venerdì 30 giugno 2017

Recensione Il Principe Prigioniero di C.S. Pacat (Serie Captive Prince #1)


Titolo: Il Principe Prigioniero
Serie: Captive Prince #1
Autrice: C.S. Pacat
Editore: Triskell
Data di uscita: 30 Giugno 2017
Genere:MM Storico Fantastico
Narrazione: Terza Persona

Trama: Damen è un guerriero e un eroe per il suo popolo, nonché il legittimo erede al trono di Akielos. Ma quando il fratellastro si impadronisce del potere, Damen viene catturato, privato del suo nome e spedito a servire il principe di una nazione nemica come schiavo di piacere.
Bellissimo, manipolatore e pericoloso, il suo nuovo padrone, il principe Laurent di Vere, rappresenta tutto il peggio della corte di quel paese. Ma all'interno di quella letale ragnatela politica niente è come sembra, e quando Damen si trova, suo malgrado, invischiato nelle macchinazioni per il raggiungimento del potere, è costretto a collaborare con Laurent per sopravvivere e salvare la sua casa.
Per il giovane condottiero, a quel punto vige una sola regola: non rivelare mai, in nessun caso, la propria identità, perché l’uomo da cui dipende è anche colui che, più di chiunque altro, ha motivo di odiarlo…

Recensione di Alexandria:

C’era una volta una nazione chiamata Akielos, governata da un re circondato da una corte di nobili. I nobili della corte di Akielos godevano dei servigi di un folto stuolo di servi di piacere. Servire i nobili per loro era un’arte e una ragione di vita. Essi offrivano sottomissione e in cambio i nobili li onoravano.

Il sovrano di Akielos era Castor che era stato un bastardo. Ma nessuno sapeva che, per diventare re, il principe Castor, con l’aiuto dell’amante Jocasta, aveva fatto in modo che il fratellastro e legittimo erede al trono Damianos, che tutti pensano morto, finisse per diventare il prestigioso dono di Akielos al principe di Vere, la nazione nemica per eccellenza, con cui aveva appena stretto accordi di pace molto delicati dopo una sanguinosa guerra per i confini.
Non un dono qualunque: il Principe Damianos era morto e Damen era diventato uno schiavo di piacere.
Muscoloso e imponente, non indossava i finti ferri che adornavano i giovani nella galleria: i suoi ceppi erano veri. Aveva i polsi bloccati dietro la schiena e le sue gambe e il torso erano stretti da robuste corde. Nonostante ciò, la sua forza fisica sembrava a malapena contenuta. Gli occhi neri fiammeggiavano furiosi da sopra il bavaglio e un esame attento rivelava, sotto gli spessi legacci, i segni rossi delle escoriazioni che si era inflitto nel tentativo di liberarsi.
Tradito dal fratello, Damen finisce nell’unico posto in cui sarebbe stato trattato peggio come Principe che come schiavo. Perchè il bellissimo Laurent, Principe di Vere, odia Damen.

Non c’era, a Vere, uomo o donna che non avesse sentito il nome di Damianos, l’assassino del principe, l’assassino di Auguste, l’amato fratello maggiore di Laurent.

Il suo aspetto catturò subito l’attenzione di Damen. Aveva capelli biondi, occhi azzurri e un incarnato niveo. Gli abiti severi e pieni di lacci che lo fasciavano erano di un blu scuro che mal si addiceva alla delicatezza dei suoi colori e che si scontrava con lo stile carico della stanza. Diversamente dagli altri cortigiani, non indossava gioielli, neppure un anello.
Quando gli si avvicinò, Damen notò che l’espressione di quel viso altrimenti perfetto era arrogante e sgradevole. Conosceva i tipi come lui: narcisi ed egoisti, cresciuti nell’esaltazione del proprio valore e propensi a esercitare sugli altri tirannie meschine. Individui corrotti e viziati, per farla breve.
«Corre voce che il re di Akielos mi abbia mandato un regalo,» disse a quel punto Laurent, il principe di Vere.

Uno schiavo con lo stesso nome del defunto principe Damianos. Che ironia!

