giovedì 11 maggio 2017

Recensione Ignite Me di Tahereh Mafi (Serie Shatter Me #3)



TitoloIgnite Me
AutriceTahereh Mafi
Serie: Shatter Me #3
Data uscita: 11 maggio 2017
Editore: Rizzoli
Genere: Distopico, new adult
Narrazione: terza persona, pov femminile
Livello di sensualità: medio

Trama: Niente sarà più come prima. Non si sa che fine abbia fatto il Punto Omega. Tutti i compagni di Juliette potrebbero essere morti. Forse la guerra è finita ancora prima di cominciare. Juliette comunque non si arrende: affronterà la Restaurazione. Se vuole sopravvivere, deve sconfiggerla. Ma per abbattere la Restaurazione e l'uomo che l'ha quasi uccisa, le servirà l'aiuto di qualcuno che non avrebbe mai pensato di avere al suo fianco: Warner. E mentre si preparano insieme ad affrontare il loro nemico comune, Juliette scoprirà che tutte le sue certezze - su Warner, sui propri poteri, e perfino su Adam - erano sbagliate.

Recensione di Alexandria: 
Quando ho letto Shatter me in Italia era ancora Schegge di me e la saga di Tahereh Mafi sembrava dover restare inconclusa dalle nostre parti. Ma io mi ero innamorata di Juliette & Co e quindi avevo deciso di leggere gli altri libri in lingua.
Quando sono arrivata a Ignite me, l’amore per questa saga si è centuplicata e la mia passione per Warner e Kenji è diventata illimitatamente disagiata.

Sono molto contenta che alla fine la CE abbia pubblicato, sebbene dopo anni, sia Unravel me che Ignite me, anche se ho un enorme rimpianto per le novelle, di cui ho deciso di parlare brevemente in questo post, sebbene in Italia non siano state pubblicate, perché sono fondamentali per capire i rapporti tra i personaggi, in particolare il triangolo Warner-Juliette- Adam, prima di arrivare a Ignite me.

Le novelle Destroy me e Fracture me, pubblicate insieme in Unite me, si collocano rispettivamente dopo Shatter me e dopo Unravel me.
La prima novella è PoV Warner e la seconda PoV Adam. Sono uno spaccato dell'animo e dei pensieri dei due protagonisti maschili, contesi tra la guerra e l'amore per Juliette.

Ignite me è il capitolo conclusivo della saga, per me il più emozionante, quello in cui tutti i nodi vengono al pettine e che raccoglie quanto la Mafi ha seminato in tutti i libri precedenti, novelle comprese.

Il libro si apre dopo la battaglia che ha visto la distruzione dell'Omega Point da parte dell'esercito del Supremo. Juliette si ritrova nel letto di Warner nel quartier generale del Settore 45. Credeva di essere morta e invece è viva. Perché Warner, il figlio del Supremo, il Comandante del Settore 45, l'ha salvata.

Juliette.
Ignite me è per lei un viaggio dentro se stessa alla scoperta dei suoi sentimenti per Adam, per Warner e per sé stessa. 
È il racconto del cambiamento di questa ragazza che capisce di non essere un mostro, di non esserlo mai stata
È il racconto di come l'apparenza inganni, di come l'odio per qualcuno possa trasformarsi in comprensione e consapevolezza.

Warner.
Warner è stata la mia cantonata più grossa in assoluto. Mai come con lui mi sono sbagliata nel giudicare un personaggio. Il che mi ha completamente spiazzato.
In Shatter me l'ho odiato. Per quello che ha fatto a Juliette, per quello che ha fatto ad Adam. 
In Destroy me ho scoperto che aveva un cuore che batte, che era dotato di una dolcezza dei sentimenti incredibile, tanto da fargli provare pena per un cucciolo che sente freddo. Non era quel mostro che credevo che fosse.
In Unravel me mi ha confuso ancora di più. In Ignite me mi ha definitivamente conquistata.

Warner è tagliente, ironico, schietto, freddo, un grandissimo bastardo, ma è anche dolce, passionale, giusto e sensibile. Warner è uno dei personaggi più belli che io abbia mai incontrato.
Lui è quello che è e non vuole che Juliette lo cambi, non vuole che lo ripari. In tutta la saga Warner e Adam resteranno fedeli a se stessi, il primo determinato a considerare Juliette un miracolo, capace di cambiare le sorti del loro destino, il secondo incapace di vedere in lei qualcos'altro oltre alla fragile ragazza bisognosa di essere protetta. 
Warner, you destroy me!

