giovedì 2 febbraio 2017

Recensione Losing it di Cora Carmack


Titolo: LOSING IT Credevo che il cielo fosse azzurro
Autrice: Cora Carmack
Serie: Losing It #1
Editore: Edizioni Anordest
Data di pubblicazione: 12 dicembre 2013
Genere: Contemprary romance, new adult
Narrazione: prima persona, pov femminile
Livello di sensualità: medio

Trama: Bliss Edwards ha 22 anni ed è ad un semestre dalla laurea. E' anche ancora vergine. Non è esattamente un problema per lei però è stanca di essere l'unica rimasta vergine tra le sue amiche. Il modo migliore per risolvere il "problema" e non pensarci più è perderla nel modo più semplice e veloce possibile, in una storia di una notte. Ma il suo piano si rivela essere tutt'altro che semplice. Infatti, spaventata, lascia un ragazzo stupendo solo e nudo nel suo letto con una scusa che nessuno con mezzo cervello ci avrebbe mai creduto. E come se questo non fosse stato già abbastanza imbarazzante, il giorno dopo in classe, riconosce il suo professore di teatro.  Infatti l'aveva lasciato nudo nel suo letto solo otto ore prima…

Recensione di Nena:
Quando un libro avvicina due tematiche che mi piacciono così tanto ho sempre un po’ paura. Mi sono avvicinata al mondo del teatro grazie alle scuole superiori: spettacoli gratuiti per gli studenti, corsi di teatro, conferenze con gli attori… Insomma, è un mondo che ormai fa parte del mio. E guai a chi lo tocca. O a chi lo tratta nel modo sbagliato. E l’avreste mai detto dalla trama che questo libro è completamente concentrato sulla carriera attoriale della ragazza? Be, io no. E peccato, peccato davvero, perché ci sarei andata molto più cauta.

Dall’altra parte troviamo la realtà universitaria: lezioni, scegliere il proprio futuro, feste, incontri con i professori, feste, andare a letto col professore, fes… Aspetta, che?!
Insomma, in perfetto stile americano, la nostra cara Bliss, ora che la vita le si dispiega davanti, ora che il futuro le si avvicina, ha solo questo in mente: “Mannaggia a me, sono ancora vergine!”.
Non fraintendetemi, nulla in contrario, è un buon punto di partenza, offre tante possibilità alla storia, ma: ragazza mia, hai 22 anni, ti stai costruendo una vita, davvero questo è il primo pensiero che ti sveglia la mattina? E il peggio è che come personaggio riesce pure a convincerti che la cosa sia davvero importante! 

Tralasciando il mio disappunto sul peso dato all’argomento, passiamo alle cose interessanti. Apparentemente sono quattro i personaggi che meritano una reale attenzione all’interno del libro. Sottolineo l’apparentemente, perché a mio parere di uno potevamo benissimo fare a meno. Ma un passo alla volta!

Parlavamo di Bliss, la nostra protagonista, aspirante attrice convinta. Il libro è completamente incentrato sulla sua passione per il teatro e sui suoi sforzi per entrare a far parte di quello splendido mondo. Il suo sogno è quello di calcare i palchi in giro per l’America e, si spera, finire a Broadway. La scelta alternativa è la parte diciamo più economica della faccenda (ma non ci freghi, cara Bliss! Noi lo sappiamo già che tu in realtà vuoi recitare!) Le premesse sono buonissime, lei si impegna come non mai e ha talento, non si può negare! Peccato che quel piccolo pensiero fisso a cui accennavamo prima (ebbene si, in realtà è rilevante) rischia di farle rovinare tutto. L’avete già letto nella trama: quando sta per… come possiamo dire... “concludere” con lo splendido ragazzo incontrato nel bar, si inventa una scusa assolutamente incredibile per farlo uscire di casa (Scusa, sono le 2 di notte ma devo andare a prendere il mio gatto al pronto soccorso veterinario! E la cosa divertente è che un gatto nemmeno ce l’ho!) e il giorno dopo, sorpresona! Il ragazzo (e diamogli un nome, poverino!) Garrick, è il nuovo professore del corso di recitazione. Lascio immaginare a voi le conseguenze.
Prima il panico totale, poi la scelta più ovvia: i due cercano di chiarire velocemente la questione e concordano che la cosa migliore sia fare finta che nulla sia mai successo. Purtroppo (macché purtroppo, per fortuna!) l'attrazione reciproca è innegabile e alla fine i due cedono.