Ecco dove era finito Damen, a Vere, voluttuosa e decadente, il paese in cui il veleno aveva la dolcezza del miele. Ecco perché era importante che in quella corte tutti lo credessero uno schiavo e tutti continuassero a ignorare la sua identità.
Perchè Damen era il dono per Laurent, diabolico e manipolatore, un nido di scorpioni sotto sembianze umane, un serpente velenoso.

Presto Damen si rende conto di quanto i costumi di Vere siano diversi da quelli di Akielos, di quanto la sua corte sia dissoluta, dedita alla depravazione e all’immoralità.

Damen sentì una stretta allo stomaco e riportò lo sguardo sugli spalti. Non ospitavano solo cortigiani: in mezzo ai sobri gentiluomini e alle eleganti dame, facevano capolino creature esotiche vestite di sete colorate che lasciavano intravedere generose porzioni di pelle, i visi bellissimi imbrattati di pittura.
[ … ] Era come se i cortigiani esibissero la loro ricchezza attraverso i prediletti, alla stregua di un nobile che ricopre di gioielli una già pretenziosa amante.
E in tutta questa depravazione era persino normale che un ragazzino di quattordici anni fosse il prediletto di qualche gentiluomo, e per prediletto si intende proprio amante.

Sì, perché a Vere tra la nobiltà era proibito avere una relazione con persone del sesso opposto quando c’era di mezzo l’illegittimità. Così le predilette servivano le dame, i prediletti servivano i signori.
E come si divertiva la corte di Vere? Assistendo a spettacoli in cui la lotta finiva in uno stupro. Il vincitore stuprava il perdente. La corte si riuniva per guardare fornicare gli schiavi in un’atmosfera orgiastica e viziosa.

Damen è il prediletto di Laurent, ma fin da subito gli è chiaro che questa condizione non gli porta alcun vantaggio. È tenuto legato, costretto a subire le angherie di Laurent che sembra godere nel vederlo piegato, schiacciato dalla suola del suo stivale, privato della dignità, considerato un oggetto, alla stregua di un cane, portato al guinzaglio con una catena d’oro al collo, vittima di trame e complotti di corte di cui Damen è un attore indifeso e Laurent il regista sadico.


Il comportamento di Laurent è sempre nobilmente distaccato, freddo, gelido. Di lui dicono che non conceda favori ai propri prediletti, che il sesso non gli interessi, che sia frigido. La bocca di Laurent è sarcastica, impertinente, micidiale. Il Principe è calcolatore, astuto, doppiogiochista, infame.

È un diavolo travestito da angelo biondo, i cui occhi azzurri incantano ma solo per toglierti l’anima.
Laurent poteva anche parlare come se fosse cresciuto in un bordello, ma la sua mente era degna di un cortigiano della sua schiatta, abituato all’inganno e al doppio gioco. E i suoi meschini intrighi potevano rivelarsi molto pericolosi per qualcuno che era completamente alla sua mercé, come nel suo caso.
A Laurent interessa una cosa sola: distruggere Damen, anche contro la volontà dello zio, il Reggente di Vere, il quale è preoccupato che il dono del re Castor non venga apprezzato adeguatamente dal nipote che mostra completo disinteresse per la politica di Vere e la difesa dei suoi confini, tanto da rifiutare di partire con un contingente per una missione nella regione del Delfeur.

Nella sua situazione, Damen non può fare altro che aspettare. Aspettare l’occasione propizia per fuggire da Palazzo, trovare un modo per liberarsi da quelle catene che lo tengono ancorato al Principe, resistere alle umiliazioni finché la sorte non gli sarà di nuovo amica. E nel frattempo osservare Laurent, la bellezza del suo corpo, il ghiaccio dei suoi occhi, l’odio che li tiene avvinti, tenergli testa fino a essere frustato quasi a morte.
 
