martedì 12 luglio 2016

Outlander Recensione 2x13 "Drangonfly in amber"


Eccoci arrivati al gran finale, cari i miei Outlanders... come state? Avete dato fondo ai pacchetti di fazzolettini o siete riusciti a mantenere la dignità fino alla fine di questi 90 minuti sconvolgenti? Avendo letto i libri e sapendo cosa sarebbe successo, mi chiedo come l'abbiate presa voi, anime innocenti, quando l'episodio è iniziato catapultandoci brutalmente nel 1968.


Immagino  che, più o meno, abbiate avuto la mia stessa espressione di quando ho preso in mano il secondo libro della serie e mi sono ritrovata davanti a questa cosa assolutamente folle. What the hell? Avevo lasciato Jamie e Claire su una nave diretta in Francia, lei incinta e con un futuro insieme davanti... e poi mi ritrovo nel 1968, Claire è nel presente e di Jamie non c'è traccia. Ho preso il libro, l'ho chiuso e ho controllato il titolo. Poi ho preso il cellulare e ho cercato su Wikipedia l'ordine corretto dei libri della serie e sì, era il libro giusto! Come diavolo era possibile? Lasciatemelo dire, Diana Gabaldon può insegnare la crudeltà a Black Jack Randall. Ronald Moore è stato più misericordioso, scegliendo di raccontarci la storia seguendo una linea temporale diversa.

E' stato un po' meno gentile nei miei confronti costruendo questo episodio con continui salti avanti e indietro nel tempo, praticamente impossibili da rispettare nel raccontarvi cosa è successo senza farvi crollare la testa sulla tastiera per la disperazione. Quindi li raggrupperò diversamente, in modo da rendere più fluido il riassunto. O almeno lo spero... Anche se visto quanto è lunga la premessa, ho qualche dubbio in proposito. Ora vi prometto che la smetto e passo all'episodio!

L'episodio si apre appunto nel 1968, siamo in Scozia, al funerale del Reverendo Wakefield. Il piccolo Roger ha perso le sue guanciotte paffute ed è diventato un bell'uomo alto e barbuto che, pur disperato per la morte del padre adottivo, non si lascia scappare l'occasione per attaccare bottone con una bella ragazza rossa. Chi è? Niente meno che Brianna, la figlia di Jamie e Claire. Ed è proprio la nostra Sassenach che vediamo spuntare alle sue spalle, ancora bellissima ma con qualche capello grigio. Se la matematica non è un'opinione, ha all'incirca una cinquantina d'anni ed è diventata un chirurgo, a Boston. Scopriamo anche che è da poco rimasta vedova. Pace all'anima di quel povero cornuto di Frank.

Roger le invita a restare per la notte e il giorno dopo porta Brianna a visitare la splendida Scozia. La porta forse in un bel castello? Ad ammirare bucolici e rilassanti paesaggi? Nooooo... la accompagna a Fort William, dove fa macabra mostra di sé un patibolo paurosamente simile a quello su cui il nostro Jamie era stato flagellato più di 200 anni prima.
Brianna, consapevole che nel passato dei genitori c'è qualcosa di misterioso, interroga Roger, chiedendogli se sa cosa sia successo vent'anni prima. Lui era solo un bambino, ma il reverendo teneva un diario ed è convinto che lì possano trovare tutte le risposte. Ed in effetti così sarà.

Nel frattempo Claire non se ne sta con le mani in mano e intraprende un viaggio nei ricordi. Prima va a vedere Lallybroch e poi in un ufficio del registro, dove trova l'atto di cessione di Lallybroch da James Fraser al nipote James Jacob Fraser Murray. Una delle firme dei testimoni è la sua. Qui richiede anche una copia dell'albero genealogico di Roger, che le riserverà una bella sorpresa.

Il giorno dopo, Roger e Brianna vanno ad Oxford dove incontrano Gillian Edgards alias Geillis Duncan. Per un attimo la confusione dello spettatore è totale. Non era morta? E' riuscita a scappare e tornare nel presente? No, Gillian/Geillis deve ancora intraprendere il suo viaggio nel tempo e occupa il presente come attivista per l'indipendenza della Scozia, in attesa di poter cambiare la storia. Letteralmente.

