martedì 27 settembre 2016

Recensione Sangue amaro di Angela D'Angelo


Titolo: Sangue amaro
Autrice: Angela D'Angelo
Serie: autoconclusivo
Editore: autopubblicato
Data di pubblicazione: 6 Agosto 2016
Pagine: 202
Punto di vista: prima persona alternata
Livello di sensualità: basso

Trama: Ci sono luoghi in cui ogni giorno è una lotta alla sopravvivenza, dove l'aria avvelena il sangue. 
Antonio vive a Scampia, un quartiere dimenticato da Dio e dallo Stato. Sulle sue spalle grava la responsabilità di crescere il fratellino Gabriele, inserito in un programma di recupero per minori a rischio.
Ci sono persone che combattono e non si arrendono al senso di impotenza.
Greta è una psicologa. La sua vita non l’aveva preparata al degrado delle Vele, alla silenziosa battaglia ingaggiata da un ragazzo cresciuto troppo in fretta e da un bambino che fatica a riconoscersi nei suoi coetanei.
Ci sono legami che nascono a dispetto delle barriere innalzate dai pregiudizi e dalla società.
Antonio, Greta e Gabriele sono tre figli di una terra amara. Le loro esistenze si intrecciano, si scontrano e si completano sullo sfondo di una realtà difficile e pericolosa, che li minaccia e sembra precludere loro ogni possibilità di avere un futuro.
Sangue Amaro. Una storia di fiducia, di amore, di speranza.

Recensione di Alice:
È parecchio tempo che volevo leggere qualcosa di questa giovane autrice che ogni tanto incrocio sui social e mi colpisce per le sue risposte gentili, mature e ponderate. Al rispetto che provo verso di lei come persona si è aggiunto anche l'ammirazione come autrice. Sì, perché questo romanzo piuttosto breve ha messo in evidenza le sue notevoli capacità di scrittura, le quali, considerata la sua età, non potranno che crescere e perfezionarsi. Sangue amaro non è un romanzo perfetto, ma di sicuro è una storia che colpisce, arricchisce, fa pensare e ti rimane dentro.

Essendo una nordica fatta e finita, sono affascinata dal sud in tutti i suoi aspetti: dal clima, al cibo, alla gente così espansiva e solare. Avevo già sentito parlare delle famigerate Vele del quartiere di Scampia, a Napoli. Chi non lo ha fatto da quando è uscito il libro Gomorra e ne hanno tratto il film? Ero quindi molto curiosa di vedere il ritratto che ne avrebbe fatto l'autrice. Le sue parole me ne hanno fatto respirare l'atmosfera opprimente, di libertà negata, di rabbia repressa, di paura, di coraggio, di forza. Di amore.

Sì, perché Sangue Amaro è soprattutto una storia d'amore e di speranza, proprio laddove l'amore e la speranza sembra sia impossibile possano crescere, in un luogo in cui la camorra è come un diserbante che corrode ogni germoglio di felicità, ogni anelito alla libertà e all'autoaffermazione. 
Antonio lo sa bene, che non ha futuro, eppure continua a lottare ferocemente per quello di Gabriele, il suo fratellino, con una rabbia disperata che trasuda da ogni suo gesto, da ogni sua parola. Anche verso Greta, la maestra di Gabriele, la ragazza cresciuta a pochi chilometri di distanza che equivalgono a un universo intero. Quella giovane donna gentile e bellissima, così irraggiungibile, così intoccabile. O forse no?

Greta è una donna dolce e determinata e il primo a fare breccia nel suo cuore è il piccolo Gabriele, già così maturo per la sua età da sembrare un adulto in miniatura. Vedere la sua adorazione per il fratello maggiore la commuove e sapere tutti i sacrifici che Antonio fa per riuscire a mantenere la custodia del bambino, la porta a rispettare quel giovane uomo cupo. 
"Basta una manciata di ore per innamorarsi" iniziai, alzando il mento per baciargli un angolo della bocca, dove c'era una piccola cicatrice che avevo scoperto ispezionando il suo viso. "È l'impegno che trasforma l'amore in un legame."
Ed è proprio questo che succede ad Antonio e Greta, si innamorano e poi si legano. Ma devono combattere contro quello che li circonda, un mondo che si piega intorno ad Antonio come le sbarre d'acciaio di una prigione. Sbarre fatte di illegalità, connivenza, violenza, ignoranza...
Guardai le Vele al di là della finestra, aperta per far entrare un po' d'aria in quella domenica torrida. Decadenza e autorità giudiziaria si fronteggiavano ai lati di una strada. Vincevano entrambe, a momenti alterni. Oggi avevo perso io. Mio fratello, Greta, le poche settimane vissute insieme come una famiglia. Il sangue chiama, il sangue pretende, il sangue non mente. Ero figlio della mia terra. La mia sbandata sarebbe stata ripulita nel sangue.
Sulla trama non vi dico altro, anche perché non sapere come sarebbe andata finire ha aumentato la mia trepidazione durante la lettura e non voglio togliervi questa sorpresa.

Lo stile di Angela D'Angelo è ricercato, preciso, forse a volte troppo raffinato nei dialoghi, che stridono un poco con quello che è il linguaggio della vita reale, ma sono sfumature che rimangono ai margini e niente tolgono al piacere della lettura. Se devo trovare un difetto a questa storia, è proprio la dinamica romantica tra i protagonisti, che non mi ha convinta del tutto, mentre promuovo a pieni voti l'ambientazione e i singoli personaggi.

Lo consiglio? Assolutamente sì, anche perché, oltre ad essere un bel libro, i proventi della vendita del formato cartaceo di Sangue Amaro saranno devoluti alla Onlus SalvaBimbi, operante sul territorio di Scampia, quindi farete anche un po' di bene. L'ebook invece è disponibile gratuitamente sugli store. Insomma... non avete proprio scuse...

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