«Come ti chiami, tesorino?» chiese Laurent, non senza una certa crudeltà nella voce. La risposta gli uscì dalle labbra d’impulso.«Parlo la vostra lingua meglio di quanto voi parliate la mia, tesorino.»
«Sono una persona a modo. Prima di violentare qualcuno mi assicuro che almeno abbia cambiato voce».
«Io ho già cambiato voce. Era l’unica condizione, o sbaglio?»
«Il barbaro non scopa i ragazzini, preferisce aspettare che crescano così da poterli infilzare con la spada anziché col suo cazzo.»
«C’è qualcuno in questa corte che non mi sia nemico?» 
«Non se posso impedirlo.»

Questo odio viscerale di Laurent per Damen nasconde qualcosa, come anche il suo tenersi alla larga dai sollazzi tipici della sua corte. E anche il suo rapporto con lo zio Reggente non è semplice da collocare. Sembra che al posto del cuore, Laurent abbia un contenitore pieno di veleno. Tuttavia, qualcosa lega lui al suo prediletto.
Risposte pericolose, rifiuti che possono costargli la vita. O salvargliela.

Leggendo questo libro ho avuto la netta impressione di essere finita dentro a un puzzle le cui tessere sono tutte sparpagliate, alcune invertite, altre capovolte. Ci sono, le vedo, ma non posso collocarle perché l’autrice non me lo permette: non è il loro momento. “Ascolta, ricorda e aspetta”, mi sento sussurrare dalla Pacat all’orecchio.

Molte frasi sono un indizio, qualcosa che il lettore deve stare attento a cogliere, perché dietro a una parola detta in un determinato momento e a un determinato personaggio si cela la risposta che indica il punto esatto in cui inserire la tessera del puzzle. E quando vedi che si incastra perfettamente tra le altre, la soddisfazione è così grande che vuoi quasi gridare di gioia.
Forse da queste mie parole si è capito quanto abbia amato questo libro, quanto abbia aspettato che Il Principe Prigioniero arrivasse in Italia, che ci fosse una CE che si impegnasse a portare la saga della Pacat anche da noi. Ebbene, tanto di cappello alla Triskell per averlo fatto, e per il lavoro magistrale che ha portato a termine.

Inoltre, ciò che vorrei che fosse percepito è che, sebbene Il Principe Prigioniero sia un MM, non è questa la sua caratteristica principale, quindi chi non pensa di leggerlo per questo motivo si perde una storia fitta di intrighi, macchinazioni, drammi, e sì anche sesso, seppure raccontato in modo così lieve che tutto è affidato all’immaginazione del lettore.

Io sono notoriamente una lettrice malvagia. Difficilmente regalo stelle e questo libro ne merita assolutamente 5, al di là che sia un MM, perchè davvero È MOLTO DI PIU'.
Ho letto la versione inglese e posso assicurare che la traduzione è egregia, elegante e assolutamente curata. Ha reso giustizia allo stile della Pacat che nei dialoghi tra i personaggi è incisiva e nelle descrizioni molto rappresentativa.
Scritto bene. Tradotto bene. Originale. Personaggi fantastici. Ottimo world building.
La tensione sessuale tra i due personaggi principali è impareggiabile, roba da fare attorcigliare le budella (o scoppiare le ovaie!). Un esempio?

L’aria afosa dei bagni non faceva che rendere l’atmosfera ancora più sensuale e, suo malgrado, Damen sentì qualcosa irrigidirsi tra le gambe.Ci fu un cambiamento tra di loro; il suo desiderio all’improvviso divenne qualcosa di tangibile nella compatta umidità della stanza.
«Non essere insolente,» disse freddo Laurent.
«Troppo tardi, tesorino,» ribatté lui.
Laurent si voltò e con quieta precisione caricò un manrovescio che avrebbe potuto spaccargli il labbro tanto era forte, ma Damen ne aveva abbastanza di essere colpito e gli afferrò il polso prima che lo schiaffo lo raggiungesse.
Rimasero immobili per qualche secondo. Damen abbassò lo sguardo sul viso dell’altro, sulla sua pelle leggermente arrossata dal calore, sulle punte umide dei capelli biondi e, sotto le ciglia dorate, sui gelidi occhi blu. Quando Laurent cercò di divincolarsi, serrò più forte la presa.

