giovedì 5 gennaio 2017

Recensione Capitan Swing di Nina Pennacchi


Titolo: Capitan Swing
Autrice: Nina Pennacchi
Editore: Self publishing
Data di pubblicazione: 7 Agosto 2013
Genere: romance storico
Narrazione: terza persona
Livello di sensualità: medio-alto

Trama: Tisbury, 1830. Chi è Capitan Swing, misterioso eroe che guida la rivolta dei contadini nelle campagne inglesi? Chiamato a riportare l’ordine in Wiltshire, il comandante Adam Cartwright non ha dubbi: Swing è nemico della legge, e come tale suo nemico...

Capitan Swing mantiene sempre le sue promesse. E quando giura a Rebecca Arlington che dopo la rivolta la porterà via con sé, ha tutte le intenzioni di farlo. Rebecca aspetta da anni quel momento, e niente e nessuno potrà impedirle di fuggire con lui... niente e nessuno, tranne il comandante dei dragoni arrivato a Tisbury proprio per arrestare il suo capitano.

Recensione di Alice:
Ho questo libro nel reader da parecchio tempo, ma aspettavo il momento giusto per leggerlo. Nina Pennacchi mi aveva già sconvolta una volta, con il suo Lemonade, e non sapevo se sarei mai stata pronta per ripetere l'avventura, perché al nome di questa autrice ho associato la sensazione della sofferenza, dell'acido nello stomaco e dei nervi a pezzi. Così ero uscita dalla lettura di Lemonade e ancora oggi se ripenso a quel libro sto male. Lo consiglio? Solo se vi piace soffrire.

Qualche giorno fa, dopo l'ennesimo contemporaneo che non mi aveva emozionata di una vigola (Ti amo per caso di Brittainy C. Charry, ve ne parlerò presto), avevo il bisogno fisiologico di qualcosa di radicalmente diverso. Subito ho pensato a uno storico, visto che quest'anno ne ho letti davvero pochi, e scorrendo i titoli che ho nel reader ho visto questo. Ho capito che era il titolo perfetto, quindi mi sono messa l'elmetto e il giubbotto antiproiettile e mi sono preparata a soffrire. Ve lo dico subito? È stato amore a prima vista. La storia mi ha catturata dalle primissime pagine con Rebecca, una ragazzina di quattordici anni, nobile, impulsiva, ribelle e sciocca e Paul, figlio di contadini, sedici anni e gli occhi di un uomo. Un'amicizia nata anni prima dal dolore e dalla solitudine, vicino a un'altalena (swing in inglese, sarà un caso?), Paul ha aiutato Rebecca a non lasciarsi sopraffare dallo sconforto.
Perché Paul diceva che solo i codardi piangono. Tra piangere e ridere, diceva, scegli di picchiare.
Un'amicizia che con il tempo si è trasformata in qualcosa di più, ma un bacio innocente provoca l'allontanamento dell'unica persona che la faceva sentire viva. Paul, però, non l'ha mai abbandonata del tutto e otto anni dopo ritorna, intenzionato a mantenere quello che le aveva promesso tanto tempo prima: «Tornerò a prenderti, Rebecca.» Ora non è più solo il figlio di un contadino, a Londra è diventato un giornalista, un attivista e ora veste i panni di Capitan Swing ed è a capo della Rivolta.

E Rebecca? Cos'è diventata? Lei è sempre la stessa: una sciocca. Piena di ideali e di sogni irrealizzabili. Ho apprezzato tantissimo il realismo con cui la Pennacchi ha costruito i suoi personaggi: sono imperfetti, veri, lo specchio del loro tempo. E lo stesso vale per la storia: altrettanto vera, dura, difficile da accettare per quella che è la mia sensibilità di donna del ventunesimo secolo. Infatti, quello che sembra un sogno ad un passo dal realizzarsi, viene spezzato dall'arrivo del comandante Adam Cartwright. 

