lunedì 23 maggio 2016

Outlander Recensione 2x07: "Faith"


Bentornati cari Outlanders, siete sommersi di fazzolettini umidi come me? Avete visto il settimo episodio e pianto ogni vostra lacrima, come nemmeno nel finale di Titanic? Io sì, lo ammetto... Ho piagnucolato come una ragazzina per due terzi della puntata e appena mi riprendevo... via con altre lacrime! Se ci aggiungiamo che in tutto ciò non abbiamo avuto il conforto di Jamie, che compare solo al quarantanovesimo minuto, potete capire il mio sconforto. Ammetto che il pensiero di ripercorrere tutto il calvario mi spaventa un po', ma per voi questo ed altro. Soprattutto per la mia fedelissima Susy! 

L'episodio inizia con un flash forward destabilizzante: siamo a Boston, nel 1954, sei anni dopo il ritorno di Claire nel futuro, e la troviamo insieme a una bellissima bambina piena di riccioli ramati, la quale la chiama mamma. Che questa scena fosse un contentino per prepararci a tutto il dolore che ci aspetta? Come dire: adesso vi facciamo a pezzettini il cuore, ma ricordatevi che alla fine Claire abbraccerà una figlia viva. Eh sì, credo che l'avessimo capito tutti cosa sarebbe successo, quando abbiamo visto la nostra tostissima Sassenach accasciarsi a terra, con il sangue che le scorreva sulle gambe. 

Dov'è il mio bambino?
Quello che tutti temevamo è successo: la bambina è nata morta. Vediamo una Claire pallidissima svegliarsi in un letto dell'Hopital, con la pancia molto più piatta di quello che dovrebbe essere, e cercare immediatamente la propria bambina. Quando Madre Hildegarde, con tutta la delicatezza possibile, le comunica che non ce l'ha fatta, la sua incredulità e il suo dolore hanno riempito ogni pixel del mio schermo. Ma fino a qui sono riuscita a resistere. Ho ingoiato le lacrime e ho tenuto duro.

Dopo giorni, di Jamie nessuna traccia, mentre Claire è ancora ferma a letto, arsa viva dalla febbre puerperale, senza alcun desiderio di continuare a vivere. Quando viene chiamato un prete per darle l'estrema unzione, alla richiesta di liberarsi dei suoi peccati, le sue parole di risposta sono corrosive come acido sulla pelle:
"I miei peccati sono tutto ciò che mi rimane."
Sarà solo l'intervento di Mastro Raymond a salvarla dal baratro in cui è caduta, non solo guarendola fisicamente, ma facendole ricordare che al mondo c'è ancora una persona che ama: Jamie, è infatti il suo nome che grida nel momento di massimo dolore. Purtroppo si sente così tradita da lui, per non aver mantenuto la sua promessa, che non riesce a perdonarlo. E' arrabbiata e addolorata. Una brutta combinazione.

Dopo qualche settimana, Fergus la convince a tornare a casa e ammetto che qui la diga che teneva indietro le lacrime ha avuto il suo primo cedimento. Vedere la nostra forte e indomita Claire scendere dalla carrozza così pallida e fragile, quasi irriconoscibile, sfigurata dal dolore e indebolita dalla malattia, è stato un secondo colpo al cuore. L'affetto che i servitori le riservano è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ho iniziato il primo round di piagnisteo.

Il secondo round non tarda ad arrivare. Pochi minuti dopo, mentre Claire vaga per la casa di notte, piangendo in silenzio, sente il piccolo Fergus gridare nel sonno. Ed è così che scopre perché Jamie non ha mantenuto la promessa e parte della sua rabbia inizia a sfumare. 
Ve lo devo dire qual era il motivo? Devo proprio? Oddio... soffro. Tanto si era capito lo stesso già dall'altra puntata... Devo? Ok. Sappiate che odio anche solo ripensarci per cui lo dirò velocemente: quel bastardo figlio di puttana di un maniaco perverso di Black Jack Randall ha osato stuprare l'adorabile Fergus. Pensavo di non poterlo odiare più di così, e invece... guarda un po'. Non c'è mai fine al peggio. Ed è davanti alle lacrime di vergogna e di senso di colpa del ragazzino che ho consumato il secondo pacchetto di fazzoletti. 

Grazie a questa scoperta, Claire si dà una scrollata emotiva e torna un po' quella che conosciamo: combattiva e disposta a tutto per salvare il suo Jamie. Così, consapevole di dover pagare un prezzo davvero poco onorevole, richiede un'udienza privata al Re, in modo da presentare una petizione per la liberazione del marito. Il fatto che l'udienza abbia luogo nelle stanze private del monarca, con l'enorme letto che incombe su di lei, non lascia molto spazio all'immaginazione. Così, quando il Re le chiede se è disposta a fargli un "piccolo piacere", in cambio della liberazione di Jamie, Claire è pronta a quello che la aspetta, ma... scopre di essersi sbagliata.

