giovedì 26 novembre 2015

Recensione Panic di Lauren Oliver (Serie Panic #1)


Titolo: Panic
Titolo originale: Panic
Autore: Lauren Oliver
Serie: Panic #1
Editore: Safarà Editore
Data di pubblicazione: 26 novembre 2015
Pagine: 336
Punto di vista: terza persona
Livello di sensualità: bassissimo


Trama: È arrivata una nuova estate a Carp, una cittadina senza futuro immersa nel cuore grigio di un’America sonnolenta. Ma con la fine della scuola arriva anche Panic, la competizione segreta a cui partecipano i diplomati al liceo cittadino, e come ogni anno è pronta a dissipare il torpore e scatenare i conflitti più violenti, le alleanze più inaspettate, i sentimenti più profondi. 
Heather, Dodge, Nat e Bishop: un gruppo di amici, una serie di prove da superare. Paura e coraggio, lealtà e tradimento, il miraggio di un primo amore, un biglietto per il futuro; la posta in gioco è altissima, e così anche il rischio.
Sei pronto a giocare? 

Recensione:
Panic è uno dei titoli più attesi degli ultimi mesi. Ricordo di averne letto la trama quando ancora non era stato pubblicato in America, un paio d'anni fa. In quel periodo ero sotto l'effetto ipnotico della trilogia di Delirium, drogata di malinconia e un po' triste per il finale tronco che l'autrice aveva regalato a una serie che mi aveva emozionata tantissimo. Sapere che stava lavorando a un altro titolo era stato un faro nella nebbia. Certo... il mio inglese imperfetto mi aveva portato a credere che Panic sarebbe stato un distopico sulla scia di Hunger Games, cosa che mi aveva un po' delusa, onestamente. Ma ciò nonostante, quando qualche mese fa ho letto che Safarà Editore aveva acquistato i diritti e lo avrebbe pubblicato entro l'anno, ho fatto i salti di gioia e ho fatto carte false pur di averlo al più presto tra le mie avide manine. Tra l'altro, è una bellissima edizione. Amo la copertina, davvero originale e uno dei pochi casi in cui, secondo me, batte l'originale.

Praticamente non ho nemmeno riletto la trama e mi sono buttata nella lettura, scoprendo ben presto che le mie intuizioni erano del tutto sbagliate. Punto primo, non si tratta di un distopico. Punto secondo, Hunger Games non c'entra proprio nulla. Alice 0-Inglese 1000. La storia è ambientata a Carp, una piccola e misera cittadina americana, di quelle con il quartiere povero e il quartiere ancora più povero, con tanto di roulotte e ubriaconi disoccupati. Insomma, qui il Disagio la fa da padrone.

Da sette anni, gli studenti di Carp hanno trovato un modo per fuggire dal loro paese, che li imprigiona come una cupa cappa senza vie d'uscita: vincere a Panic. Panic è un gioco segreto, riservato ai diplomati e con un premio in palio che si aggira intorno ai 50.000 dollari. Una fortuna per un diciottenne con qualche sogno nel cassetto. Peccato che Panic non sia esattamente un gioco per ragazzini. Mette alla prova il coraggio (o la pazzia, è sempre questione di punti di vista) dei concorrenti, finché non vengono eliminati, uno ad uno. Fino allo scontro finale.

I protagonisti della storia sono quattro: Heather, Dodge, Nat e Bishop. Heather vive con una madre assente e la sorellina nel campo di roulotte, in una camera da letto grande come un francobollo e i vestiti ammucchiati per terra. Si sente qualcuno solo perché Matt la ama, ma quando scopre che le cose non stanno proprio così, torna a sentirsi una nullità e decide di partecipare a Panic. Bishop è il suo migliore amico, si conoscono da quando sono bambini e li lega un rapporto profondo, che va oltre la semplice amicizia. Però Bishop dopo l'estate lascerà Carp per andare all'università e Heather si sente ancora più sola e abbandonata.
Nat è l'amica di Heather, anche se sono molto diverse tra loro. Nat infatti appartiene a una delle poche famiglie benestanti di Carp e ha una famiglia solida e "normale" alle spalle. Anche lei sogna di andarsene, precisamente in California per sfondare come attrice. Per questo partecipa a Panic. Dodge è la voce fuori dal coro, l'ultimo arrivato, l'emarginato, con una cotta segreta per Nat, quello che non ha paura di niente semplicemente perché non gliene frega niente. Quello che nelle luci del tramonto vede ematomi e organi interni di un corpo. Quello con i motivi più validi per volersene andare da Carp. Ma per lui Panic rappresenta molto di più, per lui significa vendetta.

Il gioco, che tanto gioco non è, metterà a dura prova l'amicizia tra i quattro ragazzi, tirerà fuori il meglio di loro, ma anche, e forse soprattutto, il peggio. Le prove di coraggio a cui vengono sottoposti si fanno sempre più difficili e pericolose. L'ansia sale a dismisura e la paura insieme a lei. Tanto che arriveranno a chiedersi se ne vale davvero la pena. Se davvero Carp è così brutta come sembra ai loro occhi. Se è vero che andarsene significa la libertà, la salvezza. O se a volte siamo noi che dobbiamo trovare il coraggio di cambiare, piuttosto che quello che ci circonda.

Un romanzo intensamente adrenalinico, ricco d'azione ma con ampi momenti di introspezione. Non mancheranno anche i sentimenti estremi e completamente fuori controllo tipici dei diciotto anni. L'amore che ti porta alle stelle, ma che è capace di distruggerti un secondo dopo. L'insicurezza patologica che impedisce di vedere quello che è palese agli occhi di tutti. L'incoscienza che ti spinge a buttarti in situazioni al limite della sopravvivenza. L'egoistico egocentrismo che porta a vedere solo i propri problemi e ignorare quelli degli altri. Tutti sentimenti estremamente reali e quotidiani, che la Oliver descrive in modo nudo e crudo, con accostamenti di parole estremi ed audaci. Ma l'autrice non toglie ogni speranza, anzi, i suoi personaggi impareranno dai propri errori, cresceranno e rafforzeranno i loro legami. Si costruiranno un futuro, anche se non era quello che avevano immaginato.

Se cercate un romanzo zuccheroso, fatto di sole cuore e amore, cambiate indirizzo. Non lo troverete certo in Panic. Se invece volete emozioni forti, misteriose identità da svelare e ambientazioni cupe e claustrofobiche, siete nel posto giusto.

Il mio voto è:

5 commenti:

  1. Sì, da aggiungere alla lista assolutamente :D

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  2. Io! Io!!! *alza la mano* Io voglio emozioni forti e misteri da svelare!!!

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  3. @Arianna: assolutamente sì!

    @Silvia: LOL! Ma tu sei abituata ad emozioni molto più forti e misteri molto più misteriosi! Secondo me indovini tutto a pagina 10. Hahahaha!

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  4. Se è un bel libro non mi importa indovinare, poi la Oliver scrive bene!

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  5. Bellina la recensione ^^
    Io l’ho finito ieri (trovi la mia recensione cliccando qui ) e devo dire che mi è piaciuto parecchio, molto più di Ragazze che scompaiono.
    Un libro con una trama a mio parere appassionante e diversissimo da Hunger Games come invece molti hanno notato. Dei personaggi forti, soprattutto Heather, che con Bishop era shipposissima ahah.
    Una scrittura, poi, scorrevolissima, come solo la Oliver sa fare.
    Niente, a me è piaciuto ahah!
    Un abbraccio,
    Rainy

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