venerdì 25 marzo 2016

Recensione Mi sei capitata per caso di Diana Malaspina


Titolo: Mi sei capitata per caso
Autrice: Diana Malaspina
Serie: autoconclusivo
Editore: autopubblicato
Data di pubblicazione: 28 gennaio 2016
Pagine: 219
Punto di vista: prima persona
Livello di sensualità: molto basso

Trama: Pamela è all'ultimo anno di un Dottorato di Ricerca quando scopre di essere incinta. Con la tesi da scrivere, l’incertezza di un contratto futuro e l’assenza del padre del bambino che ormai vive dall'altra parte dell’oceano è evidente che non era proprio il momento ideale per diventare madre. Rifiutando di farsi scoraggiare, Pamela affronterà questa avventura con la sua potente arma segreta, un’innata ironia, e con una forza nuova che piano piano la trasformerà in una mamma. In questo viaggio però, Pamela non è sola. Amiche leali ed esilaranti e una giovanissima futura nonna, bionda e svampita solo in apparenza, la affiancheranno e la aiuteranno a non farsi sopraffare dalla paura di non farcela e dal senso di responsabilità terrorizzante nei confronti di una figlia che si trova a tenere tra le braccia, sola, ancora “ospite” in una casa dei genitori che non sente più completamente sua. A sconvolgere ancora di più la vita di Pamela ci si mette anche l'amore. Nel peggior momento possibile della sua vita sentimentale, la protagonista incontrerà un uomo capace di scoprire tutte le sue carte. Si farà strada nel suo cuore e, con la dolcezza di un uomo che sa di aver trovato la donna della sua vita, le mostrerà fino a che punto può essere vero che l’amore ti accetta per ciò che sei e che si può amare una persona solo interamente, desiderando con lei anche tutto ciò che fa parte della sua vita.

Recensione:
Ero proprio curiosa di leggere questo libro. Primo perché l'ha consigliato Myria, secondo perché seguo il blog di Diana e la sua ironia è devastante, terzo ha una cover carinissima. Sì, sono superficiale, denunciatemi. Ho però titubato ad iniziarlo perché ho letto che la parte romance non era preponderante. E voi sapete quanto io desideri l'ammmore, nei libri che leggo. Per questo, pur avendo comprato il libro il giorno stesso dell'uscita, è rimasto a languire nel mio reader fino a ieri, quando è giunto il momento che accade più o meno quattro volte all'anno: avevo voglia di qualcosa di diverso. Mi sei capitata per caso mi ha accontentata.

La storia ci viene narrata in prima persona da Pamela, una giovane donna alle prese con l'ultimo anno di Dottorato di Ricerca, ha ventisei anni ed è la dimostrazione vivente del precario italiano: ottime qualifiche, stipendio da fame, contratti di lavoro rinnovati di anno in anno. Non proprio la situazione ideale in cui avere in bambino, soprattutto se contiamo che il padre è un emerito deficiente con la sindrome di Peter Pan, un tale esponente di idiozia umana che gli è valso il titolo di Voldemort da Sabrina, la migliore amica di Pam. Per farla breve, non può contare su di lui, anche per il trascurabile fatto che si è appena trasferito per lavoro oltreoceano.

Tutto sembra contro di lei e la scelta più semplice sembrerebbe una sola. Ma per Pam non è così, sembra che il pensiero non le sfiori nemmeno la testa, non lo prende minimamente in considerazione. Lo sgorbietto ormai c'è, è dentro di lei e lì rimarrà. Almeno per i successivi nove mesi. Nove mesi di incertezze, di cambiamenti, di lotte con la burocrazia italiana e la famigerata INPS, di antagonismo con la collega che coglie al volo la sua "debolezza" per tentare di surclassarla, di puntate al bar per sfogarsi con le amiche, ma senza toccare caffè o alcolici, per la sua disperazione. E per il divertimento di Flavio, uno degli avventori regolari del bar, un muratore che lavora lì vicino e si ferma a pranzo insieme ai colleghi.  Flavio che le sorride, la saluta, scherza con lei, ma che non può volere nulla di più, visto il suo evidente pancione. O sì?

Pamela va avanti per la sua strada, come un panzer tedesco, decisa, forte, determinata, vestendo la sua ironia come una corazza e impugnando il sarcasmo come una spada. Nonostante tutto si rende conto di essere sola, che le cose sarebbero potute andare diversamente. E lo sente ancor più intensamente quando è con Flavio, che ormai è diventato un amico e la va a trovare a casa dei suoi genitori, portando confezioni gigantesche di gelato, quando le persone li vedono insieme e in automatico suppongono che siano una coppia.

