lunedì 1 giugno 2015

Il segreto del successo di uno scrittore




Parto con il rassicurare che questo articolo non vuole inserirsi nell’eterno dibattito “meglio CE o self?”. Sono assolutamente a favore dell’auto pubblicazione, ho avuto l’opportunità di leggere ottimi romanzi, e non entro in merito al lavoro delle Case Editrici, non è il mio campo e sarebbe ridicolo sindacare sull’operato altrui, come se andassi da un chirurgo e consigliassi di tagliare un po’ più a sinistra. L’unico aspetto che aborro dell’editoria è l’editoria a pagamento. Ma sto divagando.

La mia vuol essere più che altro una riflessione su come i gusti di noi lettrici cambino nel tempo, seguendo, forse, il flusso di mode imposte dai media. 


Mi capita sempre più spesso di imbattermi in romanzi dove la parola d’ordine è: sconvolgere, stupire e qualche volta disgustare. Non mi riferisco ai dark romance che, purtroppo, non hanno ancora preso piede in Italia, ma parlo di storie normali in cui ci sono un uomo e una donna che si incontrano e cominciano un cammino insieme. Se poi questo cammino sia costellato di sesso o di cuori e fiori mi è indifferente, quello dipende dal genere.

Siamo ormai abituate e in un certo senso assuefatte a manette, fruste e dominazione. Ha cominciato Christian Gray e da lì è stato un continuo propinarci di dominatori più o meno realistici (ma quando mai un eroe romance lo è, realistico?).

Il problema è arrivato subito dopo. Se ormai il sadomaso è routine, cosa proporre alle lettrici per tenere alto il loro interesse? E qui ho trovato di tutto e di più. 

Violenza
Ma davvero è pensabile che una donna subisca violenza sessuale e dopo un’ora si getti tra le braccia di un altro uomo? Ho letto molte storie di donne reduci da esperienze traumatiche, ma per risultare plausibili devono seguire un certo iter di riabilitazione. Raccontare con tale faciloneria di una violenza carnale è l’apoteosi della mancanza di rispetto verso chi la violenza l’ha subita veramente, oltre che un’evidente ignoranza rispetto a quello che ruota intorno ad un’esperienza simile. 
Alcuni contenuti sono tipici di alcuni generi. Ad esempio nel dark romance si trovano spesso stupri di gruppo e umiliazioni varie. I gusti non si discutono, e se qualcuno gradisce questo tipo di contenuto, andrà a colpo sicuro su questo genere.

Ripugnanza. 
Siamo arrivate alla frutta. Se neppure lo stupro riesce più a stupire, qualcuno ha deciso di movimentare la storia con una calda pioggia dorata. Che poi siamo sincere, quante di noi si farebbero pisciare addosso? 

Ma lasciando da parte i contenuti. Cosa accade se anche lo stile non va? Se è talmente semplice da risultare elementare e scarno, se non c’è approfondimento psicologico dei personaggi, se le dinamiche sono così assurde da rasentare il ridicolo? Accade che un editore compra i diritti di questo romanzo.  

Ho capito quindi qual è la formula del successo, un po’ come la ricetta perfetta per la torta ideale:

1. Prendi un maschio bello, autoritario e un pizzico violento;

2. Aggiungi una donna bella, testarda, che inscena improbabili quanto fastidiose schermaglie amorose, che neppure la mitica Shanna sarebbe in grado di emulare;

3. Falla godere al tocco di un polpastrello sulla scapola destra;

4. Mischia ricchezza, belle macchine e barche (gli uomini e i loro giocattoli) gusti sessuali rari e particolari, sex toys in materiale pregiato;


5.Aromatizza con scene di sesso ESTREME: sadomaso, sesso anale, orge, bisessualità , figging, fisting, squirting (per le ultime pratiche ho reperito informazioni su youporn), piogge dorate ecc..; 


Inforna IN AMAZON a 180° per SEI MESI e vedrai che un editore metterà gli occhi sul tuo libro e lo spaccerà per un grande successo self.

Che poi accade davvero questo.

Vuoi per le innumerevoli amicizie sui social o per i numerosi parenti e amici, se un’aspirante scrittrice riesce a scalare la fittizia classifica di amazon, che ricordo si basa su un misterioso algoritmo, ha molte probabilità di attirare l’attenzione di importanti case editrici. E poco importa se il romanzo è scritto con la testa e lo stile di una bimbetta di quinta elementare, se i dialoghi sono improbabili e vuoti e i personaggi piatti come una piadina romagnola (ma almeno quella è buona!). Il solo fatto di aver venduto, quali che siano le motivazioni, legittima un editore ad accaparrarsi questo enfant prodige, in barba a chi il mestiere di scrittore lo fa da anni e con passione. 

Lo sbatte sulle prime pagine dei giornali, lo espone nelle vetrine di tutte le principali librerie , inserendo una copertina sdolcinata (anche se la protagonista viene percossa come una pungiball), gli affibbia un nome lungo ed evocativo e il gioco è fatto.

Quindi perdonatemi se ogni tanto, ma anche spesso, vado nella mia libreria, prendo un romanzo ingiallito e vecchio e mi immergo in una noiosa, normale, storia d’amore. 

Ma scritta bene, però.


Lo Staff di New Adult Italia


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