Juliette, invece, è quella che cambia. Capisce che il suo dono non è una disgrazia ma che è potere. Potere che può usare per il bene, per una giusta causa. Nel momento in cui capisce di aver passato anni reclusa in un manicomio, imprigionata tra quattro mura da cui sarebbe potuta fuggire in qualsiasi momento, se solo non si fosse pianta addosso e si fosse messa a indagare sulle sue reali capacità, capisce anche che è più forte di chiunque altro al mondo e che è l'unica che può abbattere il regime del Supremo.
Ciò che capisce, inoltre, è anche il fatto che non può stare con Adam per "default", cioè solo perché lui sembra essere l'unico in grado di toccarla, insieme a Warner. E nemmeno Warner è ciò che può avere. Anche se sa che prova qualcosa di molto forte per lui.

E questo ci porta ad Adam. L'altra mia cantonata madornale. Apparentemente così uguale a Warner ma allo stesso tempo così diverso. Il modo in cui considerano Juliette è ciò che li differenzia.
Warner è convinto che lei sia un miracolo, una forza della natura che vada spronata e incoraggiata a essere se stessa. La sua forza è il suo orgoglio.
Adam pensa che sia solo una ragazza bisognosa di essere protetta e lui è quello che si è assunto tale compito. La guerra e la voglia di ribellione di Juliette non hanno senso per lui. L'unica cosa che conta è James e la sua salvezza. A discapito di tutto. A discapito di Juliette.
Adam, you fracture me!

Lo stile della Mafi è molto asciutto, una prima persona con periodi molto brevi e dialoghi molto stringati. Ciò rende il libro molto vivo e tiene alta l'attenzione del lettore. I personaggi di Juliette, Warner, Adam e Kenji sono i più riusciti.

Kenji l'ho amato tanto quanto Warner, con le sue battute dissacranti e il suo slang che spesso, leggendo in originale, mi ha fatto mettere le mani ai capelli.
Grazie a lui adesso conosco espressioni che non avrei mai potuto usare in un discorso comune, come "farfallina" per le parti intime di una ragazza. 
Kenji, holy shit, you are the Best! ;)
Ma Warner resta senza dubbio il mio preferito. Sentire lui dire "Tesoro" equivale a liquefarsi guardando le proprie ossa che si sciolgono sul pavimento.

Leggete Ignite me. Amate Warner e Kenji e scoprite perché Shatter me è nella top five dei distopici che preferisco.



Cinque stelle

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6 commenti:

  1. Questa è una serie fantastica, come sai l'ho amata e mi hai assistita durante la discesa nel baratro del disagio WARNER. E così, per dire eh, a me Adam non è mai piaciuto, Warner sì, da subito, anche se in Shatter era "discutibile".
    Tutti dovrebbero leggere questa serie! TUTTI!!!
    (Prima o poi dovrai farmi sapere la tua top five e top ten dei distopici.. anche se forse potrei immaginarla da sola...)

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    1. Top five? Considerali tutti allo stesso livello di gradimento. Hunger Games, Red Rising, Legend, Shatter me, An ember in the ashes. Battle Royale fuori lista. Quello è inarrivabile.

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  2. Oddio condivido tutto quello che hai scritto! Anche se io ho amato Warner dalla sua prima apparizione! Finalmente un personaggio che non fa finta di essere migliore, che è ciò che è e lo accetta! Anche secondo me Juliette stava con Adam perché era l'unico che poteva toccare, se c'era un altro al suo posto sarebbe stato uguale! Adam non conosce la vera Juliette, pensa solo a proteggerla, la vede solo così... Si è capito che amo Aaron vero? #teamwarnerforever

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    1. Si è capito e ti faccio compagnia! Warner assolutamente! Non vedo l'ora di ritrovarlo in Restore me ;)

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  3. *_* Non vedo l'ora di leggerlo! Anch'io avevo preso la cantonata del secolo con Warner nel primo. Ma già dalla prima novella... Addio. È stato amore. Juliette per il momento non è tra le mie protagoniste preferite, ma sono contenta che nel terzo finalmente prenda coscienza di sé. Spero che con la traduzione (a parte quel me ne dispiaccio di cui abbiamo parlato) sia all'altezza.

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    1. Alice, della traduzione mi dirai tu. Non lo rileggerò in italiano. Devo dire che amo molto lo stile della Mafi in originale. L'inglese è perfetto per lo stile stringato che usa. No, nemmeno Juliette è tra le mie protagoniste preferite, ma calcola che io amo di più i personaggi maschili. Direi che per ora nessuna batte June di Legend.

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