lunedì 8 giugno 2015

Recensione Odiare Amare Baciare di Ella Gai







Titolo: Odiare amare Baciare
Autore: Ella Gai
Editore: Newton Compton 
Data di pubblicazione: 5 giugno 2015
Pagine: 201
Punto di vista: Prima persona alternata
Livello di sensualità: Medio








Trama: Anna Monforti ha vent’anni, studia architettura, gioca a pallavolo e passa il tempo libero con la sua migliore amica, Emanuela, che lei chiama Nunù. Andrea Preziosi è un uomo sui quaranta, imprenditore di successo e playboy incallito. Si accontenta di relazioni di una notte, prive di coinvolgimento, che lo fanno stare bene senza creargli problemi. Non si lascia mai andare ai sentimenti, che gli procurano, secondo lui, solo guai.
Un giorno, mentre Anna sta facendo jogging insieme alla sua amica, Andrea rischia di investirla. È così che si conoscono e basta un attimo per iniziare a detestarsi. Lo spiacevole episodio sembrerebbe concluso e invece il destino beffardo li farà incontrare una seconda e poi una terza volta… E quel senso di fastidio che hanno cominciato a provare l’uno per l’altra, presto lascerà il posto a ben altro sentimento…

Pagina Facebook dell'Autrice
Sito internet della casa editrice

COMMENTO: 

Sono abbastanza in difficoltà nel recensire questo libro. Devo ponderare le parole, altrimenti c'è il rischio che offenda la scrittrice, o la CE, o qualche lettrice che ha apprezzato il romanzo. Parto con il dire che l'unico motivo per cui non ho dato una stellina è che non ci sono errori ortografici, quindi due stelline sono più che sufficienti come giudizio.

In pratica non mi è piaciuto nulla  e credo sia la prima volta che accade. Per evitare quanto detto sopra, cercherò di essere il più professionale possibile e per facilitarmi ho diviso la recensione in settori.

Personaggi: Andrea è un rampante uomo d'affari. Bellissimo, che non cerca l'amore perché (ma guarda un po') ha ricevuto una cocente delusione anni prima. Cambia donne con la stessa frequenza dei calzini, a letto è un cavernicolo (l'ha detto lui, non è un mio giudizio), è arrogante fino all'antipatia.

Anna. Che aggettivi utilizzare per lei? Puerile, insulsa, fastidiosa, sono i più blandi che mi permetto di usare. Ha vent'anni, frequenta l'università, gioca a pallavolo, è bellissima. 

Lo sviluppo dei personaggi è pressoché nullo, non bucano le pagine, sembrano le sagome che si disegnano a terra per gli omicidi, avete presente?  E poi sono improbabili. E' impensabile che un uomo di quarant'anni, stimato professionista, investa una ragazza e dopo essersi accertato che il cuore le batta ancora, la lasci sul ciglio della strada, con una gamba dolorante. Per carità, esisteranno anche uomini di siffatta specie, ma non sono certo eroi da romanzi rosa! 

Anna è fastidiosa più di una mosca che gira intorno al mio pane e Nutella. Provoca Andrea in continuazione, chiamandolo vecchio o facendogli gli occhi da triglia. Riesce ad inscenare schermaglie amorose difficili da trovare persino nei vecchi romance anni 80', e a me quel tipo di schermaglie hanno sempre dato l'orticaria.

Gli altri personaggi? Figurine messe lì per contorno.

Storia: Potrebbe essere il solito cliché uomo maturo/ragazzina che ha bisogno di una guida. Invece è la versione brutta del solito cliché uomo maturo/ragazzina che ha bisogno di una guida. Ma è sviluppata in maniera approssimativa, non so quanti anni abbia l'autrice ma ne deduco che non ha mai frequentato quarantenni, o forse ha frequentato quelli sbagliati.

Andrea si innamora al secondo sguardo, perché al primo era troppo impegnato ad insultare Anna per essersi fatta investire. Ma la cosa più grave, quella che mi ha fatto gridare all'orrore, è l'utilizzo di un argomento delicatissimo: la violenza sessuale sulle donne. Questo libro è uno di quei casi dove questo tema viene trattato con superficialità e indelicatezza. 

E' pensabile che una donna, dopo aver subito una violenza, possa fare sesso con un altro uomo? E con dopo non mi riferisco ad un anno, un mese o una settimana, ma al giorno stesso! La storia si dipana in altre scene di sesso  e poi ancora sesso, inframmezzate da dialoghi improbabili e vuoti che mi hanno fatto alzare gli occhi al cielo un po' troppo spesso.

Il finale è raffazzonato, non ho ben capito il motivo per cui si sono lasciati, e dire che ho letto quel passaggio diverse volte perché pensavo di essermi persa qualche frase, invece no, avevo capito il senso della storia, cioè l'assenza di un senso. C'è un salto temporale, l'inserimento di altri personaggi che hanno reso la trama ancora più confusionaria, un finale aperto che non mi ha incuriosita sul seguito.

Infine ho trovato l'utilizzo della prima persona alternata come un escamotage per allungare il brodo, ripetendo le stesse scene, con gli stessi dialoghi, tanto che a volte pensavo di essere tornata indietro. Per cui mi chiedo, se il POV alternato in realtà non fa altro che ripetere una scena, perché non utilizzare la cara, vecchia terza persona? Lo so che non è di moda, ma forse renderebbe meglio l'idea senza annoiare il lettore.