E poi c'è il parto: lo sgorbietto diventa palletta di ciccia, o meglio, Melania. Tutte le attenzioni e le priorità di Pamela cambiano, se prima doveva ragionare solo per se stessa, ora ogni sua decisione influenzerà anche la piccoletta. Ora ogni cosa va soppesata con attenzione, soprattutto Flavio, che continua a starle vicino e finalmente le fa capire che le vuole stare parecchio più vicino. A questo punto il dilemma per Pamela è atroce e doloroso. La scelta le pare inevitabile. Non possono stare insieme. E' impossibile.

Ma Flavio è un brav'uomo, ma soprattutto è determinato e non ha intenzione di lasciarsi scappare Pamela. E Melania. Non è molto bravo con le parole, ma con le azioni lo è eccome. Certo, non guasta che sia la personificazione del detto "avere spalle da muratore"... Ma poi quello che conta davvero è quello che si è disposti a fare, a dare e a dire.
"Per caso mi è successo di innamorarmi di te quando eri una cosa sola con lei, praticamente mi sono innamorato di entrambe. Voglio stare con te, così come mi sei capitata: begli occhi, troppo cervello, passione compulsiva per i libri e figlia a carico. E' così difficile pensare che io voglia essere padre di Melania anche se mi è capitata per caso?"
L'ambientazione è una Bologna universitaria, con i suoi portici e i suoi bar, fa da sfondo perfetto a questa storia di quotidianità. I personaggi sono tutti ben delineati, a volte con poche parole, ma sono sufficienti per farsi un quadro preciso della loro personalità. Niente da dire sullo stile di scrittura, che è proprio come piace a me, senza tanti fronzoli, fluido e diretto. Ammetto però di non aver capito perché alcune parti fossero in corsivo. Forse perché rappresentavano i pensieri della protagonista? Se così fosse, secondo me non era necessario, visto che la narrazione è in prima persona e quindi racconta già i pensieri di Pam. Se il motivo era un altro, mi dispiace, ma non l'ho capito.

Per concludere, una bella storia, diversa dal solito, scritta molto bene e con un sarcasmo pungente che può non piacere a tutti, a volte il cinismo di Pamela può infastidire, ma credetemi, anche se lei lo negherà fino alla morte, una donna che legge Harmony e fanfiction non può che nascondere un animo romantico, per quanto seppellito sotto metri di linguaccia lunga.

4 stelle

4 commenti:

  1. Carissima, ti ringrazio davvero tanto per la recensione e per le parole gentili che hai usato. Il finale mi è piaciuto da morire perchè in fondo è quello che spesso dicono di me: linguaccia lunga e reader pieno di robaccia romantica e fantasy! So che Mi sei capitata per caso non è esattamente un romanzo rosa perchè Pamela fa un percorso che la deve portare prima ad accettare e amare se stessa e soltanto dopo a lasciarsi andare con Flavio, ma... beh, non sapevo in quale altra categoria infilarlo. Ti ringrazio anche per avermi fatto notare che il mio utilizzo dei corsivi può non aver senso (cioè magari nella mia testa ce l'ha, ma quando il libro passa dalla mia testa al reader degli altri devo stare attenta a quello che faccio no?), ci farò caso in futuro. Buona giornata, buona Pasqua e grazie ancora!

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  2. Ciao Diana, la classificazione come romanzo rosa è giustissima, secondo me, però mi sembrava giusto far notare che è un romance "diverso", nel senso che il punto focale non è tanto l'amore romantico tra Pam e Flavio, ma proprio il percorso di evoluzione che Pam segue, come fai giustamente notare tu. Questo per avvisare la lettrice più "integralista" di non avere tra le mani la solita storia. :D
    Io questo corsivo proprio non l'ho capito, e mi ci sono arrovellata un bel po'! :D Ho immaginato fosse per dare evidenza a certi pensieri, forse i più significativi per te, ma personalmente (che di certo è solo un'opinione tra mille) l'ho trovato superfluo perché le parole erano già sufficientemente potenti. Non avevano bisogno di un rafforzativo.
    Grazie a te per aver lasciato un commento ai miei deliri da lettrice, spero di avere presto tra le mani qualcos'altro di tuo. :)

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  3. sembra una lettura molto bella da provare

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  4. Ciao Susy! ^^ E' una lettura molto diversa, sicuramente da provare.

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