Claire invece si trova a Culloden, dove la vediamo fare quello che si era rifiutata di concedersi fino a quel momento: dire addio a Jamie, l'amore della sua vita, davanti alla pietra commemorativa del clan Freser.

Nel frattempo, le ricerche di Brianna e Roger hanno portato frutto: Brianna scopre che la madre era scomparsa per tre anni e, facendo due conti, capisce di non essere la figlia di Frank Randall. Non la prende molto bene... Di certo Claire non le facilita le cose iniziando a spiegarle le cose con la frase: "Tuo padre ti avrebbe cresciuta se non fosse stato per la battaglia di Culloden.
Eh? What? Sotto lo sguardo infuriato della figlia e quello imbarazzato di Roger, che avrebbe voluto essere ovunque tranne che lì, racconta tutta la sua storia. Ma Brianna non crede a una sola parola e se ne va urlandole contro. 

Claire trova un volantino con la foto di Gillian, un fantasma la guarda da quel pezzo di carta... Ma lei è una donna d'azione, capisce che ha la possibilità di ricambiarle il favore ed evitarle di finire bruciata su un rogo. Va quindi a cercarla a casa, ma vi trova solo il marito, disperato e ubriaco perso perché la moglie l'ha lasciato. Ma la spedizione non è stata vana: Claire trova i taccuini su cui Gillian ha trascritto le sue ricerche in merito ai viaggi nel tempo.

Grazie all'intercessione di Roger, Brianna accetta di ascoltare Claire, vuole conoscere il padre, anche se non crede che sia un highlander in kilt alto quasi due metri. Durante la conversazione esce il discorso di Gillian e Claire capisce che vuole saltare nel passato quella notte stessa. Claire vorrebbe impedirglielo, se non ci fosse un piccolo, trascurabile problemuccio: Roger. Cosa c'entra il nostro barbuto scozzese? Beh, le ricerche sul suo albero genealogico hanno rivelato che è un discendente di Geillis e Dougal. Se le impediranno di andare nel passato, che ne sarà di Roger? L'unica possibilità è metterla in guardia di non attirare l'attenzione su di sé, magari evitando di avvelenare il marito... tanto per dirne una.

Una riluttante Brianna e un incuriosito Roger seguono quindi Claire alla volta di Craigh na Dun, dove arrivano appena in tempo per vedere il corpo del marito di Gillian bruciare e la donna scomparire nel nulla. A questo punto non rimane loro che credere alla storia di Claire e le fanno a sua volta una rivelazione scioccante... che terrò per la fine di questo riassunto! Ora scopriamo cosa è successo nel passato e cosa ha portato Claire a tornare nel presente.

E' la mattina del 16 aprile 1747, la piana di Culloden sta aspettando di essere calpestata dagli stivali dei soldati e intrisa del sangue dei clan scozzesi. Dopo una scena in cui quel pirla del Principe Charles si paragona niente meno che a Gesù Cristo, vediamo Claire e Jamie ideare un ultimo, disperato piano per impedire la battaglia: uccidere il Principe. Io ero già lì con gli striscioni in mano e lo champagne al fresco, quando quell'invasato di Dougal irrompe nella stanza. Ha sentito tutto ed è devastato dal tradimento del nipote. La furia lo sommerge e cerca di uccidere entrambi, ma sono i nostri due eroi ad avere la meglio. Con lo shock sul volto, si ritrovano ad affondare il pugnale nel petto di Dougal. E' una scena cruda e amara, intrisa di rimpianto e sensi di colpa. 

Purtroppo i guai non sono finiti. Rupert entra nella stanza e scopre il fattaccio. Non ne è molto contento... concede a Jamie due ore prima di denunciarlo e il nostro rosso le sfrutta al meglio e fa esattamente quello che Collum si aspettava da  lui. Organizza le cose in modo da salvare più persone possibili: Lallybroch e la sua famiglia, i suoi soldati e, ovviamente, Claire. 
Sì, perché Jamie si rende conto di essere un morto che cammina e non ci sono alternative: la sua amata deve tornare nel presente, è l'unico modo per saperla al sicuro. Secondo voi Claire acconsente a cuor leggero? Lei sarebbe rimasta a morire con lui, ma c'è un altro elemento di cui tenere conto. E' nuovamente incinta e lui lo sa. E preme sul suo unico punto debole: la salvezza del loro bambino. Se loro figlio sopravvivrà, anche una parte di lui lo farà.

