venerdì 2 giugno 2017

Recensione Chained Soul. Save Me di Cecilia K.


Titolo: Chained Soul: Save Me
Autrice: Cecilia K.
Editore: self publishing
Data uscita: 9 maggio 2017
Genere: dark romance
Narrazione: prima persona, pov alternati
Livello di sensualità: alto

Trama: Per Daphne afferrare la mano di uno sconosciuto vuol dire aggrapparsi a una speranza. Perdersi in due occhi scuri che la fissano intensamente vuol dire accogliere la propria libertà.
Per Oliver portare quell’estranea nel suo villaggio vuol dire accettare una sfida che in passato ha perso. Eppure è disposto a rischiare, a provarci ancora.
Mentre Daphne impara a muoversi nella sua nuova vita, Oliver le gira intorno, non abbastanza da afferrarla ma nemmeno troppo lontano da permettere a se stesso di dimenticarne il profumo.
Quando l’amore vince sui dubbi di Oliver la felicità avrà breve durata, perché qualcuno ha deciso di lottare per avere indietro ciò che gli appartiene.
Qualcuno rivuole la sua ninfa.
Questa è una storia d’amore, puro e deviato.
È una storia di violenza e soprusi, di conquiste e di perdite.
È una storia dove l’amore trionfa ma, in cambio, pretende un prezzo molto alto.

Recensione di Alice:
Se ci seguite da un po', saprete che non amo i dark romance. Sono un'anima pink e certe situazioni, anche se di fantasia, mi turbano profondamente, soffro come un cane e io leggo per emozionarmi, magari farmi anche un bel pianto liberatorio, ma alla fine voglio stare bene. Io con i dark romance non sto bene. E ci ho provato, eh! 
D'altra parte, sono dell'idea che per giudicare qualcosa con cognizione di causa, si debba quanto meno conoscere quello di cui si parla. Altrimenti liberi di non leggere, ma a quel punto non siete liberi di giudicare. Scegliete, o uno o l'altro. Io ho deciso per l'altro e qualche cosina l'ho capita.
Che anche nel dark romance ci sono molte sfumature di oscurità. In alcuni è buio pesto e si assiste alle cose più terribili che un essere umano possa immaginare, in altri è giusto una penombra. Ma personalmente faccio un'altra distinzione, che per me è fondamentale: il personaggio "oscuro" chi è? È il protagonista o l'antagonista? La risposta determina il mio gradimento, perché se posso digerire scene di violenza (sessuale, fisica e/o psicologica) da personaggi secondari, MAI e poi MAI le accetterò dal protagonista. Che ci volete fare... sono vecchia. Mi devo innamorare dell'eroe di un libro, e MAI e sottolineo MAI mi innamorerò di un uomo che maltratta una donna, per qualsivoglia motivo. Non mi interessa se ha avuto un'infanzia difficile, se è un mafioso, se la nonna non gli dava la paghetta. Fatti tuoi bello mio, gira al largo. Perché non esistono giustificazioni valide.
Sia chiaro che questo è il motivo per cui IO non leggo dark, ma rispetto e non giudico chi ha una sensibilità diversa dalla mia. Ognuno è libero di usare il proprio tempo e la propria fantasia come meglio crede, perché ricordiamolo, teniamolo ben a mente: queste sono fantasie. Non è la realtà. Ora, io preferisco fantasticare su uomini affascinanti che trattano le proprie donne con rispetto. E questo libro rientra in questa categoria, pur essendo un dark romance. (State sospirando di sollievo? Finalmente sono arrivata al punto!) 

Chained Soul è finito tra le mie letture per caso. Di certo se mi fossi basata sulla copertina non l'avrei preso, ma la trama mi ha suggerito che questo era un romanzo diverso dai soliti e l'anteprima offerta da Amazon me l'ha confermato. Ammetto che per la prima metà non l'avrei nemmeno identificato come dark, ora vi spiego perché.
La storia inizia con Daphne rinchiusa in una cella, nei sotterranei di un palazzo. Ha disubbidito al suo Padrone ed è stata punita severamente. Teme per la propria vita, quando l'edificio viene assaltato da un commando di uomini armati, che la liberano. Quando il capo del gruppo vede in che condizioni miserevoli versa la poveretta, le offre la possibilità di fuggire, di andarsene con loro. Anche se spaventata, lei accetta. Il suo padrone l'ha ripudiata e se lui non la vuole più, che altro può fare? Già dalle prime pagine capiamo come la giovane donna sia stata plagiata, come la sua mente percorra binari diversi da quelli di una persona normale. 