La storia viene tenuta segreta il più a lungo possibile, e riescono a godersela solo a casa di Bliss. Ed è proprio questo che ci apre uno spiraglio per parlare di Garrick, a parer mio il personaggio meglio costruito di tutta la storia. Gli unici momenti in cui riusciamo a vederlo davvero sono quelli che passa con Bliss. E voi direte “Ovvio! Il libro è scritto dal punto di vista di Bliss”, ed è vero, un punto a voi, ma è anche vero che Bliss ci confonde e soprattutto ci convince con il suo punto di vista, vi dico io! Quando lei lo osserva in ambiente accademico i suoi pensieri sono tutti sulla scia del “ommioddio quanto vorrei averlo ma non posso, a lui di me non interessa niente” mentre noi vediamo benissimo che lui vuole lei quanto lei vuole lui (scusate la complicatezza, ma mi lascio trascinare dall’entusiasmo!).

Quando sono insieme invece è tutto un altro mondo; Garrick è l’uomo perfetto, è gentile ma lascia a Bliss i suoi spazi, le dà consigli ma capisce quando è il momento di stare zitto e, soprattutto, è presente. In lui riusciamo a percepire quella bella profondità che rischiava di rimanere schiacciata da un punto di vista così fortemente soggettivo. Di questo alla Cormack bisogna rendere atto: è riuscita a creare un personaggio completo e credibile senza farci capire fino alla fine cosa pensa davvero. Attraverso di lui si riesce a percepire anche Bliss come un personaggio reale e ben fondato. Non starò qui ad indagare sulle varie vicende che li coinvolgono, anche perché vi toglierei il piacere di leggere il libro, ma la coppia, devo ammetterlo, è davvero ben costruita. E comunque, tranquille, la loro storia non è uno di quei drammoni strappacuore. Soprattutto perché in certi momenti (soprattutto in quelli più hot) Bliss vi tirerà di quelle uscite che vi lasceranno con le lacrime agli occhi.

Ora, gli altri due personaggi che meritano un accenno (molto veloce, tranquille).
Kelsey (oh perché? PERCHÉ?è la migliore amica di Bliss e ovviamente la prima e più acerrima nemica della verginità! La trascina da una festa all’altra e la convince a lasciarsi un po’ andare. Non vogliatemene, come personaggio non è poi così male. Il punto è che ci viene presentata come l’amica di una vita, ma poi salta fuori che Bliss non si fida abbastanza per dirle che la sua notte di fuoco in realtà così calda poi non è stata o per parlare della relazione col professore... insomma, mi sarebbe piaciuto di più vivere la loro amicizia, che non solo leggerne qualcosa. Per come è rimasta, poteva semplicemente rimanere un’innocua compagna di corso (e smetterla di fare della verginità una questione di vita o di morte).

E alla fine eccolo: Cade. Povero cucciolo. È il personaggio che mi ha fatto più tenerezza di tutti quelli incontrati. Ben costruito, ma come ogni uomo che si rispetti non ci vede molto in questioni d’amore e si prende proprio una bella scottata quando capisce che Bliss altro non vuole essere che la sua migliore amica. Sarà lui il protagonista del secondo capitolo della serie, e, sinceramente, non vedo l’ora di leggerlo, perché, anche se non gli viene lasciato molto spazio, ha attirato su di sé tutte le mie simpatie.

Insomma, alla fine di questo estenuante monologo, tiriamo un po’ le fila e lasciamo da parte il mio più volte sottolineato disappunto per il punto di partenza frivolo.
In realtà la storia coinvolge, ci sono momenti così divertenti che la risata spontanea è assicurata e i momenti più problematici (dal punto di vista amoroso) sono tenuti abbastanza bene. Alcuni momenti sono tirati un po’ troppo per le lunghe, ma sono compensati dalla spigliatezza della narrazione. 
Non so se l’avete notato, ma sono in difficoltà. Uno pari palla al centro. 
Facciamo così: io do tre stelle e voi lo leggete, così in caso poi mi aiutate a scegliere meglio!

Tre stelle

1 commento:

  1. ciao, avevo letto questo libro appena uscito. Ho guardato il voto che gli ho dato ed è uguale al tuo, ma sai che non ricordo più quasi nulla? Non mi ha lasciato un ricordo, né positivo né negativo, speravo meglio

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