lunedì 12 settembre 2016

Recensione Bad Girl di Karen Waves
(Serie La studentessa e il potatore #1.5)


Titolo: Bad Girl
Autrice: Karen Waves
Serie: La studentessa e il potatore #1.5
Editore: autopubblicato
Data di pubblicazione: 2 luglio 2016
Pagine: 82
Punto di vista: prima persona maschile

Trama: “Con te posso essere quello che voglio, perché ci conosceremo soltanto per perderci.”
Per Won-ho Valentina ricorda un sonetto di Shakespeare, anche se ha il carattere peggiore che abbia mai incontrato in una ragazza. Ma dal momento che ha da poco litigato col padre e si trova a un passo dal lavoro dei suoi sogni, ovvero fare il potatore, uscire con una studentessa occidentale sembra il minore dei suoi problemi.
Valentina, però, è più complicata di quello che Won-ho si aspetta: dice di no, poi di sì, alternando momenti di sarcasmo tagliente ad altri di fragilità e dolcezza.
Won-ho la insegue tra lezioni e incontri casuali sulla spiaggia, scoprendo di non essere attratto solo dalla bellezza straniera e dai lunghi capelli di oro rosso. Tuttavia tentare di sedurre una donna che lo guarda con franchezza, e sembra volerlo come lui vuole lei, potrebbe avere conseguenze inaspettate, come scoprirà al loro primo appuntamento, sulla baia di Busan...
Bad girl racconta l’inizio di un amore inatteso e appassionato tra due persone che per geografia, carattere e cultura sembrano nate per restare distanti, ma che quando si trovano non sanno resistersi.

Recensione di Alexandria: 

Bad Girl è la novella PoV Won-ho che narra le vicende del giovane coreano studente di letteratura italiana e della veneta Valentina, a Busan con una borsa di studio, dal loro incontro fino al loro primo appuntamento.

Al di là del fatto che adoro i PoV maschili, ho semplicemente amato questa novella, non solo perché ho avuto la possibilità di vivere qualche giorno solo con Won-ho, ma soprattutto perché mi sono ritrovata immersa in un vero e proprio dorama coreano.

Quello che viene raccontato, infatti, non è solo l’incontro tra i due protagonisti de Le cesoie di Busan, ma proprio uno spaccato di storia culturale e sociale coreano.
Attraverso Won-ho conosciamo la sua famiglia che definire patriarcale è un eufemismo.

Suo padre ha deciso quali studi Won-ho dovesse intraprendere, ha deciso quale lavoro dovrà fare dopo la laurea e tratta il figlio come se non avesse personalità o capacità decisionali.
Won-ho si rivolge al padre dandogli del lei, rispondendogli con profondo rispetto pur non ricevendo lo stesso trattamento da parte sua. 

Anche la madre, che ama sia il marito che il figlio, è completamente subordinata al padre di Won-ho. 
Ah se sapessero che il figlio, che rifiuta di farsi assumere nell’azienda scelta dal padre, che sogna di fare il giardiniere e rischia di porre in imbarazzo l’incarico prestigioso del fratello professore universitario, si vede con una ragazza occidentale!
Posso solo immaginare come reagirebbero perché, purtroppo, la novella non arriva a raccontarlo.

Quello che ho apprezzato del racconto è stato conoscere Valentina dal punto di vista di Won-ho e vederla attraverso i suoi occhi, vedere con quali premesse è nato l’amore del giovane per la bad girl che lo ha spiazzato parola dopo parola, atteggiamento dopo atteggiamento.

E’ stata una lettura piacevolissima ma, ahimè, troppo breve.
Lo stile della giovane autrice che già mi aveva colpito nel primo libro qui si fa ancora più piacevole, e quelle pecche di editing che avevo riscontrato ne Le Cesoie hanno lasciato il posto a una maturità narrativa molto interessante.
Aspetto con ansia il secondo libro su Won-ho e Valentina.

P.S. Si ringrazia Virginia de Winter per la gentile collaborazione e i suggerimenti sui prestavolto dei personaggi, rigorosamente tratti da dorama coreani.

5 stelle

2 commenti:

  1. Questa sarà una delle prossime letture arghhh mi serve solo un po' di tempo libero!

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  2. Hai ragione Ely! Se solo il tempo si potesse comprare... XD

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