Oliver, il capo del commando, ha un passato terribile, si è ricostruito una vita dopo che tutto gli era stato strappato via, con disumana violenza, e il suo scopo è proteggere la sua gente, il suo villaggio. Daphne stimola immediatamente il suo istinto protettivo e salvarla è l'unica scelta possibile.

La ragazza si trova improvvisamente catapultata in un mondo completamente diverso. Abituata al lusso del palazzo in cui viveva, abituata all'ozio e alla sottomissione assoluta, l'impatto con la nuova realtà in cui si trova è durissimo. Deve lavorare, darsi da fare, deve decidere. Lei. Daphne si ritrova di punto in bianco con le redini della propria vita in mano e non sa che farne. Il suo processo di crescita è lento ma costante. I suoi processi mentali devono cambiare e questa è la cosa più difficile di tutte. La prima parte del romanzo è quindi un inno alla ritrovata libertà e indipendenza e sì, anche all'amore. Perché che ve lo dico a fare... l'istinto protettivo non è l'unico che Daphne stimola in Oliver. Il loro rapporto è viziato dal passato di lei, ma lui è paziente e gentile, le insegna cosa significa esse liberi di decidere della propria vita e del proprio corpo. Quella di Daphne è una vera e propria rinascita. Ma... 

Ovviamente le cose non possono essere così semplici e nella seconda parte del romanzo la componente dark si fa prepotentemente spazio. Se nella prima, i flash back di Daphne ci avevano dato un'idea di quello che era stata la sua vita a palazzo, nella seconda la tocchiamo con mano. È tosta, vi avviso. Personalmente l'ho trovata davvero sconvolgente, quindi se siete di stomaco debole pensateci due volte, prima di decidere di comprarlo. Ma quello che conta è che MAI, per nessun motivo, le cose orribili che succedono vengono indorate o dipinte come qualcosa di accettabile. Quello che accade non ha giustificazioni e l'autrice non cerca di darne: Kaleb, il Padrone, è un pazzo, un fottuto malato, un depravato porco schifoso. Punto

Questa parte è dolorosa, angosciante, terrificante. Ma finisce. Perché, fortunatamente, questo è un romance e Oliver è un eroe da romance. Farà il suo dovere. Ma aggiustare qualcosa di così danneggiato non sarà semplice. Ferite così profonde sono difficili da guarire.
Lui continua a guardasi intorno freneticamente. Poi i suoi occhi si gettano nei miei e lì si immobilizzano. Quello sguardo scuro che ho sempre amato mi avvolge, mi stritola. La stanza sparisce e io vedo solo ombre intorno a me, vedo il dolore di Oliver prendere forma e venirmi incontro come uno spettro. Vorrei chiudere gli occhi ma non lo faccio perché so che non è giusto, che devo affrontare tutto questo per lui, insieme a lui.
Insomma, questo romanzo mi è piaciuto, nonostante non sia privo di debolezze e difetti. È scritto bene, scorrevole e in italiano corretto. Penso che alcune cose siano state affrontate con un po' troppa semplicità, mentre altre siano state ripetute troppo. Ho trovato poco credibile la velocità con cui Daphne si adatta alla vita al villaggio, così come cambia velocemente il suo modo di ragionare: da completa sottomessa a giovane donna indipendente. Ma è un romance e va bene lo stesso. 

L'ambientazione è singolare. Credo che sia stata tenuta volutamente fumosa e non identificabile. Questa cosa mi ha comunicato l'impressione di trovarmi in una sorta di realtà alternativa, in un mondo in cui esistono ancora gli harem e la legge del più forte. Ma forse in alcune zone del mondo è ancora così. 

In conclusione, Chained Soul è un romanzo difficile, non adatto alle anime candide, ma allo stesso tempo non lancia messaggi negativi, anzi, è una storia di rinascita e di speranza, anche quando tutto sembra portare nella direzione opposta. 
Tre stelle e mezza

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