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venerdì 27 ottobre 2017

Lettura di gruppo Una fiamma nella notte di Sabaa Tahir
Capitoli da 1 a 7


Come avrete letto nel post di presentazione (qui), oggi parte il primo recap della lettura di gruppo del romanzo fantasy Una fiamma nella notte, il secondo volume della serie An Ember in the Ashes, della bravissima Sabaa Tahir. (Recensione del primo volume Il dominio del fuoco qui.)
Ovviamente se non avete letto Il dominio di fuoco o siete rimasti indietro con la lettura di gruppo, occhio! Perché il recap prevede che vi parli nel dettaglio di quello che succede, capitolo per capitolo, quindi se non li avete letti vi beccate degli spoiler da paura!
Prima di cominciare vi lascio il calendario delle tappe, come vedete le tappe sono due a settimana, ma il libro è talmente entusiasmante che sono sicura ci ringrazierete del ritmo incalzante. ;) 

Calendario

Titolo: Una fiamma nella notte
Autrice: Sabaa Tahir
Serie: An Ember in the Ashes #2
Editore: Nord
Data uscita: 7 settembre 2017
Pagine: 431
Genere: fantasy

Trama: In un mondo dominato dalla paura e dalla tirannia, due ragazzi sono pronti a sacrificare ogni cosa in nome della libertà... Servire l'impero. Quello era il destino di Elias, il risultato di anni di addestramento fisico e psicologico. Ma tutto è cambiato quando, assecondando il proprio istinto, lui si è rifiutato di giustiziare Laia, una schiava colpevole soltanto di sognare un mondo migliore. È stato allora che Elias ha aperto gli occhi e ha capito di non voler essere complice di un regime oppressivo e autoritario. E, ora, è lui il condannato a morte. Tuttavia in suo aiuto accorre Laia, che gli propone un patto: lei lo farà scappare se, in cambio, lui la guiderà fino a Kauf, la famigerata prigione in cui sono reclusi i traditori, e l'aiuterà a organizzare l'evasione di suo fratello Darin. Elias accetta e, ben presto, i due si ritrovano a marciare attraverso una terra selvaggia e irta di pericoli, costantemente braccati dall'esercito imperiale. Ed Elias scoprirà troppo tardi che tra i soldati che danno loro la caccia c'è anche Helene, la sua compagna d'armi all'accademia, la sua amica più fidata. L'unica che è sempre stata in grado di prevedere ogni sua mossa. E adesso Helene ha un solo, straziante obiettivo: ucciderlo...

Capitoli da 1 a 7

Al capitolo 1, la storia riprende esattamente da dove l'avevamo lasciata nel libro precedente: Elias e Laia sono nelle catacombe di Rupenera, in fuga dopo che il ragazzo è riuscito a sfuggire alla propria decapitazione, proprio grazie all'intervento della Dotta. Se credevate, come me, di vederli scappare senza intoppi, beh... sbagliavate. I soldati sono alle loro calcagna e i nostri due fuggitivi fanno un incontro singolare: un ifrit che ha preso le sembianze di una bambina. Vuole il bracciale d'argento di Laia ed è molto interessante quello che le dice:
«Imbrogliona! Furbacchiona! Chiedi a me cosa sono... Cosa sei tu, piuttosto?»
Cosa avrà voluto dire? E perché vuole il suo bracciale?
Nel frattempo, nel capitolo 2, Elias affronta una battaglia interiore: vuole portare Laia in salvo ma allo stesso tempo non vuole più uccidere nessuno. Ne Il dominio del fuoco si era fatto una promessa: non superare mai più un certo limite. Ora mantenere quel giuramento diventa difficile, mentre dentro di lui infuria una lotta senza quartiere tra la sua umanità e il suo addestramento da Maschera. Alla fine è quest'ultimo che prende il sopravvento: spegne il cervello e lascia che il proprio corpo agisca in modo automatico, come è abituato a fare. Lanciare, colpire, uccidere. 
Un improvviso crollo delle gallerie li salva e allo stesso tempo li porta allo scoperto. È per le strade di Serra che lo sguardo di Elias incrocia quello della Comandate, l'ultima donna al mondo che merita l'appellativo di madre.
Il suo sguardo squarcia in due la piazza. Sorride.
La Comandante che sorride sono brividi puri di terrore. Cosa accidenti ha da sorridere?
Nel capitolo 3, Elias e Laia continuano la loro fuga, per qualche strano motivo la Comandante non li insegue. Sono disperati, la via per scappare dalla città è andata in fumo insieme alle catacombe e ora non sanno come fare a uscire dalle mura senza provocare una carneficina. A Elias viene in mente che il nonno possiede un vecchio deposito vicino alle mura, con una porta che conduce proprio fuori da Serra. Si dirigono là, nella speranza che la Comandante non sia a conoscenza di quel luogo. Indovinate? Non è così. Ovvio.