Il Re la porta in una stanza segreta dove trovano niente meno che il boia, Mastro Raymond e il Comte St. Germaine. Qui si mette male... e così è. I due sono accusati di stregoneria e la Dame Blanche viene chiamata a giudicare quale dei due operi davvero l'arte magica. Seguono un po' di giochi di prestigio che si concludono con un erborista esiliato e un conte stecchito. E una Claire distesa sul letto del Re, che paga il prezzo richiesto. Eh sì, ci hanno illusi che almeno questa umiliazione le fosse risparmiata e invece... c'è da dire che il caro Luigi non sia esattamente un maratoneta e l'amplesso ha più o meno la durata di quello dei conigli. Insomma, due botte e via, la congeda nemmeno fosse la cameriera che gli ha appena servito il tè.

Ed è qui che, finalmente, vediamo ricomparire il nostro eroe: un Jamie sporco e barbuto sale le scale della propria casa, andando incontro a una Claire impassibile. La sua prima domanda è se il loro bambino era un maschio o una femmina. La seconda è:
"Mi odi per questo Claire?"
"Ti ho odiato..."
A queste parole lo vediamo chiudere gli occhi, come se non fosse in grado di sostenere anche questo colpo. Ma quello che arriva dopo è il terzo round di lacrime a go go. Perché Claire gli racconta del momento in cui Madre Hildegarde le mette tra le braccia il corpicino della loro bambina, così piccola e così bella, così simile a Jamie. La scena è straziante e la Balfe è straordinaria, lasciatemelo dire. Ma le parole che seguono sono davvero inaspettate, sia per Jamie che per noi spettatori.
"Sono stata io a chiederti l'impossibile. Sono stata io a mettere Frank davanti alla nostra famiglia. Sono stata io a seguirti nella foresta. Non è colpa tua. E' colpa mia."
Ma Jamie, come sempre, è l'eroe perfetto e la rassicura, dicendole che le perdonerà sempre qualsiasi cosa. La sua affermazione viene subito messa alla prova dalla confessione di Claire di essere stata a letto con il Re, e lui dimostra la sua sincerità, riconoscendo che l'ha fatto per salvare la sua vita, esattamente come lui era stato disposto a cedere il proprio corpo a Randall per salvare la sua. Le dice che sì, le cose non saranno più le stesse, ma insieme potranno sopportarlo. Claire a questo punto non vede l'ora di gettarsi tutto alle spalle e chiede piangendo a Jamie di portarla a casa, in Scozia, ed è piangendo a sua volta che lui accetta. Insomma, in questo episodio, un bel pianto non se lo risparmia nessuno.

L'episodio si chiude con l'addio alla tomba della piccola Faith Fraser, che rimarrà in Francia, ma con un po' di Scozia al suo fianco: uno dei cucchiai dei dodici apostoli.

Siete sopravvissuti? Io così così, lo ammetto. Questa puntata è stata durissima, emotivamente parlando, sotto diversi punti di vista.
La protagonista indiscussa è Claire e Caitriona Balfe ha reso onore al personaggio con un'interpretazione a mio parere di altissimo livello, Non vedo l'ora di rivedere i nostri eroi cavalcare per le verdi vallate scozzesi, sperando che possano trovare un po' di pace e di serenità. Ma chissà perché... non ci credo nemmeno io. 

Alla prossima!

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Vi lascio con il promo del prossimo episodio: si torna in Scozia!

2 commenti:

  1. Alice ciao!
    Che bello sono anche nominata nel tuo commento :-)
    questa è stata per ora la puntata più brutta e più straziante da quando la serie è cominciata! Ma come si fa a non commuoversi con scene del genere?
    Anche leggendo le tue parole mi è sembrata di riviverla, bravissima come sempre.
    Odio B.J.R. già dai libri ma insomma qui dando un volto a una persona è ancora peggio mamma mia quell'uomo... per fortuna che ppi se ne andrà per sempre, anche se dovremmo sopportarlo ancora per un pò.
    Concordo con te l'interpretazione della nostra Claire è stata stupenda.

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    Risposte
    1. Susy, che bello fangirlare in compagnia! Eh sì, questa puntata è stata uno strazio completo. Non lo dico mai, ma qui ci sta, anzi, sembra coniato per questa occasione: #mainagioia! Poveri i nostri eroi... e maledetto, maledetto e stramaledetto sia BJR.

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