mercoledì 19 luglio 2017

Recensione Glitterland di Alexis Hall



Titolo: Glitterland
Titolo originale: Glitterland
Autore: Alexis Hall
Serie: Glitterland (Glitterland #1)
Editore: Triskell Edizioni
Genere: Contemporary romance MM
Data uscita: 15 maggio 2013
Livello di sensualità: medio-alto
Narrazione: prima persona, pov Ash

Trama: L’universo è una palla stroboscopica che tengo nel palmo della mano.
Ash Winters, ex giovane promessa della scena letteraria britannica e ora scrittore cronicamente depresso di romanzi pulp, ha rinunciato all’amore, alla speranza, alla felicità e soprattutto a se stesso. Trascorre la vita nell’attesa della successiva ricaduta, tormentato dal fantasma delle aspettative altrui.
Poi, un incontro casuale a una festa di addio al celibato lo getta tra le braccia di Darian Taylor,un aspirante modello dell’Essex che vive in un mondo fatto di gel per capelli, abbronzature artificiali e sfilate. Per sua stessa ammissione, Darian non è certo un campione d’intelligenza, ma sa preparare un eccellente pasticcio di carne e riesce a far ridere Ash, ricordandogli cosa significa travalicare gli opprimenti confini imposti dall’ansia.
Ma Ash vive all’ombra di se stesso da così tanto tempo che non è capace di vedere la luce oltre lo scintillio. Può un uomo che non ha fiducia in se stesso credere nella felicità? E come può un uomo che non crede nella felicità lottare per ottenere la propria?

Recensione di Alexandria:
Questo libro mi è stato consigliato da una persona che ha pensato mi potesse piacere e io ho deciso di leggerlo senza prendere alcuna informazione preventiva, sapendo solo che si trattava di un MM contemporaneo.
Così, mi sono ritrovata davanti a questo titolo e a questa copertina che mi promettevano glitter e strass: Glitterland, il regno del lustrino. Sapete, c’è qualcosa di misterioso nel cominciare a leggere un libro di cui in pratica non si sa niente, perché la scoperta è emozionante quasi come una caccia al tesoro. Come saranno i protagonisti, dove sarà ambientato, quanto mi condizioneranno i lustrini del titolo e della copertina?

