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lunedì 18 aprile 2016

Recensione Wolf: la ragazza che sfidò il destino
di Ryan Graudin (Serie Wolf by Wolf #1)


Titolo: Wolf: la ragazza che sfidò il destino
Titolo originale: Wolf by Wolf
Autore: Ryan Graudin
Serie: Wolf by Wolf #1
Editore: DeAgostini
Data di pubblicazione: 12 aprile 2016
Pagine: 310
Punto di vista: terza persona
Livello di sensualità: molto basso

Trama: Avrebbe attraversato il mondo per cambiarlo, o sarebbe morta provandoci. 
È il 1956 e l’alleanza tra le armate naziste del Terzo Reich e l’impero giapponese governa gran parte del mondo. Ogni anno, per celebrare la Grande Vittoria, le forze al potere organizzano il Tour dell’Asse, una spericolata e avvincente corsa motociclistica che attraversa i continenti collegando le due capitali, Germania e Tokyo. Il premio in palio? Un incontro con il supersorvegliato Führer, al Ballo del Vincitore. Yael, una ragazza sopravvissuta al campo di concentramento, ha visto troppa sofferenza per rimanere ancora ferma a guardare, e i cinque lupi tatuati sulla sua pelle le ricordano ogni giorno le persone che ha amato e che le sono state strappate via. Ora la Resistenza le ha dato un’occasione unica: vincere la gara, avvicinare Hitler… e ucciderlo davanti a milioni di spettatori. Una missione apparentemente impossibile che solo Yael può portare a termine. Perché, grazie ai crudeli esperimenti a cui è stata sottoposta, è in grado di assumere le sembianze di chiunque voglia. Anche quelle di Adele Wolfe, la Vincitrice dell’anno precedente. Le cose però si complicano quando alla gara si uniscono Felix, il sospettoso gemello di Adele, e Luka, un avversario dal fascino irresistibile… 
Acclamato dalla stampa, premiato dalla critica, un romanzo feroce e magnifico. Il primo capitolo di una nuova straordinaria serie dal ritmo adrenalinico e dall’indimenticabile protagonista femminile. Un’eroina forte e coraggiosa che rimane nel cuore del lettore per molto, molto tempo.

Recensione:
Ormai lo sapete che ho un debole per il genere distopico, ma questo romanzo è molto di più. E' un "What if...?", cioè cosa sarebbe successo se Hitler avesse invaso la Gran Bretagna, mettendo in atto l'Operazione Leone Marino?
E se i giapponesi, invece di bombardare Pearl Harbor, avessero attaccato l'Unione Sovietica, obbligando i russi a combattere su due fronti, la Germania da una parte e il Giappone dall'altra? 
E se gli americani si fossero tenuti fuori da una guerra non loro? Cosa sarebbe successo se Hitler e i suoi alleati avessero vinto la Seconda Guerra Mondiale? Questo filone di narrativa si chiama "storia alternativa" ed è strutturato su ipotesi ragionevoli e congetture. Questo romanzo ne è uno splendido esempio ed è una lettura perfetta per chiunque, ma in particolare per i giovani a cui questa realtà appare così lontana. Ma come ci ricorda l'autrice nei ringraziamenti:
"Il mondo contenuto in queste pagine rischiava di essere il nostro. Per un certo tempo e in un certo luogo lo è stato davvero, e dobbiamo sforzarci di non dimenticarlo."
Ma passiamo alla trama. Le prime pagine del libro ci portano nella Germania del 1944 e mi hanno ricordato moltissimo i primi minuti del film X-Men L'inizio (sì, tra le altre cose sono anche una nerd appassionata di film sui supereroi). Una folla di ebrei che viene condotta verso i cancelli di un campo di concentramento e un medico che li smista, adocchiando tra tutte quelle persone i soggetti idonei ai suoi esperimenti. Tra questi vi è Yael, ha solo sei anni ma ha l'acciaio negli occhi. Per questo viene scelta per essere sottoposta all'esperimento 85 e al suo numero sul braccio viene aggiunta una X, che la marchia come proprietà del dottor Geyer. 

Al capitolo due veniamo trasportati undici anni avanti, nel 1956, sempre in Germania, anzi a Germania, la capitale del Terzo Reich. Troviamo Yael che esce di soppiatto da un appartamento dove si è appena fatta tatuare cinque lupi sul braccio, cinque lupi che ululano e saltano e si accalcano, come se volessero uscirle dalla pelle. Cinque lupi, cinque nomi, cinque storie che ci verranno raccontate mano a mano che procediamo nella lettura. Yael in qualche modo è riuscita a fuggire dal campo di concentramento e, con le sue nuove abilità, è diventata l'asso nella manica della Resistenza. Grazie a lei potranno attuare una nuova Operazione Valchiria, un nuovo tentativo di uccidere il Führer. 