Adam è un soldato, un uomo solido, rigido, ha delle regole ferree e le segue fino alla fine, possiede un inflessibile senso del dovere. Gli hanno affidato un compito: catturare Capitan Swing e sedare la rivolta. Adam è intenzionato a portarlo a termine, non solo perché è un ordine, ma anche perché ha anche un motivo del tutto personale, che scopriremo scorrendo le pagine. Ve lo devo dire che Adam e Rebecca finiranno inevitabilmente per scontrarsi?

Sapete che odio anche il più lieve spoiler, quindi non vi dirò altro sulla trama. Vi dirò solo quello che ho provato leggendo questo straordinario romanzo: aspettativa, ansia, paura, commozione, rabbia. Una valanga di emozioni, ma la più dominante era l'ansia. Questo libro ha una tensione narrativa incredibile, rivaleggia tranquillamente con i migliori suspense che ho letto. Dal primo capitolo fino alla fine è sembrato di stare seduta su degli spilli, con una spada di Damocle che mi pendeva sulla testa, consapevole che prima o poi mi sarebbe caduta addosso, sperando solo che non mi tagliasse qualcosa di vitale. Sentivo che stava per accadere qualcosa di terribile, solo che non sapevo quando e quanto lo sarebbe stato. Quanto sarebbe stato caro il prezzo che Rebecca avrebbe pagato per la propria stupidità? 
«E invece sì. Andrà così. E vuoi sapere perché? Perché gli errori si pagano. I fottuti errori si pagano.»
Questo romanzo è stato perfetto sotto tutti i punti di vista, non sono riuscita a trovarvi un difetto. Ho amato lo stile dell'autrice: diretto, elegante, fluido, intenso, emozionante. La narrazione ha un ritmo incalzante, alterna momenti di profonda emotività a scene più leggere e ironiche. I personaggi sono così vividi da essere scolpiti nella mia mente, compresi quelli secondari. L'ambientazione è molto interessante, i cenni storici sono ben presenti e arricchiscono le vicende, senza appesantirle, facendo quello che ogni buon romanzo dovrebbe fare: insegnare qualcosa. Ad esempio quanto siano potenti i simboli, in una rivolta, i nomi che rappresentano un ideale piuttosto che una persona. La trama è perfetta, non sacrifica la credibilità a favore della sdolcinatezza, scelta che ho apprezzato molto.

Eppure, anche se questa storia è ricca di sentimenti negativi come la vendetta, la rivalsa, la rabbia, è soprattutto una storia d'amore. Sì, c'è tanto, tantissimo amore in queste pagine e lo troviamo più potente e inarrestabile e commovente proprio nel personaggio in cui meno me lo sarei aspettato. Non avete idea di che fatica stia facendo a scrivere questa recensione, perché vorrei dire un milione di cose e parlare con voi di quelle scene che mi hanno spaccato l'anima in due, ma non posso farlo. Posso solo incoraggiarvi a leggerlo e poi, se lo vorrete, piangere insieme nei commenti. Vi aspetto. 

Indimenticabile

4 commenti:

  1. sembra proprio una storia molto interessante da aggiungere in lista

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    1. Ciao Susy, secondo me è un libro assolutamente da leggere, anche perché è uno storico molto diverso da quelli tutto zucchero e trine a cui siamo abituate. Se lo leggerai, fammi sapere. :)

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  2. Piango con te... bellissimo!!! L'ho comprato anche cartaceo!

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    1. Silviaaaaaaaaa! Cosa non è Adam? Mamma mia... Ma anche Paul ha il suo perché. *__*
      Senti, tu che sei la mia consigliera di fiducia, quale libro della D'Urbano mi consigli? Ho letto solo Il rumore dei tuoi passi, Alfredo e Non aspettare la notte. Non importa se piangerò fiumi di lacrime, ho bisogno di libri belli, scritti come si deve. ♥

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