martedì 19 luglio 2016

Recensione Il problema è che ti amo di Jennifer L. Armentrout

Titolo: Il problema è che ti amo
Autrice: Jennifer L. Armentrout
Titolo originale: The problem with forever
Serie: NO
Genere: YA
Editore: Nord
Data uscita: 07 luglio 2016
Punto di vista: prima persona
Livello di sensualità: medio-basso

Trama: Non smettere mai di credere nell'amore.
Da quattro anni, il silenzio è lo scudo che la protegge dal resto del mondo. Circondata dall'affetto dei nuovi genitori adottivi, Mallory Dodge ha cercato di superare i traumi del passato, di convincersi di non avere più bisogno di essere invisibile, ma le cicatrici dell’anima bruciano ancora e non le permettono di dimenticare. Ecco perché dover frequentare l'ultimo anno di liceo in una scuola pubblica, dove sarà costretta a uscire dal guscio, la terrorizza. Tuttavia è proprio a scuola che accade l’inaspettato: tra i suoi nuovi compagni c’è Rider Stark, l’unico raggio di sole nella sua infanzia da incubo, il ragazzo che in più di un'occasione l'ha protetta dalla violenza del padre affidatario. Rider però è cambiato: ha un atteggiamento arrogante, una pessima reputazione e pare che sia invischiato in una rete di cattive compagnie. Anche se, dietro quella maschera da sbruffone, Mallory riconosce ancora il suo eroe d’un tempo… un eroe per di più molto affascinante. Eppure gli anni trascorsi lontano da Mallory hanno segnato profondamente Rider, che ben presto si troverà davvero nei guai. E Mallory sarà la sola a poter fare la differenza. Ma riuscirà a far sentire la propria voce e a battersi per il ragazzo che ama, o la paura la farà tacere per sempre?


Recensione di Alice:
Questo libro è stato una sorpresa, perché ormai io e zia Jenny ci conosciamo bene, ho letto tutto quello che hanno pubblicato in Italia con il suo nome in copertina e mi sono fatta un'idea ben precisa di cosa scrive e come lo fa. Beh, questo romanzo esce leggermente dai suoi schermi. Siamo abituati a storie piuttosto leggere, che si leggono con il sorriso sulle labbra e se c'è qualche dramma, perché a volte lei ce lo infila a tradimento, hai sempre la certezza che tutto andrà a finire bene e durante la lettura puoi goderti l'altalena emotiva con una certa serenità. Qui invece si soffre di più e fino all'ultima pagina non avrei scommesso sul lieto fine.

I toni del libro sono ben diversi da quelli allegri e solari a cui ci ha abituati. L'inizio è cupo, drammatico e lo svolgimento è molto introspettivo, psicologico. Può sembrare lento e più noioso, ma visto le tematiche, penso che uno ritmo più brioso sarebbe stato fuori luogo. 
Mallory ha un passato traumatico, non un singolo evento, ma l'intera infanzia. E' cresciuta in una famiglia affidataria comporta da un uomo violento che alzava le mani per ogni inezia, una donna alcolizzata che la ignorava completamente, e un altro bambino di pochi mesi più grande che la difendeva ad ogni costo, Rider, il suo unico amico e salvatore. L'unica possibilità di evitare i pugni era nascondersi, rendersi invisibile, stare zitta. Stare zitta. Non parlare. Non fare il minimo rumore. Questo mantra, che l'ha tenuta relativamente al sicuro per quasi quattordici anni, ormai fa parte di lei e quando si trova improvvisamente libera da quell'inferno, non riesce a rinunciarvi. Anche se una coppia di brave persone l'ha adottata, per lei parlare è difficile, quasi impossibile. Le ci vogliono quattro anni di terapia e di lezioni private per arrivare al punto di sentirsi anche solo lontanamente pronta ad affrontare il liceo pubblico.