Nel capitolo 4, assistiamo allo scontro tra Elias e la madre. Uno scontro impari, perché sotto la divisa, la donna nasconde la casacca di Helene, quella donata dagli Augure e che non permette a nessuna lama di trapassarla. Inoltre è forte, addestrata e senza scrupoli. Per Elias si mette male, viene ferito, ma in tutta questa situazione c'è qualcosa di strano. Perché è venuta da sola e non si è portata un esercito? Poi succede l'impensabile: Elias riesce a colpirla e la Comandante crolla a terra senza conoscenza. A questo punto immagino che tutti avrete pensato: Uccidila! Se lo merita! Se la lasci vivere, vi inseguirà, vi troverà e finirà quello che ha iniziato. Io l'ho pensato. Anche Elias. Ma alla fine non riesce a ucciderla.
Il solo pensiero mi disgusta. Non mia madre, non in questo modo, non importa che razza di mostro sia.
Non poteva che essere così. La sua scelta è perfettamente in linea con la sua caratterizzazione. Se l'avesse uccisa, non sarebbe stato più Elias, ma sarebbe diventato una Maschera a tutti gli effetti. Oltre che, ovviamente, sarebbe diventato tutto troppo semplice, senza la terribile Comandante tra i piedi. Inoltre tutto questo ha un senso che scopriremo andando avanti. La Comandante li ha lasciati andare volontariamente. Perché? Cos'ha in mente?

Nel capitolo 5 il pov della narrazione passa a Helene. Non mi stava particolarmente simpatica nel primo volume della serie, ma in questo devo dire che l'ho rivalutata parecchio. La troviamo chiusa in una cella che subisce un interrogatorio in pieno stile Rupenera: ossia dolore, sangue e torture. Ma Helene tiene fede al motto della sua gens: leali sino alla fine. È qui che facciamo la conoscenza di un nuovo personaggio, il tenente Harper. Teniamolo d'occhio, perché qualcosa mi dice che diventerà importante nella nostra storia. Harper è il torturatore e fa il suo dovere con fredda e scrupolosa determinazione. Per fortuna, a un certo punto, arriva il padre di Helene che la fa rilasciare e la conduce a casa. Ma a quale prezzo?

Nel capitolo 6 torniamo da Elias e Laia, i quali nel frattempo sono riusciti ad uscire dalle mura della città, solo per venire attaccati da uno spettro, che ancora una volta vuole il bracciale della Dotta. Riescono a liberarsene e mentre cavalcano lontano da Rupenera, finalmente Laia si decide a raccontare tutto, ma proprio tutto, al proprio compagno di avventure. È un momento doloroso per entrambi, ma alla fine tutto, quello che Elias riesce a chiedere è:
«Nella capanna, con Keenan. Sei stata tu a baciare lui? O lui a baciare te?»
Uomini... non li capirò mai. Ma poveretto, ha una giustificazione per questa domanda del tutto fuori luogo: la Comandante non solo lo ha ferito, lo ha avvelenato. Per questo sono costretti a una deviazione del loro viaggio verso Kauf (come è tipico dei migliori epic fantasy) per cercare dell'estratto di tellis, un'erba che può contrastare gli effetti del veleno.

Nel capitolo 7 succede una cosa piuttosto inquietante: Elias, in delirio o nel sonno, non è ben chiaro, si trova in una foresta buia, che scopre essere il Luogo dell'Attesa e a rivelarglielo è il suo vecchio amico Tristas, morto durante la terza prova.
«È il Luogo dell'Attesa. È per i morti che non sono ancora pronti a lasciare la vita terrena, a quanto pare. Leander e Demetrius se ne sono andati. Io invece no. Sono bloccato qui ad ascoltare senza posa questo piagnisteo.»
Dopo l'amico, fa la sua comparsa la Traghettatrice delle Anime, una donna all'apparenza giovane che ci offre altri motivi per alimentare la nostra ansia, come se non ne avessimo già abbastanza...
«Non dovrei essere qui. Non sono morto.»

Mi osserva a lungo prima d'inclinare la test come un uccellino curioso. «Oh, sì che lo sei. Solo che ancora non lo sai.»
Alzi la mano chi a questo punto non ha fatto gli scongiuri... Per fortuna, o purtroppo, i dubbi non rimangono a lungo e ben presto scopriamo cosa voleva dire. Non prima però che la Traghettatrice ci abbia allietati con altre belle notizie.
«Non vedi cosa stai facendo, Elias? La Comandante ti ha avvelenato. Mentre tu, a tua volta, sei un veleno. Avvelenerai la gioia, la speranza e la vita di Laia, come hai avvelenato tutto il resto. Se le vuoi bene, non lasciare che lei te ne voglia. Come il veleno che t'infuria dentro, non c'è antidoto per te.»
Tanto per farci capire, nel caso avessimo dei dubbi, che anche in questo libro il mai una gioia impera sovrano. Dopo questo edificante colloquio, Elias capisce con cosa l'affettuosa madre lo ha avvelenato: l'erba della notte, un veleno proibito per la sua crudeltà, infatti uccide lentamente ma senza scampo, non esiste antidoto.
Finalmente capisco perché la Comandante ci ha lasciato fuggire da Serra, perché non si è scomodata a tagliarmi la gola. Non ne aveva bisogno.