Ho iniziato la lettura e ho cominciato a conoscere il protagonista, Ash Winters, per meglio dire Alasdair Ashton Winters, uno scrittore dalla mente molto acuta e il linguaggio pungente, nonché uomo privo di stabilità emotiva e mentale.
Scoprirò più tardi che Ash, che veste solo abiti costosissimi di alta sartoria, è anche un depresso cronico, misantropo svitato, bipolare ansioso in modo patologico, che ha tentato il suicidio e che vede la sua vita come il risultato di quel fallimento.
In tutti quegli anni avevo imparato una sola cosa: la depressione è sempre lì, in agguato. Non ha inizio né fine, né limiti, non esiste un altro mondo al di fuori di essa. È la prima, l’ultima, l’unica, l’alfa e l’omega. I ricordi di tempi migliori muoiono sulle sue spiagge desolate. Le voci annegano nei suoi mari. La mente diventa prigioniera di se stessa.
Invitato all’addio al celibato di uno dei suoi pochi amici, Max, di cui è invece innamorato il suo migliore amico Niall, nonché ex amante e pure salvatore, Ash si isola dal gruppo e fa una strana conoscenza.
Era una bizzarra creatura. Un volgare pirata coperto di lustrini, tutto bigiotteria e abbronzatura finta, l’oro che scintillava sulle sue orecchie, tra le dita e intorno al polso. I suoi capelli rilucevano di brillantina ed erano stati acconciati con maniacale precisione in un ciuffo a banana che sfidava il buon gusto, la ragione e la forza di gravità. E non riuscivo a smettere di guardarlo. Era terribile, eppure la verità era lì, davanti ai miei occhi, innegabile, come una debole eco sotto pelle, il lieve richiamo della sessualità. Lo desideravo.
“Mise” parecchio discutibile a parte, credevo che fosse tutto “apposto”, finché questo tizio glitterato non ha iniziato a proferire parola.
«Te lo devo dire, bambi,» disse con un cantilenante accento dell’Essex, «mi stai spogliando con gli occhi.»
Abbassai lo sguardo sul suo viso, così vicino al mio.Bambi? E, santo Cielo, quell’accento.
«Be’,» mi sentii rispondergli, «se saprai giocare bene le tue carte potrei acconsentire a fare anche qualcosa di più.»
«Ommioddio, parli come la regina.»
Lo guardai interdetto. «Prego?»
«Sei nel parlamento?»
Avevo come l’idea di aver perso il controllo della conversazione. «Cosa? No. Sono uno scrittore.»
«Ommioddio, davvero?» Sembrava al contempo sorpreso e impressionato, come se avessi detto che andavo a pesca sulla luna. «Che scrivi?»
Gli diedi la mia risposta standard. «Libri.»
Lui gettò la testa all’indietro e rise, come se avessi detto qualcosa di genuinamente divertente. «Che stupidone. Come ti chiami?»
«A.A. Winters.»
«Cosa? È così che ti chiami?»
«Sì,» risposi in tono impaziente. «È così che mi chiamo.»
«Ma tipo, anche a letto occhessoio? Ti chiamano A.A. Winters?»
Lo guardai dritto negli occhi. «No, a letto mi chiamano Dio.»
Va bene. Le mie impressioni dopo questo dialogo? Ho riso, seriamente. Tanto.
Ma questa macchietta da dove è saltata fuori? Questo tizio sbrilluccicoso, arancione, sgrammaticato e tonto sarà di certo solo un’avventura per Ash, intellettuale serio e colto, la cui vista di un brillantino su un polsino potrebbe essere causa di serie crisi esistenziali. Potrebbe ritentare il suicidio per una cosa del genere, ho pensato.
Così ho continuato a leggere e ho scoperto che il signor Essex (è così che Ash chiama Mr Sbrilluccico, riferendosi al suo accento, nemmeno prendendosi la briga di ricordare il suo nome che è Darian Taylor) è davvero uno con cui anche io avrei problemi a parlare senza scoppiargli a ridere in faccia.
Cominciavo a sospettare che avesse un vocabolario di un centinaio di parole, cinquanta delle quali appartenevano a un idioma a me sconosciuto. Dovevo essere ubriaco fradicio per pensare di andarci a letto. Certo, era anche possibile che quell’uomo non fosse reale, ma dubitavo che persino all’apice della mia psicosi la mia immaginazione sarebbe riuscita a partorire un individuo simile.
L’attrazione per Essex è strana persino per Ash, ma il suo corpo non è della sua stessa opinione. Molte sensazioni che lui non ricordava più adesso sembravano essersi risvegliate all’improvviso e non accennavano a non tormentarlo, sedate solo dal tocco di Darian.
«Zitto, ho detto.» Era tornato, il suo corpo che si curvava intorno al mio, il suo fiato tiepido che mi sfiorava il collo. «O non lo farò.»
«Non farai cosa?»
«Quello che hai chiesto.»
«Scoparmi?»
«Puoi dirlo, sai. Non ti arresteranno per questo.»
«Mia nonna s’arrabbierebbe se mi sentisse parlare a quel modo. Non costa niente essere educati. Oh, no, sto parlando di mia nonna mentre… cioè mentre stiamo per… lo sa’. È imbarazzante.»
Girai il busto verso di lui e gli passai un braccio intorno al collo, avvicinando la sua bocca alla mia per un bacio umido e impacciato. «Essex,» dissi di nuovo contro le sue labbra, «vorresti per favore, e nonna permettendo, essere così gentile da scoparmi sino a farmi perdere conoscenza?»
Oooook! Quindi il nostro Orange Boy non ci fa, ci è proprio. Ingenuo, semplice, tonto, privo di malizia, assolutamente puro.
Ho continuato a leggere e a pensare: ora che Ash si è scopato questo tizio arancione e dopo che lo ha lasciato perché preso dal panico, fuggendo dal suo letto per un attacco nevrotico, arriverà finalmente il vero coprotagonista della storia, uno figo e intelligente, magari un medico che possa curare le sue nevrosi.

