martedì 26 gennaio 2016

Recensione Cuore nero di Amabile Giusti


Titolo: Cuore nero
Autore: Amabile Giusti
Serie: autoconclusivo (?)
Editore: Dalai
Data di pubblicazione: giugno 2011
Pagine: 523
Punto di vista: terza persona
Livello di sensualità: basso

Trama: A diciassette anni ci si può imbattere nel vero amore? E ciò che si chiede Giulia quando quel sentimento irrompe nella sua vita. Prima di allora era una ragazza indipendente, segnata dal burrascoso divorzio dei genitori, con una visione tutt'altro che romantica dei rapporti sentimentali. Finché non si prende una cotta tremenda per Max, un compagno di scuola, e la sua razionalità inizia a vacillare. Lei, di solito brillante e decisa, si sente stupida e confusa. Eppure lui è fin troppo pieno di sé, non il suo tipo, anche se è terribilmente attraente, e Giulia fa di tutto per reprimere le proprie emozioni e dimenticare la loro breve, insignificante storia. Una sera, mentre porta a passeggio il cane, incontra Victor, un ragazzo dall'accento francese che, sbucato dal nulla, le dice di essersi trasferito a Palmi da poco con la madre e la sorella. Biondi e pallidissimi, i tre sembrano avvolti da un mistero: escono solo di notte e abitano nella Villa dell'Agave, una vecchia casa dalla fama sinistra. Da quel momento, inaspettatamente, Max ricomincia a corteggiarla, e non solo: fa di tutto per metterla in guardia da Victor, come se sapesse qualcosa sul suo conto che non può rivelarle. Come mai i due si conoscono? Perché si detestano? Cosa nascondono entrambi? Trascinata da una passione irrefrenabile, Giulia piomberà in un mondo che credeva relegato alla leggenda e alla fantasia, un mondo abitato da esseri misteriosi assetati di sangue, che attraversano i secoli lottando per sopravvivere.

Recensione:
Erano diversi anni che giravo attorno a questo libro, ma voci di un finale in sospeso e nessun secondo libro all'orizzonte mi avevano sempre bloccata. In realtà, sul blog dell'autrice stessa, in un post datato 10 novembre 2013, la Giusti affermava di essere all'opera sul seguito di Cuore nero, vi potete trovare anche il primo capitolo. Ma poi più nulla... Ora capite il mio dilemma? Alla fine, spinta dai suggerimenti di diverse persone di cui mi fido (sì Mira, soprattutto tu, quindi è anche colpa tua!), mi sono decisa. Inutile aspettare ancora. Adesso o mai più.

Per fortuna ho scelto adesso, perché questo romanzo mi ha completamente conquistata. Negli altri romanzi che ho letto di quest'autrice, ho sempre apprezzato incondizionatamente lo stile di scrittura superbo, fluido, immediato, a tratti poetico a tratti goliardico, ma avevo sempre trovato degli elementi di disturbo nella trama, o meglio ancora, nei personaggi. Tutti dettagli squisitamente soggettivi, che non andavano sicuramente ad abbassare il valore dell'opera nel suo insieme, ma che non mi garbavano e quindi facevano scendere il mio livello di gradimento. Questo non è successo con Cuore nero, dove ho trovato una trama splendidamente costruita, un po' standard è vero, mi ha ricordato vagamente Twilight, vero anche questo, ma scritto meglio e con dei personaggi incredibilmente vividi, che bucavano le pagine.

Si può essere totalmente originali in un romanzo che parla di vampiri? Ormai è stato scritto davvero di tutto, eppure l'autrice è riuscita a trovare degli spunti nuovi, a partire dall'ambientazione tutta italiana che, nonostante quello che si potrebbe pensare, non gli ha fatto perdere un briciolo di fascino e mistero. 

Mi è piaciuto davvero tutto, di questo libro, compreso il finale tanto discusso. Ma andiamo con ordine. L'autrice è molto abile all'inizio a confondere le acque. Non è immediato capire chi sarà l'eroe del romanzo: Max o Victor? Victor o Max? Si diverte a giocare con il lettore. Chi è cosa? Chi è il cacciatore e chi è la preda? Chi è il buono e chi è il cattivo? Il mistero viene trascinato a lungo e ammetto che avevo fatto male i miei conti...

