lunedì 23 maggio 2016

Recensione Lui vuole me di Ava Lohan


Titolo: Lui vuole me
Autrice: Ava Lohan
Editore: Self-publishing
Data di pubblicazione: 5 Maggio 2016
Pagine: 316
Genere: Erotic romance
Punto di vista: prima persona femminile
Livello di sensualità: alto

Trama: Mancano diciassette giorni per prendere i voti, quando per salvare il convento mi ritrovo costretta ad accettare il compromesso del suo nuovo arrogante proprietario.
Lui vuole me, una novizia, per due settimane. Il mio corpo in cambio del convento. Questa è la sola possibilità che mi offre per non perdere la mia casa.
Ma Kegan Anderson non è come la maggior parte dei ragazzi: lui è a capo del Lust, il club privato più esclusivo e lascivo di Long Island. Ed è lì che vuole portarmi.
Kegan è abituato a vendere il suo corpo e quello dei suoi dipendenti. Non prova niente per nessuno e non va mai a letto più di una volta con la stessa persona a meno che questa non lo paghi.
In questi quattordici giorni non posso negargli il mio corpo, ma devo riuscire a preservare il mio cuore e a ignorare l’attrazione che sento per lui e ciò che mi fa provare. Perché Kegan è una bestia. E la bestia non ama, distrugge.

Recensione di Miss T.: 

Oggi voglio parlarvi di un romanzo che ha fatto impazzire le lettrici di romance, suscitando entusiasmo e critiche feroci, dividendo i lettori in santi e peccatori.
Lui vuole me è la storia di due ragazzi, Kegan e Rose, due giovani che hanno un passato turbolento e che proprio a causa dei loro demoni e dei loro sensi di colpa hanno scelto strade sbagliate… sbagliate per loro e al tempo stesso strade che li uniranno in modo indissolubile.

Kegan è il proprietario del Lust, una villa di lusso dove persone ricchissime e insospettabili pagano cifre spropositate anche solo per avere un bacio. E i baci di Kegan, credetemi sulla parola, costano davvero una pazzia. Rose è una novizia, sta per prendere i voti non per vocazione ma per punizione, come dichiara lei stessa. La morte del nonno di Kegan e il conseguente passaggio di proprietà del convento Saint Claire, diventano il mezzo attraverso il quale il protagonista riesce a ricattare le suore per avere Rose tutta per sé per due settimane.

Ed è proprio da qui che voglio partire.
Il romanzo mi è piaciuto, la scrittura è scorrevole anche se con quale imprecisione stilistica, le scene di sesso emozionati e nient’affatto volgari, la storia tutto sommato si lascia leggere volentieri, però ci sono degli aspetti che onestamente mi hanno un po’ spiazzata e non mi hanno permesso di identificarmi del tutto con i personaggi e con la loro storia.

Kegan Anderson viene definito da tutti una “Bestia” priva di sentimenti e amorale, una specie di macchina per fare sesso e soldi. Eppure questo stesso ragazzo che non si concede mai più di una volta, che non bacia mai nessuno a meno che non sia strapagato, vuole una novizia tutta per sé per due settimane e non una a caso, ma vuole proprio lei, Rose. Non solo la vuole in esclusiva e lo chiarisce da subito, ma non fa nulla e ripeto nulla per apparire la Bestia che dovrebbe essere. Francamente Kegan Anderson mi è sembrato un ragazzo dolcissimo, forse un po’ sboccato, sicuramente irriverente, ma non ha mai compiuto una sola azione degna dell’orribile nomignolo che gli è stato assegnato. Ammetto che per tutto il romanzo mi sono chiesta per quale dannato motivo lo chiamassero così e la spiegazione che dà a Rose non mi ha soddisfatta neanche un po’.
Secondo voi sono queste le parole di una bestia ?
«Ora dovremmo uscire dall’acqua, e io dovrei recuperare i miei pantaloni e prendere il preservativo, ma tutto questo richiederebbe tempo e io non riesco a resistere (…) ma potremmo farlo qui, e io uscirei prima di venire. Ti andrebbe?»
oppure
«Forse potresti non bastarmi mai»
e ancora
«L’abbiamo fatto due volte senza protezione e non faccio altro che baciarti. E io non bacio, non senza essere strapagato, porca puttana!»
Queste sono frasi pronunciate da Kegan nei primi capitoli del romanzo, non alla fine e io, mentre le leggevo con gli occhi a cuoricino, mi chiedevo perché mai questo ragazzo, palesemente “cotto”, venisse definito come una “Bestia” e soprattutto per quale dannato motivo la protagonista riuscisse a fraintendere i suoi gesti in modo scandaloso. Una bestia direbbe davvero queste frasi? Non so. Credo che io e Ava Lohan abbiamo idee diverse di bestialità, perché personalmente mi aspettavo ben altro. 

Pensavo che questo romanzo mi avrebbe scioccata, che il protagonista mi avrebbe fatta saltare sulla sedia snocciolando il rosario per le oscenità  dette e fatte, invece francamente qui di scandaloso non c’è nulla. Ava Lohan con buon gusto e delicatezza sorvola sulle pratiche sessuali di Kegan che non coinvolgano Rose, lasciandole solo immaginare. Questo per me è un pregio del romanzo, però mi sembra giusto segnalarlo perché se vi aspettate un racconto “tosto”, un pugno in uno stomaco, qui non lo troverete.

Veniamo a Rose, la protagonista, il personaggio a mio giudizio meno riuscito. Ha 21 anni e  ha commesso le solite sciocchezze che si fanno durante l’adolescenza, peccato che lei le abbia pagate a caro prezzo. Per quanto mi sia sforzata di capirla onestamente non ci sono riuscita. Rose oscilla impazzita tra santità e sregolatezza, tra un Padre Nostro sussurrato toccandosi il crocefisso e il saltare addosso al protagonista senza alcun ritegno. Non la condanno per il desiderio carnale che prova, è comprensibile, è umano, avrei però preferito che l’autrice la facesse sembrare meno bipolare, perché vi giuro che ho avuto dei momenti in cui sarei voluta entrare nel kindle e prenderla a schiaffi.

In conclusione il romanzo è una bella storia d’amore, delicata, tormentata e piena di pathos. Ci sono molti cliché sapientemente dosati: lui bellissimo fino all’inverosimile, lei casta e pura all’apparenza, ma con un sano desiderio sessuale tipico degli adolescenti con l’ormone impazzito; soldi e lusso a volontà; il solito passato oscuro che dopo Christian Grey tormenta più della metà dei protagonisti maschili di romance; una storia d’amore di quelle che vi farà battere il cuore e del sano sesso che non guasta mai.

Risultato? Direi che il gradimento dei lettori parla da sé.
Per quanto non sia il genere che prediligo, il romanzo come avrete capito mi è piaciuto e penso sia la lettura adatta a tutte le lettrici che vogliano trascorrere qualche ora di svago con una storia leggera e che risveglierà la crocerossina che c’è in ognuna di noi.

Quattro stelle

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