Perché mi aveva già ucciso.
E su queste note liete si chiude il mio recap. Che ne pensate di questi primi capitoli? Io ne sono letteralmente esaltata, sono rimasta per tutto il tempo con il fiato sospeso. Amo questa autrice, amo questa storia e amo come è stata tradotta.

Per rendere più movimentata e coinvolgente la tappa, abbiamo pensato di fare una domanda a una lettrice/un lettore del gruppo Facebook (che trovate qui, se volete aggiungervi) sul materiale della tappa. Ovviamente potete dire la vostra nei commenti! Più siamo più ci divertiamo. ;)
Si è offerta (più o meno... diciamo che l'ho arruolata) Fiorenza, ma purtroppo per problemi personali non sono riuscita a inviarle la domanda in anticipo, quindi troverete la sua risposta nei prossimi giorni.
Nel frattempo ecco quello che le ho chiesto:
Come vedi il fatto che Elias abbia risparmiato la Comandante? Non sarebbe stato più intelligente ucciderla? Pensi che sia stata una "furbata" dell'autrice? 
Le ho chiesto questo perché è un punto che è stato ampiamente dibattuto con le mie amiche di lettura e che ha portato a conclusioni molto diverse. La mia interpretazione l'avete letta nel recap... sentiamo che ne pensa Fiorenza e ditemi cosa ne pensate voi nei commenti, se vi fa piacere! 

Risposta di Fiorenza"Il solo pensiero mi disgusta. Non mia madre, non in questo modo, non importa che razza di mostro sia."
La risposta è tutta qui. Elias lotta contro il suo essere Maschera. Lotta contro un addestramento e un condizionamento che lo hanno reso una macchina di morte insensibile. Per quanto Keris sia un mostro, rimane sua madre. Ucciderla vorrebbe dire, per Elias, distruggere il suo lato umano, quello che sta cercando disperatamente di conservare. È così Elias  ed è la bellezza di questo personaggio, i suoi dubbi, la sua umanità, in contrasto con il suo essere un combattente letale in una guerra in cui la pietà non è ammessa.

Che dire? La pensiamo proprio allo stesso modo! Grazie Fiorenza! :)

Il prossimo appuntamento è martedì 31 ottobre 
sul blog Libri al caffè, che parlerà dei capitoli da 8 a 12. 

Credits immagini: Pinterest, Sabaa Tahir.

10 commenti:

  1. Un inizio col botto, capitoli decisamente pieni di ansia!!
    La comandante che sorride, che non si porta un esercito appresso mi aveva fatto pensare ed ecco la sorpresa dell'avvelenamento.
    Non si riesce a tirare un sospiro di sollievo in questa storia!!!
    Comunque, continua la battaglia interiore di ELias tra cosa è giusto e cosa farebbe come maschera e apprezzo non abbia ucciso la madre per quanto se lo meriti e non tanto perché senza la Comandante la storia perderebbe di attesa, ma perché, come dici tu, rispecchia il personaggio: lo ha detto che non vuole più uccidere e se lo ha fatto in questi capitoli è per sopravvivenza....in quel momento la madre è indifesa ed ucciderla sarebbe un solo atto di cattiveria.
    L'Ifrit ed il bracciale di laia: perché vogliono tanto il bracciale di laia? Solo per l'argento? e la frase "Tu, piuttosto, chi sei?" ...domande su domande, dubbi su dubbi, angoscia su angoscia.....pazzesco!
    Helene l'ho apprezzata nell'ultimo capitolo del libro precedente e devo dire che come inizio non è male, ne ha prese a sufficienza poverina e sta proteggendo Elias...

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    1. Ciao Erica! Concordo, anch'io mi sono fatta un milione di domande e quello che pensavo sarebbe stato un viaggio veloce si sta prospettando ben più lungo e difficile di quanto immaginassi. Parola d'ordine: ansia!

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  2. questi primi capitoli già mi mettono un'ansia pazzesca! Brava come sempre Alice a esporli

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    1. Ansia è la parola chiave di questa serie! Grazie Chiara!

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  3. Io stavolta ho fatto la brava e ho iniziato a leggerlo il 24. Ma... poi è impossibile fermarsi! Allora mi sono giustificata dicendo che lo devo finire prima per le tappe.

    Comunque l'autrice è stata bravissima. Secondo me aveva scritto un unico enorme volume e la casa editrice gliel'ha fatto dividere in due. Inizia troppo col botto!

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    1. Sì, fermarsi è impossibile... io l'ho divorato in due giorni! Lo ammetto!

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  4. La Comandante andava uccisa! Elias è troppo buono secondo me.

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    1. Dolci, a dispetto del tuo nome, tu saresti stata un'ottima Maschera! XD

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  5. Giuro che non avevo letto l'articolo prima di rispondere alla domanda...XD

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    1. Flo, noi siamo troppo sulla stessa lunghezza d'onda... Abbiamo fatto la stessa identica riflessione!

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