fratellino di Melanie, nel film rimane bambino quando nel romanzo nel periodo di lontananza diventa un adolescente.
Jared

Sulla scelta di Jared posso solo sbavare: a me Max Irons piace tanto perciò lo promuovo in automatico. A differenza del personaggio del romanzo, che si meritava un sacco di schiaffoni, quello del film suscita meno fastidio perché la maggior parte delle scene in cui scatena il suo odio su Wanda sono state tagliate.

Ian, invece, che nel romanzo viene descritto come bello con capelli neri nel film è così così dal punto di vista fisico. Poi, per carità, per quello che deve fare nelle sue scene va benissimo solo che a me è sembrato un po' slavato e anonimo.

Sulla mia preferita Wanda non so che dire. Avendo visto il film e poi letto il libro ho sovrapposto le due versioni e quindi non ho fatto troppo caso all'aspetto fisico di Saoirse, anche se tutto sommato secondo me è stata brava.
Wanda nel finale
La versione finale di Wanda, Emily Browning, mi ha fatto impressione: le lenti a contatto su di lei erano orrende, sembrava che i bulbi oculari le stessero per schizzare fuori dalle orbite.
Gli altri personaggi sono solo di passaggio, tranne la Cacciatrice che è la strafiga Diane Kruger e vabé lei gioca su un altro livello.

Non sono sicura di aver gradito il tocco futuristico delle macchine cromate. Onestamente avrei preferito un mondo non modificato, uguale identico al nostro senza macchinari simil-alieni perché alla fine sembravano delle macchinine giocattolo.
Il resto invece è proprio uguale preciso all'ambientazione del libro, persino la grotta dove si trova l'insediamento di Jeb è stata riprodotta in modo fedele con il suo campo di grano, le pozze d'acqua e le stanze ricavate dalla roccia. Su questo aspetto non ho lamentele.

Alla fine è chiaro che un romanzo è sempre più ricco e complesso ma, per una volta, la sua trasposizione in film non ha stravolto la storia o i personaggi, e ha saputo riproporre la trama in modo diluito ma coerente e fedele.
Lo promuovo? Sì, è stata una visione interessante, divertente, e nonostante le due ore vola via che è un piacere. Il target non è proprio da adulti, è una versione meno adrenalinica di Divergent, per intenderci, stesso target, stesso linguaggio, stessi sentimenti ma con un tocco più leggero e discreto.

Vi saluto e al prossimo film!

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