lunedì 26 settembre 2016

Recensione Match Point di Indigo Bloome


Titolo: Match Point
Autore: Indigo Bloome
Editore: Newton Compton
Data uscita: 9 agosto 2016
Genere: erotico
Ambientazione: Inghilterra/Francia/Australia
Punto di vista: terza persona
Livello di Sensualità: Hot

Trama: Quando un incidente mette fine alla sua brillante carriera come prima ballerina, Eloise è devastata dal dolore. Sola, lontana dall’unico mondo che abbia mai conosciuto, sente di avere perso l’unica ragione di vita. Fino a quando incontra un enigmatico miliardario, Caesar King, che le offre la possibilità di ballare di nuovo. La proposta sembra darle tutto ciò che ha sempre sognato: un gran pubblico e un modo per dedicarsi a ciò che ama più di ogni altra cosa. Per due anni dovrà ballare per giocatori di tennis ad alto livello, come fonte di ispirazione. Così, abilmente manipolata dallo spietato Caesar, Eloise fa il suo ingresso nel mondo dello sport, un ambiente in cui è importante dominare e solo chi vince detta regole, sia sul campo che in camera da letto. Ben presto si lascia coinvolgere in una relazione cupa e al tempo stesso inebriante con Stephan Nordstrom, campione in carica. Ma con ogni grande slam arriva la possibilità di un nuovo numero uno. Ed Eloise non si è resa conto che il trofeo più ambito ormai è diventata lei…

RECENSIONE DI ESTELLE:
Il principio su cui si basa il singolare accordo fulcro della storia è il seguente: una ballerina di danza classica è sottomessa di natura, un giocatore di tennis, al contrario, è dominatore. Caesar King è considerato una sorta di dio nel mondo del tennis: gestisce scommesse, atleti, contratti, sponsor. 

Un po’ per noia, un po’ per diletto, un po’ per lavoro, diventa il burattinaio in grado di tirare i fili di tre persone che nelle sue mani diventano fantocci inconsapevoli piegati ai suoi capricci. 

Eloise, eterea e talentuosa ballerina di danza classica, ha fatto del balletto la sua ragione di vita. Non ha famiglia, non ha amici, non ha un amore, il motivo per cui si alza la mattina è svolgere i compiti che le affida il suo maestro e perfezionare la tecnica per diventare la più brava di tutte. Ma un incidente fermerà la sua ascesa proprio a un passo dalla meta e lì entrerà in gioco Caesar che le farà una proposta alla quale non potrà dire di no: essere al servizio del numero uno del tennis, chiunque esso sia, per due anni. 

Poco prima di accettare, Eloise farà la conoscenza di Noah, un ragazzo che la travolgerà con il suo ottimismo e che la spronerà a seguire i suoi sogni, convincendola inconsapevolmente ad accettare la proposta di Caesar. Il numero uno al quale viene affidata inizialmente è Ivan, che da lei vorrà solo una cosa: il balletto. Ma quando verrà spodestato da un astro nascente, lo svedese Stephan Nordstrom, la vita di Eloise cambierà in un modo che lei non potrebbe mai potuto immaginare. Questo uomo, che assomiglia a un dio scandinavo tanto è fisicamente perfetto, nasconde un animo marcio e corrotto, con una propensione al sadismo che ad un certo punto non sarà più in grado di gestire, facendo precipitare Eloise in un incubo.

Eloise è un bel personaggio femminile tracciato con dovizia di particolari, sia nel ruolo di sottomessa inconsapevole prima dell’incubo, sia nella discesa verso l’inferno. L’autrice descrive in maniera vivida il sottile divario che esiste tra sottomissione e plagio, il modo in cui la volontà diventa creta nelle mani di un mostro, trasformando la persona in un involucro vuoto. 

Stephan è un antagonista favoloso, perfetto nella sua mania di onnipotenza, nel suo elargire dolore e piacere, nella sua brama di potere e possesso ed è indiscutibile la fascinazione che scatena la sua mente in bilico tra pazzia e fredda determinazione. 

Non so bene che giudizio dare a questo libro, in alcune parti mi ha preso così tanto da non riuscirmene a staccare, in altre mi ha annoiato, in altre ancora mi ha deluso. Il più grande difetto a mio avviso è voler gestire troppi argomenti importanti, tanto che spesso passaggi che avrebbero meritato un’introspezione maggiore sono stati appena accennati. Noah, che è la luce di questa storia, all’inizio avrebbe meritato uno spazio maggiore proprio in virtù del ruolo assunto soprattutto alla fine. Così come la storia di Caesar che viene imbastita nella trama in maniera troppo abbozzata, solo per rendere possibile un colpo di scena che in realtà si è svelato da solo molto prima della rivelazione. 

E peccato per quel lieto fine in cui sono tutti felici, appagati e sorridenti. C’è troppo amore nell’aria, come se potesse bastare una chiave in grado di aprire un lucchetto per cancellare ferite che difficilmente riescono a rimarginarsi. 

Tre stelle e mezza

1 commento:

  1. Ciao Estelle,
    questo libro almeno dalla trama sembra un solito clichè però mi fa piacere da quello che scrivi che sia ben altro.
    Non sopporto come te quando cercano di gestire troppe situazioni insieme dando magari poco spazio a chi non ne merita.
    Detto questo sono ancora indecisa se leggerlo o meno ma comunque grazie per la tua opinione

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