Yael dovrà prendere le sembianze di Adele Wolfe, la vincitrice dell'anno prima della Gara dell'Asse, una corsa motociclistica che parte da Germania e arriva a Tokio, attraversando i territori conquistati dai nazionalsocialisti, quindi Europa, Africa del Nord e Asia. Una gara all'ultimo sangue che mi ha un po' ricordato gli Hunger Games, dove non importa a quali scorrettezze si dovrà scendere, non importa chi dovrà ferirsi o morire, importa solo arrivare per primi al traguardo. Questo vale per tutti, ma soprattutto per Yael. Perché solo vincendo avrà la possibilità di avvicinarsi abbastanza a Hitler per ucciderlo.

Ma fingersi un'altra persona non è così semplice, soprattutto se in gara ci sono il fratello gemello  di Adele, Felix, che la conosce meglio di chiunque altro e vuole proteggerla ad ogni costo, e Luka, il Vncitore di una delle gare precedenti, ma che l'anno prima è stato battuto da Adele. Luka, il prototipo della razza ariana, biondo, occhi azzurri, forte, ma che quando la guarda ha qualcosa di più negli occhi. Ma che cosa? 

Un romanzo che dopo un inizio un po' difficile, mi ha tenuta incollata alle pagine. Lo stile di scrittura della Graudin è perfetto per rendere le atmosfere cupe, asfissianti, di terrore, di disperazione di quel periodo storico. 
"Roma era avvolta in un sonno mortale, scheletrica contro la luna. Le finestre erano cinte da persiane come gabbie toraciche, ma porte e archi restavano aperti come orbite vuote."
L'autrice usa le parole come sassi, che ti vengono scagliati addosso e non puoi che restare ferito e dolorante, come feriti e doloranti sono i pensieri di Yael. Nella sua memoria solo morte e fumo grigio che sale verso il cielo.

"Ricorda e sentiti dilaniare.
(Devi essere a pezzi per poter essere aggiustata.)
Ricorda e sentiti dilaniare.
La Babushka... le aveva dato uno scopo.
La mamma... le aveva dato la vita.
Miriam... le aveva dato la libertà.
Aaron-Klaus... le aveva dato una missione.
Vlad... le aveva dato il dolore.
Quellli erano i nomi che sussurrava al buio.
Quelli erano i pezzi che rimetteva a posto.
Quelli erano i lupi che cavalcava in guerra."
Yael è un personaggio straordinario, una ragazza di diciassette anni che porta il peso del mondo intero sulle spalle, ma non per questo perde la sua umanità. Dovrà però imparare ad accettare se stessa, a guardare i numeri sul proprio braccio senza tremare. Perché, come spiega l'autrice, questo libro parla di identità, di come vediamo noi stessi e di come vediamo gli altri, dell'assurdità dei pregiudizi razziali. Perché è questo che un buon libro fa, ed è questo che un distopico deve fare: indurre a riflettere, perché la storia si ripete e sta a noi evitare che questo succeda. Ricordando. 

Un libro straordinario, scritto divinamente, con un'accuratezza storica notevole, pur con qualche licenza d'autore, una storia straordinaria che parla di umanità anche di fronte alla mostruosità e all'orrore. Leggetelo, leggetelo, leggetelo.
Cinque stelle


La serie Wolf By Wolf è per ora così composta:


2 commenti:

  1. Ma che bella recensione ^^
    Devo dire che questo libro è stata una bellissima lettura, ma ci sono alcuni particolari che non mi sono piaciuti (trovi la mia recensione qui ): il finale e la dipartita di Luka (comprensibile, ma triste), il sosia di Hitler di cui non ho capito la funzione nel libro (comprensibile anch’esso, ma un po’ fine a sé stesso a mio parere) e i pregiudizi sui ragazzi Giapponesi, tutti spietati, freddi, con un solo obiettivo. Sicuramente c’è un fondo di verità, ma sembrano veramente alieni in confronto ai ragazzi tedeschi o.o.
    Per il resto un bellissimo libro e Yael è un personaggio favoloso *-*.
    Un saluto,
    Rainy

    RispondiElimina
  2. Ciao Rainy,
    grazie!
    SPOILER!
    .
    .
    .
    .
    Il sosia di Hitler secondo me è molto importante, perché permette a Yael di scoprire che non è l'unica ad avere il potere di cambiare il proprio aspetto e sono certa che nei libri successivi questo aprirà un sacco di possibilità.
    Per i ragazzi giapponesi ho trovato la motivazione della loro determinazione ben spiegata. E poi (è passato un po' di tempo quindi non ricordo il nome) c'è una delle concorrenti che la aiuta, quindi così spietati non sono. ;)

    RispondiElimina

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