Partono al galoppo alla volta di Craig hna Dun, dove ha luogo uno degli addii più strazianti di sempre. (Ora, ammetto che mi aspettavo un'intensità diversa, ma terrò le mie considerazioni per la fine.) Come si può resistere alla potenza di queste parole pronunciate dalla bocca di Jamie/Sam?
"Ti troverò, lo prometto. Se dovrò sopportare due secoli di purgatorio, duecento anni senza di te... allora vuol dire che sarà la punizione che mi sono meritato per i miei crimini: perché ho mentito, ucciso, rubato e tradito. Ma c'è un'unica cosa che ristabilirà l'equilibrio. Quando sarò al cospetto di Dio, ci sarà un'unica cosa che farà pendere la bilancia in mio favore, contro tutto il resto. Signore, mi hai dato una donna straordinaria e Dio! io l'ho amata tanto."
Cioè... addio! Qui i produttori ci hanno deliziato con la sveltina (perdonatemi) meno emozionante sulla faccia della terra (anche qui commenterò alla fine), poi si scambiano un dono: Claire gli regala il pezzo d'ambra che intrappola la libellula regalato loro da Munro (da qui il titolo della puntata e del libro), mentre lui le dona l'anello del padre, da consegnare al loro bambino. E' quello il gioiello che la vediamo cercare disperata all'inizio della prima puntata della stagione.

Ma i cannoni stanno iniziando a tuonare in lontananza, il tempo è scaduto, Culloden aspetta Jamie e il presente aspetta Claire. Jamie, cercando di nascondere la propria disperazione, sospinge Claire verso la pietra, mentre lei indietreggia un passo alla volta. E' solo quando lei si volta, che lui si lascia scappare una lacrima e la sofferenza gli invade il volto, mentre accompagna la mano del suo amore al contatto con roccia. 

Siamo di nuovo nel presente. Nello stesso luogo. Claire è a Craig na Dun, vent'anni dopo, con la figlia del suo grande amore, la quale le rivela che Jamie non è morto durante la battaglia di Culloden, come era intenzionato a fare, ma è sopravvissuto. La stagione si chiude con il sole che sorge dietro le pietre e Claire che le guarda con la speranza negli occhi.

Sono davvero triste di essere arrivata alla fine di questo nostro appuntamento fisso. Spero che il viaggio vi sia piaciuto e che vi siate trovati bene insieme a noi. Il racconto dell'episodio si chiude qui, ma volevo prendermi un piccolo spazio per la valutazione della serie e in particolare di questo ultimo episodio. Vede voi se avete voglia di leggere tutto il mio sproloquio, anche perché è un parere puramente personale, non sono un'addetta ai lavori, quindi parlo da semplice spettatrice.

Trovo che Outlander sia una serie di altissimo livello sotto tutti i punti di vista. La storia è straordinaria, e questo lo dobbiamo a quel geniaccio di Diana Gabaldon, l'adattamento è fedele e accurato, gli attori sono straordinari (in particolare mi ha conquistata Caitriona Balfe), i costumi sono spettacolari e le scenografie da sogno. Insomma, il meglio del meglio. 
Ma ammetto che, nel suo insieme, ho trovato questa seconda stagione leggermente sottotono rispetto alla prima. Potrei sbagliarmi, ma ho colto un cambiamento di rotta per quanto riguarda il target. Se prima si parlava di Outlander come di una "serie tv destinata alle donne", oggi non so quanto questo sia vero. L'ampio spazio lasciato agli intrighi a Parigi e alle tattiche di guerra mi fa pensare che si sia voluto raccogliere più consensi da parte del pubblico maschile. Personalmente ho trovato questi cambiamenti interessanti e non mi hanno annoiata affatto, però mi è mancata quell'aura di sensualità latente che ha contraddistinto tutta la prima stagione. Se prima Claire e Jamie erano il punto focale della storia e tutto il resto ruotava attorno, questa volta li ho sentiti più in secondo piano rispetto alla Storia e mi sono mancati degli spazi riservati solo a loro due come amanti (nell'accezione più ampia del termine, concedetemelo, non mi sto riferendo solo al sesso).