E' doloroso vedere questa giovane donna, così insicura e piegata, stupirsi delle cose più semplici, come sedersi tutte le sere a un tavolo e cenare con i genitori adottivi, Carl e Rosa, e ascoltarli parlare della giornata, senza gridare o scagliarsi addosso oggetti. E' bello, per contro, vedere la sua forza, il suo desiderio di cambiare, di diventare una persona diversa, perché quella che è non le piace, e quindi rimboccarsi le maniche e affrontare le sue paure più grandi, come parlare con uno sconosciuto, e gioiamo insieme a lei quando riesce a mettere insieme anche solo poche parole, perché è una grande vittoria.

Ma il suo fragile equilibrio viene messo in discussione quando incontra, contro ogni previsione, proprio Rider. Entrambi sono incredibilmente felici di rivedersi. Erano inseparabili e non hanno mai dimenticato l'altro, ma credevano non si sarebbero mai più rivisti. Quindi tutto bene quel che finisce bene? Oh no... sarebbe troppo facile, no? E questa volta l'Armentrout non ci indora la pillola. Non si può passare quello che hanno vissuto Mallory e Rider e uscirne indenni, ma se su di lei i danni sono evidenti, in lui sono nascosti con molta attenzione. 

I loro primi contatti sono innocenti, quasi fossero fratello e sorella, ma con una forte dose di possesso: loro si appartengono e ne sono consapevoli, solo che all'affetto infantile ora si aggiungono l'attrazione e gli ormoni iperattivi dell'adolescenza. Se da un lato ritrovarsi è bellissimo, dall'altro porta con sé un sacco di brutti ricordi e devono venire a patti con il fatto che molte cose sono cambiate.
"Seduta vicino a lui, col suo braccio sulle mie spalle, mi sembrava di tenere un piede nel passato e uno nel presente. Il contatto fisico mi dava una sensazione molto diversa da prima."
Una delle cose che li divide è il loro futuro. Se Mallory ora vive una vita agiata e ha grandi progetti per se stessa, compreso il college, Rider è cresciuto nella parte sbagliata della città e nessuno crede in lui, compreso lui stesso. Dice di essere felice di quello che ha, che non desidera nulla di più, sopravvive, ma non vive davvero. Per Mallory sarà durissima rendersi conto di quanto in realtà Rider sia ferito profondamente e dovrà rimboccarsi le maniche per ricambiargli il favore ed essere lei, per una volta, a salvarlo, a rimettere insieme i pezzi. Ma lui glielo lascerà fare? Anche perché c'è un'altra persona di cui tenere conto nell'equazione...

Riuscirà Mallory a venire a patti con i suoi problemi con i "per sempre"? Lei che li ha sempre odiati?
"Per sempre era il battito del mio cuore, e la speranza del domani. Per sempre era il lato positivo che si celava anche nelle situazioni più brutte. Per sempre era sapere che i momenti di debolezza non sarebbero durati in eterno. Per sempre era sapere di essere forte. [...] Per sempre era il drago dentro di me che sputava fuoco e si era scrollato di dosso la paura come un serpente che cambia pelle. Per sempre era, semplicemente, la promessa di qualcosa in più."
The problem with forever è un romanzo difficile sulle seconde opportunità, sul trovare la forza nelle persone più deboli e la fragilità in quelle più forti, il tutto con la scrittura fluida e piacevole di Jennifer Armentrout. Una lettura che commuove e fa pensare. 

Quattro stelle e mezza

2 commenti:

  1. Ciao Alice,
    avevo letto che questo suo libro fosse diverso dagli altri e trovo che sia molto bello per un'autrice/autore mettersi in gioco con qualcosa di diverso. L'avevo già in lista perchè come te, ormai quando leggo il suo nome metto il libro in lista a scatola chiusa. Adesso però dopo questa tua recensione devo dire che sono più incuriosita che mai

    RispondiElimina
  2. Grazie Susy! Approfitta dell'offerta di oggi, è a 1,99! Se già lo volevi, è decisamente il giorno giusto.

    RispondiElimina