Da che abbiamo memoria, fin dai tempi delle scuole elementari, il voto ci ha sempre messi in agitazione. Quanto mi avrà dato la maestra? Sarò arrivata alla sufficienza? Oppure no?
Questo perché il voto è un giudizio e spesso dimentichiamo che tale giudizio riguarda quello che abbiamo fatto e non la nostra persona. Assegna un valore al nostro compito e non a noi stessi. Sembrerebbe un'affermazione scontata, ma viste le polemiche che ogni giorno infuriano sui social a causa di recensioni negative, mi sembra una doverosa premessa.
Ma veniamo al sodo. Nel blog assegniamo le stelle da 1 a 5, utilizzando anche i mezzi voti. Come noterete, al nostro staff è capitato rarissimamente di recensire un romanzo dalle 2 stelle in giù. Perché? Perché quando giudichiamo un libro cerchiamo di tenere conto di più aspetti: non solo il gusto personale, ma anche dati tecnici e oggettivi quali lo stile, la correttezza formale, la cura nell'ambientazione, la coerenza della trama e come sono stati delineati i personaggi. Oltre a questi elementi oggettivi, poi valutiamo anche in base ai nostri gusti: quanto mi ha emozionato? Mi ha lasciato qualcosa di positivo oppure la storia mi ha irritata e ho detestato i personaggi? Perché non dobbiamo confondere una recensione con una critica letteraria, che invece è una valutazione puramente tecnica e oggettiva.