Diciamo che questa mancanza era tollerabile in previsione di un ultimo episodio con il botto. Mi aspettavo novanta minuti di puro struggimento, con delle interpretazioni pari a quelle viste nelle famose scene nella prigione di Wentworth, ovviamente diverse come tipologia, ma pari come intensità. Purtroppo così non è stato. Se Caitriona è stata convincente, Sam non ha retto il confronto. Ora non so se siano state le istruzioni del regista, se da copione Jamie dovesse dimostrarsi forte e incrollabile davanti a Claire, per poi lasciarsi andare quando lei se ne fosse andata... Il suo dolore l'ho visto solo in quei pochi istanti di cui vi parlavo prima, quando appoggiano le mani sulla pietra. Quelle erano le emozioni che volevo vedere! Quella l'intensità che mi è mancata! E quei pochi secondi non sono stati sufficienti ad appagare le mie aspettative. 

Non posso fare a meno di fare un appunto su quella ridicola sveltina tra le pietre... Nel romanzo, i due passano un'intera notte insieme, si danno un addio con i fiocchi, lasciate che ve lo dica, e il giorno dopo si concedono un'ultimo frettoloso amplesso poco prima della scomparsa di Claire. In quel contesto aveva un senso! Nella serie tv, per come era stata gestita la storia fino a quel momento, l'ho trovata una forzatura inutile e anche un poco squallida. E non sapete quanto mi costi dire queste cose! Per me è come parlar male di un figlio. Ma era un sassolino che dovevo togliermi.

Detto ciò, spero che la terza e la quarta stagione, che sono già state confermate per la nostra gioia, continuino con questo altissimo livello qualitativo, ma che i produttori ritornino un poco sui loro passi e riescano a fare un mix più equilibrato degli elementi che hanno caratterizzato le due stagioni. Va bene la Storia, gli intrighi e le tattiche militari, ma vogliamo anche l'amore. Grazie!

E con questo vi saluto, miei adorati Outlander. Mi mancherete! Ogni tanto passate a trovarci. Qui si parla soprattutto di libri, ma anche di film, serie tv, anime e manga. 

Una pioggia di baci 

4 commenti:

  1. Alice, andando avanti coi libri io ho percepito la stessa cosa che dici nelle considerazioni. Meno spazio per Jamie e Claire e grandi approfondimenti storici, alcuni talmente approfonditi da far venire l'orchite. E mi costa anche a me dirlo, perché la Gabaldon ha un cervello che vorrei avere io, però insomma, a volte ridimensionare il tutto enfatizzando "questo" e non "quello"... non sarebbe male.

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  2. Eh non me lo dire... mi sono arenata al settimo libro (credo). Amo come la Gabaldon riesca a rendere vivida l'ambientazione, leggere i suoi libri è come vedere un film in alta definizione. Ma per i miei gusti a volte esagera! E una serie che va avanti da vent'anni mi pare davvero una cosa incredibile.

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  3. Alice ciao!
    Mi sono resa conto di non aver ancora commentato questo post sull'ultima puntata, ti rendi conto che svista?
    Come sempre adoro i tuoi commenti e questo genere di post, mi fanno sempre ridere tra me e me mentre leggo ah ah.
    Condivido in pieno il tuo pensiero. Nel libro c'è quel qualcosa in più che qui manca e per noi amanti di questa saga si è notato eccome, per quanto la serie è fatta benissimo in questa seconda stagione c'è quel qualcosa in meno che ha lasciato perplessa anche me.
    Poi non mi è piaciuto tanto questo cambio avanti e indietro tra passato e presente che nel libro è più lineare e non fa venire il mal di testa a chi magari non sa niente e cerca di afferrare la situazione.
    Speriamo meglio nella terza stagione!

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  4. Ciao Susy! Mi mancava il tuo commento! :D
    So che questi cambiamenti nella seconda serie hanno diviso i fan. Chi li apprezza e chi invece vorrebbe un ritorno alle origini. Sono curiosa di vedere come gestiranno la terza serie. :)

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