Considerazioni personali: Dato che le mie vere considerazioni personali sarebbero offensive per molte persone, le tengo per me. Però devo dire che non capisco il motivo di tanto successo, la trama è scarna, lo stile elementare e i personaggi piatti, tanto che non sono riuscita a trovare un solo pregio a questo libro. Eppure qualcosa di buono lo deve avere per aver venduto così tanto in versione self e per aver attirato l'attenzione di una signora Casa Editrice.

Vi prego, se qualcuno sa la risposta, sappia che attendo di essere illuminata.




Il mio giudizio è

6 commenti:

  1. Il messaggio è stato rimosso perché conteneva accuse gravissime che scivolano nel penale. Gli utenti sono liberissimi di criticare le recensioni, che ovviamente sono personali e non vogliono essere un giudizio assoluto, ma sono pregati di farlo nei modi dovuti. In caso contrario saranno cancellati in un amen e senza ulteriori giustificazioni. Grazie.

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  2. Stai serena cara Claudia, pure noi abbiamo salvato il tuo commento con le accuse. Tu fai pure quello che vuoi, ti aspettiamo al varco assieme ad una bella denuncia.

    Che brutta cosa le gelosia, proprio brutta.

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  3. Questo è il commento postato da Claudia:

    Anonimo Anonimo ha detto... Ha la stessa trama scarna del libro di Daniela Volontè che voi avete recensito a meraviglia. Tra l'altro edita dalla stessa casa editrice. Eppure voi dovreste saperne qualcosa, avete un gruppo segreto su fb in cui piratate i libri. E non nascondetevi, ci sono gli screenshot che potrebbe uscire da un momento all'altro. Per vostra informazione non difendo nè l'una nè l'altra autrice è solo il vostro modo di recensire che non mi piace. Perché fate le recensioni di parte, tanto voi i libri non li comprate, li piratate. Ecco perché andate a simpatie e antipatie. Nessuna casa editrice vuole collaborate con con voi. Forse cancellerete il post, ma non preoccupatevi, scatterò io una foto che farò girare insieme a quelle del gruppo segreto. Dimostrate di sapere prendere anche le critiche, così come criticate gli altri e lasciate il post. Claudia.

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  4. Claudia, ti invito a pubblicare il nome di questo gruppo segreto di fb.
    Inoltre, puoi spiegare questa frase che hai scritto?
    "Dimostrate di sapere prendere anche le critiche, così come criticate gli altri e lasciate il post." Post? Che post? Cosa significa"lasciare il post"? LOL, LOL, LOL :-)
    Ad ogni modo Claudia, la vita è bella! Stai serena! :-)

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  5. Anche se avete cancellato il post, vi rispondo lo stesso.

    Gelosia?
    Gelosia di cosa. Tutte possiamo aprire un blog, creare un gruppo e una fanpage.
    Comprare i libri?
    Ah, già dimenticavo voi li scaricate dal web. E non sembra che abbiate collaborazioni con le case editrici.

    Denunciarvi?
    Se avessi voluto farlo, lo avrei già fatto senza nemmeno commentare il post. E poi non ne ho il minimo interesse. Non siete così interessanti.
    Il mio intento è far capire a chi legge il vostro blog, che voi non comprate i libri, ma li leggete scaricati dal web..
    Semplice.
    Poi, se volete cancellare, cancellate. D'altronde lo avete già fatto.
    STATE SERENE.
    Comunque non la penso solo io così, ma tutte quelle che sono nel vostro gruppo. E fidatevi, anche se sono tutte pucci pucci, e non ve lo dicono, la penso esattamente come me. Prima il gruppo era pubblico, poi segreto, poi pubblico. Infine di nuovo segreto. Alla fine avete deciso di lasciarlo pubblico con il nome del vostro blog.
    ora chissà cosa farete.

    Perciò vi ripeto STATE SERENE.
    Potete anche risparmiarvi di rispondere,anche perché cancellate e vi leggete solo voi. Per ciò che importa sarò io a non rispondervi più.

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  6. Claudia, come non rispondere alla tua invettiva!
    1. Il romanzo della Volontè noi non l'abbiamo mai letto e quindi mai recensito;
    2. Il nostro gruppo su FB non è mai stato pubblico ma ad oggi chiunque può accedervi; basta seguire i vari link presenti nel blog;
    3. Nel gruppo FB non sono mai stati pubblicati ebook piratati anche perchè, se ciò fosse successo, non avrei esitato a cacciare il responsabile. Ciò che avviene in privato onestamente, non mi riguarda;
    4. Il nostro gruppo su FB non ha il nome di questo Blog.
    Per tutti questi motivi credo che tu abbia sbagliato di grosso sia il nome del blog che il famigerato gruppo FB. Come hai ben detto, di blog ce ne sono tanti e spesso i nomi si assomigliano...
    Ad ogni modo da questo momento in poi ti chiedo di non scrivere più in questo blog e di non segurici più; criticare ed esprimere le proprie perplessità va benissimo ma tu hai sfociato nella malafede e nella maleducazione per non dire che hai oltrepassato il limite della legalità. A presto....ma non qui!

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