lunedì 3 agosto 2015

Recensione Oscure gioie: Bijoux de Deuil di Virginia De Winter


Titolo: Oscure gioie: Bijoux de Deuil
Autore: Virginia De Winter
Serie: Singolo
Editore: autopubblicato
Data di pubblicazione: 8 febbraio 2014
Pagine: 228
Livello di sensualità: Soft
Punto di vista: Terza persona


Trama: Nell'alta società di Londra si mormora che sia più bello di Dorian Gray e più cinico di suo zio, Lord Henry Wotton. E, in effetti, Sebastian Fane, conte di Darlington, potrebbe dare lezioni di dissolutezza a chiunque. Durante la sua vita è sempre stato abituato a prendere ciò che vuole: infrange cuori maschili e femminili senza scrupolo alcuno, consumando le passioni con la medesima noncuranza che riserva alle sue sigarette. Ma il corso del suo destino è destinato a mutare quando, in una sordida taverna di Whitechapel, si troverà a incrociare le armi per difendere un giovane sconosciuto. Raven Armitage è bello e sfuggente, con un accento francese e una voce melodiosa che rendono impossibile non cedere alle sue incantevoli menzogne. Per la prima volta nell'esistenza di Sebastian, sarà qualcun altro a imporre le regole del gioco, accendendo in lui una passione che minaccia di travolgerlo senza possibilità di scampo. Nella Londra di fine Ottocento, divisa tra la tradizione della nobiltà e l'avvento del futuro, ha così inizio un'indagine pericolosa, una caccia all'uomo tra il lusso delle sale da ballo e lo squallore delle fumerie d'oppio, una lotta senza quartiere contro un nemico che si nutre della magia più oscura e che schiera ai suoi ordini un esercito di morti per arrivare a insidiare anche la vita di Sua Maestà la Regina... 


Recensione:
Ho comprato questo libro mesi fa, nonostante, o forse proprio perché il genere è decisamente particolare: uno storico in epoca vittoriana con un tocco di sovrannaturale M/M. Dite niente? L'ho comprato anche e soprattutto perché, per me, il nome Virginia De Winter è sinonimo di garanzia, neanche fosse il bollino DOCG su una bottiglia di barolo. Ho letteralmente adorato la serie di Black Friars, che occupa la posizione d'onore sulla mia libreria. A dire la verità ne occupa anche una buona parte, visto che sono ben quattro volumi con un numero spropositato di pagine. Tra le altre cose, hanno anche il raro pregio di avere delle cover stupende. Fazi non è a buon mercato, però sa come si fanno le cose per bene... Ma sto divagando!

In questi giorni avevo voglia di qualcosa di diverso e così l'ho preso in mano e in due giorni l'ho bruciato. Non nel senso che gli ho dato fuoco, anche se con questo caldo la combustione spontanea non sarebbe poi così insolita... Ma nel senso che l'ho divorato! E' vero, rispetto ai mattoni chilometrici a cui l'autrice mi aveva abituata, questo romanzo è piuttosto breve ed è finito troppo in fretta. Penso che qualche pagina in più avrebbe giovato alla completezza della storia. O semplicemente avrebbe soddisfatto il mio desiderio di leggerne ancora. Quando ho chiuso il reader sembravo una tossica. "Ne voglio ancora!"

Lo stile dell'autrice è inconfondibile, e anche se in questo romanzo è un po' meno ricercato e articolato rispetto alla serie Black Friars, rimane ottimo, a tratti poetico. Ho notato qualche frase poco scorrevole, come se fosse stato revisionato in fretta, ma sono davvero dettagli e non mi aspetto la perfezione da un'autopubblicazione. Ciò che conta è che l'autrice ha il tanto chiacchierato ma poco comune talento di mostrare e non raccontare. Con le sue frasi curate e dettagliate, ma mai pesanti, mi ha portata ai ricevimenti nei salotti londinesi, nelle bettole dei quartieri malfamati, in cimiteri inquietanti e popolati da misteriose e sovrannaturali creature...

La storia di Raven e Sebastian, due giovanissimi e bellissimi nobili (i superlativi per loro non sono mai eccessivi o sprecati, credete a me), ci racconta in modo lieve e delicato prima della loro attrazione e poi del loro amore, ma ci mostra anche molto di più. Ci racconta di un mistero da risolvere, tra indagini nei bassifondi di una torbida Londra vittoriana, nei cui salotti si aggira la figura ambigua di Dorian Gray. Un giallo semplice ma ben costruito, con quella punta di paranormale che non guasta mai.

Non voglio dirvi di più sulla trama, perché i colpi di scena sono pochi ma messi esattamente al posto giusto. Basterebbe una parola di troppo per rovinarvi tutto il piacere della scoperta. Vi basti sapere che i personaggi, per quanto notevoli, con il loro magnetismo non soffocano la storia, non monopolizzano l'attenzione del lettore, come a volte accade. Al contrario la valorizzano, o la storia valorizza loro. Insomma, sono in un equilibrio perfetto che ti avvince e non ti fa mollare il libro finché non leggi la parola fine.

Una lettura originale, che consiglio con tutto il cuore. Peccato che su Amazon sia scomparso... Che sia stato acquistato da una CE? O ritirato per una revisione più accurata? Non lo so, ma spero di rivederlo presto in commercio per poterlo consigliare alle amiche.

Il mio voto è:


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