Così Ash si ritrova al firmacopie del suo libro con una fila di fan muniti del suo ultimo capolavoro in mano.
«A chi devo dedicarlo?» chiesi, senza nemmeno alzare lo sguardo.
«Oh, chennesò,» rispose una voce sin troppo familiare, «magari “al tipo con cui sono stato a letto per poi darmela a gambe nel bel mezzo della notte, facendolo sentire come una puttana”?»
«È un po’ lungo,» replicai dopo un lungo silenzio. «Temo sarò costretto a modificarlo leggermente.»
«Come ti pare.»
Scrissi il mio messaggio, firmai, chiusi il libro e lo feci scorrere sul tavolo verso di lui.
«Occhei,» disse Essex. «Grazie.»
I suoi passi si allontanarono. Io provai a riflettere al di sopra del rimbombo del mio cuore. Qualcuno mi mise un altro libro davanti, una copia appena comprata e intatta. La aprii con le mani che tremavano.
«A chi…» cominciai.
«Oh, dimenticavo.» Oh, Dio, era tornato. «Hai lasciato una cosa da me.»
Ci fu uno sventolare di seta turchese, e i miei boxer con le piume di pavone atterrarono proprio sul frontespizio di Attraverso un vetro oscuro. Sollevai la testa di scatto appena in tempo per vedere Essex che andava via impettito e l’espressione pietrificata del gentiluomo in completo di tweed di fronte a me. 
Oh, Gesù! È ancora lui! È tornato, con un libro e le mutande di Ash in mano. Al firmacopie. E gliel’ha buttate lì, in faccia. Davanti a tutti.
A questo punto ho davvero capito che l’altro protagonista di questa storia altro non era che un essere che portava stivali appuntiti, jeans aderenti, una maglietta tipo rete da pesca fatta all’uncinetto, una giacca da cerimonia attillata con i risvolti tempestati di brillanti sintetici, bracciali di metallo e lacci di pelle ai polsi, orecchini d’oro, una sorta di crocifisso di perline al collo e un ciuffo a banana gellato in testa. Un modello arancione dell'Essex.
Qualcuno di veramente ridicolo. E bellissimo, almeno per Ash.
Da questo momento in poi è tutto un Ash e Darian insieme, l’unione di due mondi a prima vista in rotta di collisione, il sole e la luna, il sale e lo zucchero, il cervello e... ok, solo Darian.

Ash si sente per la prima volta vivo dopo molto tempo insieme a lui. Darian lo fa stare bene, gli fa dimenticare di essere un uomo sempre sull’orlo di un precipizio. All’inizio, Ash crede che si tratti solo di sesso, ma la compagnia di Darian lo fa sentire un individuo completo come non lo era da tanto, una “prima persona” e non una “terza”, quella di cui gli altri parlano e per la quale decidono, ma quella in grado di decidere cosa vuole per se stessa.
E A. A. Winters voleva Darian Taylor.

Almeno finché la sua natura di enorme stronzo, depresso bipolare, matto con la puzza sotto al naso, non finisce per rovinare tutto. Perché era più facile per Ash fingere che Darian non fosse nulla per lui, piuttosto che ammettere con se stesso che se ne era innamorato.

Così ho capito che Glitterland è un libro che ha un titolo calzante ma che mi faceva presupporre tutt'altro. Credevo che fosse un romanzo leggero, e lo è, ma in realtà non lo è. Credevo che fosse impossibile che uno dei due personaggi fosse il coprotagonista e invece lo è, e sono felice che lo sia stato.

Ho amato Ash per le sue debolezze, per la sua mente, la sua intelligenza, il suo modo forbito di parlare e allo stesso tempo sboccato, come se fosse contemporaneamente una regina e una prostituta, ma quello che ho ammirato di più è stato Darian, un essere assolutamente innocente e scintillante, quasi irreale, un uomo capace di un tale candore da guarire la mente di Ash e di una tale passione da soddisfarne il corpo.

I libri in cui si parla di un disturbo mentale sono sempre molto delicati, perché spesso finiscono nel cadere nella psicoanalisi del personaggio, cosa molto pericolosa dal momento che si tratta sempre di un romanzo e non di un trattato. Alexis Hall ha affrontato questo argomento in modo impeccabile, facendo entrare Ash così intimamente in contatto con il lettore che non sentirlo empaticamente era pressoché impossibile.

Menzione speciale per la traduzione: la resa del dialetto dell’Essex in italiano non deve essere stata cosa facile, tuttavia leggere le battute di Darian è stato davvero divertente e quasi quasi si finisce col parlare come lui.
Questo libro è divertente e profondo, romantico e delirante, dolce e amaro nello stesso tempo. Credo che finirà irrimediabilmente tra i miei preferiti. Grazie a Chiara che me lo ha consigliato. Il disagio conosce il mio nome ma anche il tuo.

Cinque stelle

4 commenti:

  1. Quant'è stato bello leggere sto libro insieme?? Tralasciando l'inquietante fatto che le nostre recensioni sono praticamente uguali anche se scritte ognuna per conto suo, la tua è bellissima, amo le citazioni e le immagini *_*
    Apetto il prossimo disagio, sensei! <3

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    1. Bambi, anche io ho letto la tua (dopo che ho scritto la mia) e siamo più inquietanti dello smalto sbrilluccicoso sulle unghie di Darian. Leggere questo libro con te e le altre del gruppo disagio è stato un botto bello, ve'?
      Devo smetterla di parlare come Darian! AHAHAHAHAHAH

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    2. E' stato una cifra bello leggerlo col gruppo disagiato! A Natale dovremmo scambiarci regalini a tema, tipo lo smalto argentato, kg di gel e spray abbronzanti, che ne dici?? AHAHAHAHAHAH

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    3. Ma anche no, stupidona! A Natale si regalano LIBRI! Meglio se disagiati.

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