Cari followers, questo post non sarà un articolo molto serio... è più un modo per condividere con voi quest'esperienza che per me è stata nuova ed entusiasmante. Dovete sapere che sono una persona fondamentalmente asociale e pantofolaia. Datemi un camino, una cioccolata calda e un libro e io sono felice. Oppure datemi un ombrellone in riva al mare, una bibita ghiacciata e un libro e io sono felice. Insomma, mi accontento con poco e tutte le situazioni che escono dalla mia comfort-zone mi creano ansia. Mio marito mi prende in giro perché mi agito anche solo quando devo telefonare per prenotare un tavolo al ristorante. Lo so, sono strana. Per cui quando ho deciso di partecipare al Salone del Libro, sono stata la prima a stupirmi di me stessa. Io? Andare in un posto pieno zeppo di gente, tutta pigiata come sardine? Ebbene sì. L'ho fatto. Complice un invito della Newton Compton che ha organizzato un evento carinissimo, in cui ho avuto l'occasione di intervistare alcune loro autrici. Ma per quello preparerò un breve post in cui riassumerò tutte le novità che ci hanno raccontato, mentre pubblicherò le interviste nei prossimi giorni, quindi restate sintonizzati!
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lunedì 16 maggio 2016
giovedì 3 dicembre 2015
mercoledì 18 novembre 2015
Città da romance: New York
Affermare che New York sia una città da romance è un tantino riduttivo, perché New York è la Città. Non me ne vogliano le irriducibili del made in Italy: il nostro Paese è ricco di storia, di paesaggi meravigliosi, le città sono opere d'arte. Eppure New York ha qualcosa che nessun altro posto possiede: quell'aura magica, un miscuglio di passato, presente e perché no, anche futuro, tutto proposto in un unico pacchetto.
lunedì 9 novembre 2015
Ritratto di una lettrice di romance
Tutto ha avuto inizio nel lontano 1983, anno più anno meno. Prima di andare a dormire mia nonna leggeva, sicuro come la messa. Erano libricini sottili e sulla copertina c'erano sempre un uomo e una donna che si baciavano, tanto che la cara nonna mi vietava persino di guardarli da lontano. Pessima idea quella di vietare qualcosa a una bambina curiosa.
Anche mia madre leggeva romance, ma i suoi erano più spessi, le copertine erano sfoderabili, ma ritraevano sempre un uomo e una donna. Qui però il viso della lei di turno sembrava trasfigurato dallo stesso orgasmico miracolo capitato a Santa Teresa (ma questa considerazione l'ho fatta a posteriori, dato che all'epoca avevo più o meno sette anni e l'unico miracolo che conoscevo era quello della moltiplicazione dei pani e dei pesci).
Da queste due figure femminili è nato il mio amore/ossessione/dipendenza per il romance.
martedì 3 novembre 2015
giovedì 15 ottobre 2015
venerdì 24 luglio 2015
I college: dal new adult alla realtà

Vi siete mai chieste com'è il college dove Abby e Travis si sono innamorati?
E l'Università frequentata da Lilly, prima che quel cattivone di Jeremy decidesse di rapirla?
Devo ammettere che sono sempre stata incuriosita da questa ambientazione. Come non ricordare l'indecisione di Rory Gilmore (serie tv Una mamma per amica) nella scelta tra Yale e Harvard?
O quando Steve di Beverly Hills 90210 ruba la mascotte del college antagonista?
L'articolo di oggi non parla di un romanzo, ma vi vogliamo proporre un tour virtuale nel mondo dei college americani.
Forse questo interesse nasce dal fatto che in Italia la realtà universitaria è molto diversa da quella statunitense. In genere si frequentano gli atenei vicino a dove abitano i genitori per risparmiare su vitto e alloggio, e non esiste quel cameratismo che sfocia nelle varie confraternite e sorellanze.
Qualche maligno sottolinea anche il grado inferiore del sistema scolastico d'oltreoceano, ma noi preferiamo soffermarci su altri aspetti.
Il college non è visto solo come un luogo dove imparare, ma è anche un posto dove emanciparsi dalla famiglia. E grazie ai romanzi sappiamo abbastanza di feste goliardiche, giochi infantili e sesso come se piovesse.
I college più famosi, quelli che sentiamo nominare più spesso, fanno parte della prestigiosa Ivy League, e si tratta delle università con la situazione finanziaria migliore. La Columbia University a New York o il Dartmouth College ad Hanover sono solo un paio di esempi. Ma nominate un altro college famoso e vedrete che rientrerà nel facoltoso elenco.
Non dovete credere che bisogna per forza pagare rette stellari per accedere ad uno di questi atenei. Infatti con il “financial aid”, ovvero riduzioni più o meno consistenti delle rette, anche i meno abbienti possono frequentare Harvard. Stanford non fa pagare neppure vitto e alloggio se il reddito è inferiore ai 60.000 dollari.
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