martedì 11 agosto 2015

Recensione Prigioniero di nessuno di Diana Gabaldon (Serie La straniera #15)






Titolo: Prigioniero di nessuno
Autrice: Diana Gabaldon
Serie: Outlander #15
Editore: Corbaccio
Data di pubblicazione: 9 luglio 2015
Pagine: 544
Formato: cartaceo/ebook
POV: Prima persona Claire/Terza persona gli altri personaggi
Livello di sensualità: Soft







Trama: Giugno 1778. Nell’infuriare caotico della battaglia di Monmouth, che vede la vittoria definitiva dell’esercito guidato da George Washington, Claire Fraser viene ferita gravemente ed è in pericolo di vita. Jamie, terrorizzato all’idea di perdere ciò a cui tiene di più, non ha un attimo di esitazione ad abbandonare la divisa di generale per restarle accanto, prima durante la pericolosa operazione e poi durante la difficile convalescenza. Ancora un volta insieme e innamorati più che mai pur tra mille avversità, Jamie e Claire si trasferiscono Philadelphia, a casa di amici, i Fergus, intenzionati a ricostruirsi una vita e determinati a trovare, insieme, un luogo da poter chiamare di nuovo, e forse per sempre, “casa”. Intanto, nel Ventesimo secolo, Brianna comincia a pensare che il posto più sicuro per lei e i suoi bambini sia il passato, dove, forse, potrà ritrovare l’amato marito Roger. Ma viaggiare nel tempo con due bambini piccoli può essere molto rischioso…I pericoli e gli imprevisti per la famiglia Fraser e per i loro amici sembrano non finire mai. Tanti dolori e tante gioie, tante sorprese e tanti colpi di scena li attendono, prima di poter scrivere la parola fine a una tumultuosa avventura che supera il tempo, riscrive la storia e travolge il lettore con la forza dell’ironia, del romanticismo e della passione.

COMMENTO DI VINS: Il mio giudizio sul questo libro è molto simile a quello sulla prima parte, Legami di sangue.

Ovviamente il tutto è una pura questione di gusti personali sebbene io sia convinto che la Gabaldon avverta un po' di stanchezza o comunque una latitanza di idee.

Stavolta non ci sono "sviste" come nella prima parte e, come immaginavo, non si torna sull'argomento, ma se i capitoli più lunghi sono quelli dedicati alle operazioni mediche di Claire penso vorrà dire qualcosa.
Il discorso è che la base per altre trame più articolate c'è, ma viene diluita il più possibile per evitare di restare senza nulla da raccontare.
Magari le varie persone operate da Claire toneranno utili in futuro, come è già avvenuto nei romanzi precedenti: un incontro o un aiuto da una di queste persone in una situazione di necessità.

Ma, ora come ora, è difficile vedere queste parti in modo diverso da un semplice tentativo di raccontare qualcosa per riempire le pagine.
Stesso discorso riguarda la coppia Brianna e Roger: ci sono più spunti, la trama sembra più "ispirata" ma anche qui la Gabaldon cerca di diluire un po' le cose per tenersi qualche cartuccia da sparare nei prossimi libri.
Da un lato la cosa non mi dispiace più di tanto perchè significa meno peripezie per la mia coppia preferita della Serie (loro e i bambini).

Ho amato molto il finale del libro, tanto da risvegliare in me anche una certa emozione che ormai questa Serie sembrava incapace di suscitarmi.
Ma è anche vero che manca tutta una parte che porta Brianna e Roger a quel finale: sicuramente penso verrà affrontata nel libro successivo ma non sono certo che la scelta del "raccontarla" invece di dedicarvi delle parti "descrittive" sia quella migliore.
O magari la Gabaldon opterà per la tecnica dei flashback, chi lo sa.

Ho apprezzato questo finale, che non lascia con il fiato sospeso: non vivrò con ansia l'attesa del prossimo libro.



Il mio giudizio è

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