Nel mio enorme sadismo, non vi dirò come finisce questa scena. Sì, sono stata contagiata da Laurent, che è il personaggio che in assoluto amo di più.
Perchè è complicato e a me piacciono i misteri intricati.

Se con questa recensione sono riuscita a incuriosirvi solo un pochino, avrò raggiunto il mio obbiettivo: far conoscere questa saga che, a mio parere, merita davvero.

Come ho già detto, il problema è che spesso ci si ferma al fatto che sia un MM, e mi rendo anche conto che l'ambientazione particolare, la corte di Vere con i suoi usi e costumi lussuriosi, a primo acchito faccia pensare che Il Principe Prigioniero sia una sorta di Cinquanta Sfumature MM.
NON E' COSI'.

Ho letto l'intera trilogia e questo primo libro non è che la punta di un iceberg che si scontrerà con il lettore nei seguiti, riducendolo in una poltiglia incredula e tremante, perché gli intrighi di corte, le macchinazioni, i giochi di potere, le vendette, i risentimenti e i sentimenti calpestati, usati, venduti e svenduti, provati dai protagonisti lo getteranno nel più profondo disagio.
E Laurent e Damen sono fenomenali.
Seriamente, non dare un'opportunità a questo libro solo perché è MM è da idioti, soprattutto se si ama il genere fantasy, stile GoT e Il dardo e la rosa, a cui per certi versi  posso associare la saga della Pacat.
Credo che se non sono riuscita io a convincervi che Il Principe Prigioniero merita di essere letto, non ci riuscirà nessuno.

N.B. Alcune delle immagini sono tratte dall'opera Captive Prince con le illustrazioni di Chinhatsu Kurahana edita solo in Giappone.

Cinque stelle

7 commenti:

  1. Se non avessi già letto questo libro dopo la tua recensione lo farei.
    E' davvero un libro che merita, una serie che merita, ed è stato bello leggere gli altri due... XD
    Ma soprattutto, vogliamo quel cavolo di manga possibilmente non in giapponese. Dobbiamo vedere.

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    1. Tesorinooooooo!La mia DamenA!
      Sono la tua LaurentA :3
      Spargeremo disagio fino alla fine dei nostri giorni. Lamen forevah!

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  2. Beh, sai già che l'ho adorato e che non vedo l'ora di leggere i seguiti, ma concordo con Fede che se non lo avessi già letto, dopo la tua recensione lo farei!

    P.S. non è un manga u.u E' un romanzo illustrato, tipo novel u.u

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    1. La mia fonte era GoodReads e non specificava si trattasse di una Light Novel,ma approfondendo su altri siti ho visto che parlavano di BL novel. In effetti potrebbe essere, dato che i disegni reperibili non sono molti e quindi sarebbero in linea con una versione Light.
      Appena leggi i seguiti dobbiamo per forza parlarne e sclerare insieme! Non vedo l'ora anche io.

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  3. Davvero una bellissima recensione, l'ho apprezzata molto! Io amo questo libro da tantissimi anni e vedere quanto stia piacendo e quanto altre persone abbiano colto le cose che amo anche io mi emoziona un po', e si nota dalle tue parole, che attirano proprio! Ho condiviso la tua recensione anche nel nostro gruppo dedicato: https://www.facebook.com/groups/635822206598742/ - Se ti fa piacere sei la benvenuta :*

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    1. Grazie, Raffie!La mia idea era proprio quella di suscitare l'interesse verso CP che io ritengo davvero una serie di valore. Leggo MM e sono una patita di yaoi, ma se anche non apprezzassi il BL non potrei mai non consigliare Captive Prince. Cercami su FB, mi farebbe piacere averti tra le amicizie. E grazie per l'invito a entrare nel gruppo,arrivo di corsa!

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    2. E ci sei riuscita alla grande! <3 non potevi trasmettere meglio quello che è davvero, io non trovo mai le parole XD
      volentieri, ora poi arrivo anche lì :D e benvenuta nel gruppo!

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