venerdì 22 giugno 2018

Recensione Valor on the move di Keira Andrews


Titolo: Valor on the move - Edizione italiana
Autore: Keira Andrews
Editore: Triskell Edizioni
Genere: Contemporaneo MM
Data uscita: 4 giugno 2018
Trama: Avrebbe dato la vita per proteggere il figlio del Presidente. Non si sarebbe mai aspettato di mettere a rischio il cuore.
Crescere da ragazzo gay alla Casa Bianca non è stato facile per Rafael Castillo. Conosciuto dai servizi segreti con il nome in codice Valor, Rafa, all’ultimo anno di college, sente di compiere un atto di coraggio a nascondere la propria omosessualità restando lontano dai riflettori. La presidenza di suo padre è quasi alla fine, e il giovane non deve fare altro che attenersi al piano che ha accuratamente concepito. Una volta che la sua famiglia sarà lontana dalla ribalta, Rafa potrà confessare ai genitori ultraconservatori la propria sessualità e il suo sogno di diventare chef. Ciò che non fa parte dei suoi piani è l’arrivo di un nuovo agente dei servizi segreti che si rivela un sogno erotico che cammina, ma finora Rafa è sempre stato bravo a tenere per sé i propri desideri. Inoltre, Shane Kendrick non lo degnerebbe di uno sguardo se non avesse il compito di proteggerlo.
Shane ha fatto carriera salendo i ranghi dei servizi segreti fino ad arrivare alla Casa Bianca, e anche se proteggere il figlio timido e noioso del presidente non è il lavoro che sognava, almeno non si prospetta impegnativo, dato che nessuno presta molta attenzione a Rafa. Scopre però che sotto il guscio di riservatezza che presenta al pubblico, c’è un giovane pieno di vita. Pur notando che Rafa ha una cotta per lui, ripete a se stesso che è una cosa innocua. Nella sua vita non c’è mai stato posto per l’amore, e certo non ha mai oltrepassato quel limite con un suo protetto.
Salvaguardare l’incolumità di Rafa a ogni costo è la missione di Shane. Ma Rafa comincia a entrare nei suoi pensieri: questo metterà a rischio i cuori di entrambi?

Recensione di Alexandria:
Prima di parlare di questo libro ho due doverose premesse da fare. 
La prima riguarda la trama: se ho voluto leggere Valor on the move il merito va senza alcun dubbio all’intreccio narrativo che mi si presentava davanti. 
Insomma, parliamo di una guardia del corpo sexy alle prese con il figlio del Presidente degli Stati Uniti d’America! Come avrei potuto restare indifferente a una storia che nasceva su queste basi? 

La seconda premessa riguarda la mia lettura precedente a questa, vale a dire For Real di Alexis Hall
Ecco, direi che già sapevo che dopo un libro del genere nessun altro avrebbe retto il confronto, quindi è possibile che Valor on the move partisse già svantaggiato in partenza. Mea culpa. 
Detto questo, cercherò di parlare di questo libro il più oggettivamente possibile, trama e Alexis Hall permettendo.

Rafael Castillo è il figlio gay di un presidente repubblicano, vale a dire colui che rappresenta al massimo grado il partito conservatore negli Stati Uniti.


Non c’è, quindi, da stupirsi che Rafa abbia trascorso i mandati del padre alla Casa Bianca nascondendo se stesso ai familiari e al mondo intero, trasformandosi quasi in un’ombra, il figlio perfetto che non dava problemi, tanto smorto da passare del tutto inosservato. 
Se mai c’era stato un nome in codice non calzante, era il suo. Il coraggio non era esattamente il primo tratto (ma neanche il secondo, terzo o quarto) che la gente avrebbe associato a lui. Ciascun membro della famiglia protetto dagli agenti aveva un nome in codice con la stessa iniziale, e si chiese quali altri fossero stati presi in considerazione per lui. Vegano. Vomito. Vagina. Vergine.
In realtà Rafa non fa altro che reprimere se stesso e di mostrarsi al mondo per quello che non è, in attesa che i riflettori non siano più puntati sulla famiglia presidenziale e di poter inseguire le proprie reali inclinazioni, non solo a livello sessuale ma anche a livello personale. 
Rafa sembra imprigionato in una gabbia dorata che soprattutto la madre ha costruito intorno a lui, intrappolandolo e rendendolo in definitiva una persona infelice. 