Quello che è certo, dopo pochi capitoli, è che Giulia è innamorata di Max, innamorata nel modo in cui lo si può essere solo a diciassette anni: follemente, perdutamente, senza mezze misure, senza spirito di autoconservazione. Lei lo vuole e, quando capisce che anche Max prova qualcosa per lei, non è disposta a mollare il colpo, costi quel che costi. Ditemi voi se possiamo darle torto, con un uomo così:
"Tu stesso, Max, ti consideri un tipo nella media? Non lo sei affatto! Fai centomila sport e parli latino quasi meglio di Catullo in persona. Suoni il pianoforte e giri come un pazzo in moto. Ti circondi di ragazze, ma non ho ancora capito se hai consumato con qualcuna. Di solito, i ragazzi che vincono coppe sportive non sanno mettere in fila un soggetto, un predicato e un complemento, quelli bravi a scuola al massimo fanno ginnastica ai pollici, e quelli che portano piercing e orecchini non collezionano caleidoscopi e non ascoltano musica classica. Sei semplicemente inafferrabile."
Se ci aggiungiamo che ha due occhi verdi da paura e assomiglia a Jude Law da giovane, possiamo forse darle torto? E se poi le fa dichiarazioni di questo tipo, che possiamo dirle?
"Mi piaci un casino, Giulietta, c'è poco da fare. Forse perché sei buffa, perché sei innocente, perché sei battagliera, perché quando vedi un mendicante ti scavi nello zaino per cercare un centesimo da dargli anche se hai solo quel centesimo. Forse perché salvi le farfalle a rischio della tua stessa pelle. Perché sai di buono. Perché quando ridi è come se saltasse in aria una stella. Perché dici tante parolacce e non sai fingere. Qualunque sia la ragione, mi piaci, e prima o poi ti bacerò di nuovo, quindi preparati."
Quindi tutto a posto, direte voi. Lui piace a lei e lei piace lui. Fine della storia. E invece no! Siamo solo all'inizio della storia. Non vi dirò la natura di Max, anche se penso possiate intuirla, vi dirò solo quello che è evidente: non è un comune essere umano e niente in lui funziona normalmente, compresi i sentimenti (e non solo!). Ciò che posso dirvi è che Max è un personaggio profondo, incredibilmente complesso, nel corso del libro ha cambiato faccia più volte e con la stessa velocità con cui io cambio rossetto. Capirlo per Giulia sarà una sfida quasi impossibile da vincere e la metterà di fronte a sentimenti nuovi ed emozioni che sfuggono al suo controllo.
"Bastano diciassette anni per parlare d'amore? Aveva il terrore che bastassero eccome. Avrebbe preferito essere certa che, fino a una certa età, i sentimenti fossero solo fili d'erba, ossi di seppia e foglie autunnali, cose leggere e passeggere, che non possono ridurre l'anima a una tasca rovesciata. Sarebbe stata più tranquilla con quella certezza.
Tanto non lo amo, tanto passa. Anche se non riesco a scioglierne i nodi, passa.
Secondo voi passa? Per scoprirlo dovete leggere questo romanzo, che è appena diventato il mio preferito in assoluto di quest'autrice che non era riuscita a conquistarmi completamente. Fino ad ora. Una storia d'amore epica, piena di pathos e azione, una trama ricca e articolata, che vi terrà incollati fino all'ultima pagina. Vi farà ridere, vi farà piangere, vi farà emozionare, vi entrerà dentro e non vi permetterà di ignorarla.

Il mio voto è:

7 commenti:

  1. Vero Peccati di Penna? E' un romanzo adorabile... *_*

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  2. anche io ero indecisa da qualche anno se leggerlo o meno e dopo questa recensione bhe cosa posso dire...corro in libreria!

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  3. Io ho finito proprio adesso un libro di questa autrice e mi è piaciuto molto. Adesso che poi ne parli bene anche di un altro allora lo metterò sicuramente in lista

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    1. Merita davvero Susy. Fino ad ora è il mio preferito di quest'autrice! *_*

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  4. MA che fine ha fatto il sequel?????

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