Questa infelicità trova un pizzico di sollievo quando il giovane rimane da solo nella cucina al terzo piano della Casa Bianca per preparare pietanze che nessuno potrà gustare, finché a quella porta non appare il nuovo addetto alla sua scorta, Shane Kendrick, bello, aitante e misterioso, di cui Rafa non può fare altro che innamorarsi. 

Beato lui che si è innamorato, perché io non ho subito per nulla il suo fascino. Shane non mi ha fatto battere il cuore, non ho riscontrato manco una palpitazione fuori norma, sebbene io abbia una fissa potente per i seme, soprattutto se così belli e prestanti.

Il giovane Rafa sembra turbare parecchio il quarantenne bodyguard, che si trova nella spiacevole situazione di dover spesso ricordare a se stesso il limite che gli è impossibile varcare con lui, se non vuole vedersi sbattuto fuori dalla scorta presidenziale.
Non era così che doveva sentirsi in relazione al proprio lavoro. Non era ammissibile che fosse impaziente di passare del tempo con il suo protetto. Non detestare la prospettiva, o trovarla piacevole, era un conto. Ma fantasticarci sopra, come un ragazzino infatuato, era un altro paio di maniche. C’era una ragione se non volevano che gli agenti si affezionassero: offuscava la capacità di giudizio. Metteva il protetto in pericolo, e anche gli altri agenti.
A dirla tutta non ho subito nemmeno il fascino di Rafa, che pur comprendendo non sono riuscita ad apprezzare come personaggio, troppo lagnoso e troppo immaturo per i miei gusti. 

Beh, direte voi che a ventun anni la maturità non sia poi così ovvia, ma sfortunatamente venivo da quel maledetto  For Real in cui uno dei protagonisti era un diciannovenne, così il paragone tra i due personaggi si è impadronito della mia mente senza che io neppure me ne accorgessi. 
Mea culpa di nuovo!

La verità è che parliamo di libri diversi, di autori diversi, di storie diverse e di profondità diverse, per cui  Valor va letto considerando che la sua valenza risiede in dettagli importanti della storia, cioè l'accenno alla politica che vuole limitare i diritti dei gay (il diritto al matrimonio, ad esempio) e la difficoltà di dialogo familiare che chi affronta il suo coming out è spesso costretto a superare, come quella che ha portato Rafa a tenersi tutto dentro e a non confidarsi con nessuno dei suoi parenti, nemmeno i fratelli.

Su questo fronte il libro è ineccepibile, perché la figura di Rafa serve da esempio e da sprone, proprio perché le cose non dette possono trasformarsi in muri insormontabili. 

Per il resto, questo è un libro godibile e che si legge molto velocemente, che troverà parecchio riscontro presso le amanti di storie a lieto fine e infarcite di facili struggimenti, un libro leggero ma comunque con una morale.

A dispetto della trama tanto intrigante e dei personaggi che avrebbero potuto fare scintille, non mi ha preso più di tanto, ma suppongo sia proprio dovuto alla mia personale situazione di lettrice super mega esigente. 

1 commento:

  1. Non ero molto attratta dal libro, per questo mi sono letta la tua recensione, e in certi punti sono scoppiata a ridere! Decisamente non fa per me, sono in vena di storie semplici e poco impegnative ma le voglio almeno da 4 stelle! E come te, se non sono presa emotivamente dai personaggi, non c'è storia U.U

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